Tutti i reati di droga impediscono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno?

È stata rimessa alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’art. 4, comma 3, d.lgs. n. 286/1998 T.U. immigrazione nella parte in cui, richiamando tutti i reati inerenti gli stupefacenti, prevede che la fattispecie di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 sia automaticamente ostativa al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno.

La questione è stata sollevata dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 5492/2022. In particolare, il meccanismo automatico previsto dal testo unico immigrazione quale impedimento al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno, appare in contrasto con la Cedu . Tale automatismo non permette infatti il bilanciamento tra la condotta penalmente rilevante e le altre circostanze attinenti alla vita privata come tutelata dall'art. 8 Cedu , anche alla luce dell'interpretazione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Infatti, in ipotesi di reati non gravi come appunto quello di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 209/1990, l'esclusione della possibilità di una valutazione da parte dell'amministrazione crea, secondo il Consiglio di Stato, un vulnus di tutela non superabile in via interpretativa.