Multa cancellata se il verbale non certifica la segnalazione dell’autovelox sul preciso tratto di strada percorso dall’automobilista

Inutile l’azione giudiziaria proposta dal Comune. Confermata in Cassazione la linea tracciata da Giudice di Pace e Tribunale. Irrilevante la segnalazione dell’apparecchio collocata prima della immissione utilizzata dall’automobilista per prendere una strada statale.

Automobilista salvo e multa per eccesso di velocità cancellata se il verbale certifica la segnalazione preventiva dell'autovelox solo lungo il tratto di strada precedente a quello da lui percorso per immettersi in una strada statale. Concordi i giudici di merito, i quali danno torto al Comune e accolgono l'opposizione dell'automobilista al verbale con cui gli è stato contestato l'eccesso di velocità accertato mediante postazione mobile di rilevamento della velocità . Per cancellare la multa i giudici pongono in evidenza il fatto che non risulta che la presenza dell'apparecchio fosse stata segnalata . Col ricorso in Cassazione, però, il legale che rappresenta il Comune contesta l'ottica adottata sia in primo che in secondo grado e pone in evidenza l'efficacia di fede privilegiata del verbale di accertamento della infrazione, verbale che dava atto della segnalazione dell' autovelox . Secondo il legale del Comune, quindi, l'automobilista avrebbe potuto contestare il verbale solo con specifica querela di falso. I Giudici di terzo grado ribattono che il nodo gordiano della vicenda non è la presunta violazione dell'efficacia del verbale dell'infrazione, che , secondo il Comune, dava atto che la postazione di rilevamento della velocità era stata segnalata in modo adeguato. Decisivo, invece, il dato probatorio secondo cui sul particolare tratto di strada percorso dall'automobilista il quale aveva precisato di provenire da una determinata via e di essersi immesso a destra per prendere una strada statale non è stata contestata dal Comune la circostanza dedotta dall'automobilista circa la mancanza di segnalazione dell'apparecchio , essendo stata, tale segnalazione, collocata prima della predetta immissione . E questo elemento, precisano i Giudici, non si pone in termini di contraddizione con le risultanze del verbale richiamato dal Comune, non risultando, difatti, dal verbale se la segnalazione della postazione era presente e quindi visibile nel particolare tratto di strada percorso dall'automobilista .

Presidente Lombardo Relatore Bertuzzi Rilevato che il Relatore ha avanzato la seguente proposta ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. letto il ricorso proposto dal comune di omissis per la cassazione della sentenza n. 113 del 21.1.2021 del Tribunale di Latina, che aveva confermato la sentenza del Giudice di pace di Fondi che aveva accolto l'opposizione avanzata da V.L. avverso il verbale che gli contestava la violazione dell' art. 142 C.d.S. , accertata mediante postazione mobile di rilevamento della velocità, non risultando che la presenza dell'apparecchio fosse stata segnalata letto il controricorso di V.L. l'unico motivo di ricorso, che denunzia Violazione o falsa applicazione di norme di diritto art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 3 , censura la decisione impugnata per avere ritenuto illegittima la contestazione per mancata segnalazione dell'apparecchio di rilevamento della velocità, così disattendendo, in violazione dell' art. 2700 c.c. , l'efficacia di fede privilegiata del verbale di accertamento della infrazione, che dava atto della segnalazione predetta e che avrebbe dovuto essere contestata dall'opponente con la querela di falso il motivo appare inammissibile per difetto di specificità, in quanto la dedotta violazione dell'efficacia del verbale dell'infrazione, che dava atto che la postazione di rilevamento della velocità era stata segnalata, non appare investire la specifica motivazione della sentenza impugnata, che non ha affermato che in generale tale indicazione mancava, ma che sul particolare tratto di strada percorso dall'opponente, il quale aveva precisato di provenire da via omissis e di essersi immesso a destra per prendere la ss7, la circostanza da questi dedotta circa la mancanza di segnalazione dell'apparecchio, per essere la stessa stata collocata prima della predetta immissione, non era stata contestata dal comune, affermazione che non si pone in termini di contraddizione con le risultanze del verbale richiamato, non risultando da esso se la segnalazione della postazione era presente e quindi visibile nel particolare tratto di strada percorso dall'opponente . Considerato che il Collegio condivide la proposta del Relatore, osservando che la memoria depositata dal difensore non offre argomenti nuovi rispetto ai motivi di ricorso il ricorso, pertanto, deve essere dichiarato inammissibile le spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza del ricorrente ricorrono i presupposti processuali di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, per il raddoppio del versamento del contributo unificato, se dovuto. P.Q.M. La Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 500,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 100,00 ed agli accessori di legge. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13 , comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.