Da quale momento il figlio inabile del de cuius ha diritto alla pensione di reversibilità?

In caso di morte del pensionato, il figlio maggiorenne inabile a carico del defunto ha diritto di ottenere dall’Inps l’attribuzione della pensione di reversibilità quale superstite con decorrenza dal mese successivo alla data del decesso del de cuius .

Con l’ordinanza in esame, la Corte di Cassazione ha avuto modo di pronunciarsi su una vicenda riguardante il diritto alla pensione di reversibilità . La Corte d’Appello, infatti, aveva riconosciuto in capo a Caio il suddetto diritto a seguito del decesso della madre, di cui l’uomo era convivente a carico in quanto inabile al lavoro e privo di reddito. Caio, però, ricorre in Cassazione, denunciando la violazione dell’art. 5 d.lgs. n. 39/1945. Secondo il ricorrente, infatti, il giudice avrebbe sbagliato a riconoscergli la pensione di reversibilità a partire dalla data della domanda amministrativa, quando invece avrebbe dovuto riconoscergliela a partire dal mese successivo alla morte della madre. La doglianza deve essere accolta. In caso di morte del pensionato, infatti, il figlio maggiorenne inabile a carico del defunto ha diritto di ottenere dall’Inps l’attribuzione della pensione di reversibilità quale superstite con decorrenza dal mese successivo alla data del decesso del de cuius , senza che assuma rilievo la data di presentazione della domanda amministrativa diretta alla concessione del beneficio Cass. n. 18241/2011 . La Suprema Corte, applicando nel caso di specie il principio appena citato, accoglie quindi il ricorso e condanna l'Inps al pagamento della pensione di reversibilità a favore del ricorrente con decorrenza dal primo giorno del mese successivo al decesso della madre.

Presidente Leone Relatore De Felice Rilevato che la Corte d'appello di Bari, in parziale riforma della pronuncia del Tribunale della stessa città, ha riconosciuto il diritto alla pensione di reversibilità in capo a S.A. , diritto proveniente dalla madre deceduta il omissis , di cui il ricorrente era convivente a carico perché inabile ad ogni proficuo lavoro e, pertanto, privo di reddito, con decorrenza data di presentazione dalla data della domanda amministrativa omissis la cassazione della sentenza è domandata da S.A. sulla base di un unico motivo l'Inps ha depositato procura speciale in calce al ricorso è stata depositata proposta ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell'adunanza in Camera di consiglio. Considerato che l'unico motivo, formulato ai sensi dell' art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 3, denuncia Violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 18 gennaio 1945, n. 39, art. 5 il ricorrente sostiene di avere diritto al riconoscimento della pensione di reversibilità con decorrenza dalla precedente data del omissis , mese successivo al decesso della madre e non già, come erroneamente ritenuto dalla Corte d'appello, dall' omissis , data della domanda amministrativa il motivo merita accoglimento questa Corte ha stabilito che in caso di decesso del pensionato, il figlio maggiorenne inabile a carico del defunto ha diritto di ottenere dall'Inps l'attribuzione della pensione di reversibilità quale superstite con decorrenza dal mese successivo alla data del decesso del de cuius, senza che assuma rilievo la data di presentazione della domanda amministrativa diretta alla concessione del beneficio ex multis, Cass. n. 18241 del 2011 applicando il principio richiamato al caso in esame il ricorso va dunque accolto, la sentenza impugnata va cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamento di fatto, la causa va decisa nel merito, disponendo la condanna dell'INPS al pagamento della pensione di reversibilità ai superstiti in favore di S.A. con decorrenza dall' omissis , primo giorno del mese successivo al decesso della madre le spese dei gradi di merito vanno liquidate in complessivi Euro 6.200,00 oltre oneri accessori, disponendosene la distrazione in favore del difensore della parte vittoriosa, dichiaratosi antistatario le spese relative alle consulenze tecniche espletate sono poste definitivamente a carico dell'INPS le spese del giudizio di legittimità, come liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza, e vanno distratte in favore del difensore dell'odierno ricorrente, dichiaratosi anticipatario in considerazione dell'esito del giudizio, dà atto che non sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso. P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dispone la condanna dell'INPS al pagamento della pensione di reversibilità ai superstiti in favore di S.A. con decorrenza dall' omissis . Pone a carico dell'INPS le spese dei gradi di merito, liquidate in complessivi Euro 6.200,00 oltre oneri accessori, disponendone la distrazione in favore del difensore della parte vittoriosa, dichiaratosi antistatario. Pone a carico dell'INPS il costo delle consulenze tecniche. Condanna l'INPS al rimborso delle spese del giudizio di legittimità nei confronti di S.A. , che liquida in Euro 200,00 per esborsi, Euro 1500,00 a titolo di compensi professionali, da distrarsi in favore del difensore anticipatario, oltre spese generali nella misura forfetaria del 15 per cento ed accessori di legge.