Scatta la sanzione per le telecamere abusive puntate sul bancone

Meglio rispondere quando il Garante richiede chiarimenti sulla privacy. In particolare, se si tratta di un sistema di videosorveglianza attivato in un pubblico esercizio senza aver rispettato lo Statuto dei lavoratori ed in carenza di idonea segnaletica.

Lo ha chiarito il Garante per la protezione dei dati personali con l'ordinanza ingiunzione n. 121 del 7 aprile 2022. Un caffè romano è stato segnalato all'Autorità per aver installato un sistema di telecamere senza informativa e in mancanza di un accordo sindacale o dell'autorizzazione dell'ispettorato del lavoro. A seguito del reiterato mancato riscontro formale alla richiesta di chiarimenti l'Autorità centrale ha inviato fisicamente sul posto il Nucleo speciale tutela privacy della Guardia di finanza che ha confermato le violazioni suggerite. Il pubblico esercizio aveva infatti attivato un impianto di videosorveglianza sia all'interno che all'esterno del locale in assenza di cartelli informativi e della necessaria autorizzazione richiesta dallo Statuto dei lavoratori . L'autorità ha quindi sanzionato in maniera severa il bar che ha violato sia il principio della liceità del trattamento, previsto dall' art. 5, GDPR , sia l' art. 4 dello Statuto dei lavoratori . Il tutto aggravato dalla scarsa collaborazione iniziale dell'esercente con l'Autorità di controllo che è dovuta ricorrere all'ispezione della Guardia di finanza per definire il procedimento sanzionatorio .

Ordinanza ingiunzione del Garante Privacy del 7 aprile 2022, n. 121