TikTok nel mirino del Garante Privacy: stop alla pubblicità personalizzata

Il Garante Privacy si schiera contro la decisione del social network di inviare agli utenti la pubblicità personalizzata senza con il consenso degli interessati.

Il Garante Privacy ha adottato un provvedimento d’urgenza contro TikTok , il social più amato dagli adolescenti. Durante le scorse settimane, infatti, la piattaforma aveva informato che, a partire dal 13 luglio, agli utenti maggiorenni sarebbe stata inviata la pubblicità personalizzata , anche in assenza di un consenso esplicito degli interessati, prevedendo come base giuridica del trattamento dei dati il legittimo interesse dello stesso social e dei suoi partner. Il Garante, però, ha avvertito la piattaforma che la sua decisione risulta incompatibile con la ePrivacy e con l’art. 122 del Codice Privacy, i quali prevedono come base giuridica del trattamento dei dati il consenso esplicito degli interessati. L’Autorità, infatti, ha affermato che è illecito utilizzare i dati archiviati nei dispositivi degli utenti per l’invio della pubblicità personalizzata in assenza della loro autorizzazione. Secondo il Garante, inoltre, desta una particolare preoccupazione la difficoltà di TikTok di accertare l’età degli utenti che accedono alla piattaforma. Tali difficoltà, infatti, non consentono di escludere il rischio che la pubblicità personalizzata, anche con contenuti inappropriati, arrivi ai più giovani. A seguito dell'avvertimento dell'Autorità, TikTok ha quindi deciso di sospendere il passaggio all'interesse legittimo come base giuridica del trattamento dei dati per l'invio della pubblicità personalizzata ai maggiorenni. Il Garante Privacy ha ritenuto responsabile la decisione del social network e si è dichiarato aperto a un dialogo finalizzato alla ricerca del bilanciamento tra interessi economici e diritti degli utenti.