Sanzionato l’esercente che posiziona impianti fai da te

La videosorveglianza negli esercizi commerciali deve essere rispettosa dei diritti dei lavoratori e sempre adeguatamente segnalata ai clienti. Altrimenti possono scattare pesanti sanzioni per il titolare che ha installato telecamere in tutto il negozio senza posizionare cartelli ed interessare le organizzazioni sindacali o l’Ispettorato del lavoro.

Lo ha evidenziato il Garante per la protezione dei dati personali con l’ordinanza ingiunzione n. 177 del 12 maggio 2022. Nel corso di un normale controllo la Guardia di finanza ha verificato che all’interno di un bazar erano presenti 12 telecamere di videosorveglianza di cui solo 4 effettivamente attive e funzionanti. Stante la mancanza dei cartelli e dell’ autorizzazione rilasciata dall’Ispettorato del lavoro gli accertatori hanno relazionato all’autorità centrale che ha avviato un procedimento che si è concluso con l’applicazione di una pesante sanzione da 20 mila euro a carico del gestore. L’utilizzo di sistemi di videosorveglianza, specifica il Garante, può determinare, in relazione al posizionamento delle telecamere e alla qualità delle immagini riprese, un trattamento di dati personali. Tale trattamento deve essere effettuato nel rispetto dei principi generali contenuti nell’art. 5 del Regolamento e, in particolare, del principio di trasparenza che presuppone che gli interessati devono essere sempre informati che stanno per accedere in una zona videosorvegliata. A questo scopo quindi il titolare del trattamento deve apporre idonei cartelli informativi secondo le indicazioni contenute al punto 3.1. del provvedimento in materia di videosorveglianza - 8 aprile 2010. Analogamente le Linee Guida n. 3/2019 del Comitato europeo per la protezione dei dati sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video, punto 7 , specificano che per quanto riguarda la videosorveglianza, le informazioni più importanti devono essere indicate sul segnale di avvertimento stesso primo livello , mentre gli ulteriori dettagli obbligatori possono essere forniti con altri mezzi secondo livello . Nelle linee guida si prevede inoltre che tali informazioni possono essere fornite in combinazione con un’ icona per dare, in modo ben visibile, intelligibile e chiaramente leggibile, un quadro d’insieme del trattamento previsto articolo 12, paragrafo 7, del RGPD . Il formato delle informazioni dovrà adeguarsi alle varie ubicazioni. Le informazioni dovrebbero essere posizionate in modo da permettere all’interessato di riconoscere facilmente le circostanze della sorveglianza, prima di entrare nella zona sorvegliata approssimativamente all’altezza degli occhi per consentire all’interessato di stimare quale zona sia coperta da una telecamera in modo da evitare la sorveglianza o adeguare il proprio comportamento, ove necessario . Attenzione però anche alla tutela del personale . In base all’art. 4 dello statuto dei lavoratori gli apparati di videosorveglianza, qualora dagli stessi derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei dipendenti, possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e la relativa installazione deve, in ogni caso, essere eseguita previa stipulazione di un accordo collettivo con la rappresentanza sindacale unitaria o con le rappresentanze sindacali aziendali o, ove non sia stato possibile raggiungere tale accordo o in caso di assenza delle rappresentanze, solo in quanto preceduta dal rilascio di apposita autorizzazione da parte dell'Ispettorato del lavoro . Nel caso sottoposto all’esame dell’Autorità quindi la mancanza sia delle informative che degli accordi a tutela dei lavoratori hanno determinato un trattamento illecito di dati personali.

Ordinanza ingiunzione del 12 maggio 2022