Motociclista risarcito per essere stato travolto da veicoli in movimento

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un motociclista per il risarcimento dei danni derivanti da un sinistro stradale occorso nel centro della città mentre si trovava alla guida del suo motoveicolo.

Un uomo conveniva in giudizio una società assicurativa e un'altra persona per ricevere il risarcimento dei danni arrecati al proprio motociclo a seguito di un sinistro stradale . Il Giudice di Pace di Napoli aveva respinto la domanda dell'attore che proponeva pertanto ricorso per Cassazione sulla base di un unico motivo di doglianza, poi accolto dalla Corte. Secondo il ricorrente errata da parte del Giudice di Pace sarebbe stata la ricostruzione della dinamica dell'incidente. Infatti, non si sarebbe trattato di tamponamento a catena , in quanto i veicoli non erano incolonnati sulla stessa corsia di marcia, ma provenivano da direzioni diverse. Il Tribunale, specifica il Collegio, aveva rigettato la domanda attorea sulla base di un principio di diritto riguardante il tamponamento a catena, ma dalla lettura della sentenza non risultava che la dinamica del sinistro stradale fosse stata doverosamente analizzata. Infatti, non si sarebbe trattato di un tamponamento a catena, ma l'incidente sarebbe avvenuto nell'intersezione con una grande via della città, urtando il motociclo del ricorrente. Pertanto, alla luce della disamina della Corte di Cassazione, il ricorso è stato accolto.

Presidente Cirillo Relatore Pellecchia Rilevato che 1. S.S. convenne in giudizio omissis S.p.A. e P.R. al fine di sentirli condannare al risarcimento dei danni arrecati al proprio motociclo, in occasione del sinistro verificatosi in seguito allo scontro di tre veicoli in movimento, causato dal P. La causa fu istruita mediante CTU e prova testimoniale, richieste dalle parti. Il Giudice di Pace di Napoli, con sentenza n. 40198/2016, rigettò la domanda attorea, rilevando il contrasto tra la deposizione testimoniale e le risultanze della consulenza tecnica in merito alla velocità tenuta dai veicoli. 2. Il Tribunale di Napoli, con sentenza n. 9003/2020, del 30 dicembre 2020, ha rigettato l'impugnazione, facendo applicazione del principio di diritto, affermato da questa Corte, secondo cui, nel caso in cui il tamponamento a catena interessi veicoli in movimento trova applicazione l' art. 2054 c.c. , comma 2, con conseguente presunzione iuris tantum della colpa in eguale misura a carico di ciascuna coppia di veicolo tamponato e tamponante, fondata sulla inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia da loro fornita prova liberatoria di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno cass. civ., sez. III, 18234/2008 . 3. Avverso tale pronuncia S.S. propone ricorso per cassazione sulla base di un unico motivo. Resiste con controricorso omissis S.p.A. Considerato che 4. Con l'unico motivo di ricorso, il ricorrente lamenta la nullità della sentenza per violazione o falsa applicazione dell' art. 2054 c.c. , comma 2 , per avere la Corte applicato la norma in questione al caso di specie, sull'erroneo presupposto che il sinistro avesse ad oggetto un tamponamento a catena di veicoli in movimento. Secondo il ricorrente non si sarebbe trattato di tamponamento a catena poiché i veicoli non si trovavano incolonnati sulla stessa corsia di marcia, ma provenivano da direzioni diverse e opposte. L'iter logico-giuridico seguito dal giudice dell'appello per pervenire alla decisione sarebbe viziato dall'erroneo inquadramento della fattispecie concreta. Sostiene infine il ricorrente che dalle risultanze istruttorie sarebbe emersa la responsabilità esclusiva del P., idonea a superare la presunzione di corresponsabilità dei soggetti coinvolti. 5. L'unico motivo di ricorso è fondato. Il Tribunale, quale giudice dell'appello, ha rigettato l'impugnazione del S. facendo applicazione del principio di diritto, affermato da questa Corte, secondo cui, nel caso in cui il tamponamento a catena interessi veicoli in movimento trova applicazione l' art. 2054 c.c. , comma 2, con conseguente presunzione iuris tantum della colpa in eguale misura a carico di ciascuna coppia di veicolo tamponato e tamponante, fondata sulla inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia da loro fornita prova liberatoria di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno cass. civ., sez. III, 18234/2008 . Ebbene, dalla lettura della sentenza non risulta che sia stata esaminata la dinamica del sinistro sulla base della quale il Tribunale ha applicato la regola del tamponamento a catena. Dalla lettura della pronuncia, infatti, risulta che il P., mentre era alla guida del proprio veicolo, procedeva a forte andatura, allorquando giunto all'intersezione con la omissis , urtava un Motoveicolo omissis che, per effetto della spinta impressa urtava il motociclo del S. Da tale descrizione non si evince che si sia verificato un tamponamento a catena di veicoli incolonnati. Pertanto, il giudice del rinvio dovrà verificare se i veicoli si trovavano incolonnati sulla stessa corsia di marcia oppure se provenivano da direzioni diverse e opposte. 6. La Corte accoglie l'unico motivo di ricorso, come in motivazione, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di questo giudizio, al Tribunale di Napoli in diversa composizione. P.Q.M. la Corte accoglie l'unico motivo di ricorso, come in motivazione, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di questo giudizio, al Tribunale di Napoli in diversa composizione.