Appalti, al via il nuovo decreto che accelera i giudizi amministrativi per le opere finanziate con il PNRR

Arriva una norma per accelerare i giudizi davanti al TAR e al Consiglio di Stato, al fine di scongiurare il rischio che i ricorsi legati ai bandi del Recovery Plan possano pregiudicare il rispetto del programma chiesto dall'Europa.

I Tribunali amministrativi regionali TAR e il Consiglio di Stato dovranno adattare i tempi dei processi e delle loro decisioni alle scadenze e agli obiettivi del PNRR. È quanto prevede il decreto-legge n. 85/2022 , approvato lo scorso 7 luglio dal Consiglio dei Ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2022, n. 157. Il decreto-legge estende la norma di accelerazione già contenuta nel dl semplificazioni n. 77/2021 alle procedure di affidamento pertanto, la procedura speciale prevista dall' art. 125 d.lgs. n. 104/2010 si applicherà anche ai giudizi che riguardano le procedure di progettazione, autorizzazione, approvazione e realizzazione delle opere PNRR, comprese le relative attività di espropriazione, occupazione e di asservimento, nonché a qualsiasi procedura amministrativa che riguardi interventi finanziati in tutto o in parte con le risorse previste dal PNRR . Nello specifico, l'art. 3 del decreto prevede una norma di accelerazione della durata dei giudizi amministrativi , in base alla quale ogni qual volta un ricorso avrà ad oggetto una procedura amministrativa riguardante interventi finanziati in tutto o in parte dal PNRR, qualora sia stata presentata e accolta un'istanza cautelare, il TAR sarà tenuto a fissare la discussione del merito alla prima udienza successiva alla scadenza del termine di 30 giorni dalla data di deposito dell'ordinanza. Stessa procedura in caso di respingimento in primo grado dell'istanza cautelare e successivo accoglimento in Consiglio di Stato in questo caso, il termine di 30 giorni scatterà dalla data di ricevimento dell'ordinanza che il Cds dovrà trasmettere al TAR competente per la fissazione dell'udienza di merito. In entrambe le ipotesi, il mancato svolgimento dell'udienza di merito entro i termini previsti porterà alla perdita di efficacia della misura cautelare . Come chiarito dalla relazione di accompagnamento al decreto, la scelta di prevedere l'accelerazione dell'udienza di merito nella sola ipotesi di accoglimento in primo grado o in appello dell'istanza cautelare è legata al fatto che solo in tale ipotesi si ha una sospensione dell'esecuzione dell'opera pubblica che invece prosegue in caso di rigetto della relativa istanza . Il decreto impone inoltre al giudice di esprimersi espressamente nelle motivazioni sulla compatibilità della misura e della data dell'udienza con i termini del PNRR , mentre le p.a. parti del giudizio dovranno specificare che il ricorso ha ad oggetto una procedura amministrativa che riguarda interventi finanziati in tutto o in parte con le risorse previste dal PNRR . Infine, una norma transitoria prevede l' applicabilità ai giudizi in corso delle misure di accelerazione previste per gli interventi finanziati dal PNRR, purché la misura cautelare sia stata già concessa, su istanza della pubblica amministrazione o delle altre parti del processo, prima della data di entrata in vigore del decreto. Sarà molto impegnativo per le sezioni giurisdizionali e per i giudici che avranno l'obbligo di una motivazione più puntale, che tenga conto del rispetto dei termini del PNRR. Richiederà da ciascuno di noi la responsabilità di verificare la compatibilità della tempistica delle decisioni con quelle del PNRR ha osservato il Presidente del Consiglio di Stato, Franco Frattini, nel commentare l'entrata in vigore del decreto l'auspicio è di non dover leggere mai più polemiche strumentali come quelle che i TAR o il Consiglio di Stato bloccano l'economia ha chiosato il numero uno di Palazzo Spada.

Decreto-legge del 7 luglio 2022, n. 85 in G.U. del 7 luglio 2022, n. 157