Il parere del CNF sulla compatibilità con la pratica forense ed il mantenimento della partita IVA per gli avvocati con l’UpP

Questi i quesiti a cui ha risposto il CNF 1 se il praticante possa proseguire il periodo di tirocinio per l’accesso alla professione forense, pure a seguito dell’assunzione presso l’Ufficio del Processo 2 se l’avvocato, assunto presso l’Ufficio del Processo, possa mantenere la titolarità di partita IVA. e se l’eventuale cessazione della stessa sia compatibile con la sospensione d’Ufficio dall’esercizio della professione, configurata dal richiamato art. 11, comma 2- bis , del d. l. n. 80/2021 .

Con nota del 12 aprile 2022, il Dipartimento per gli Affari di Giustizia ha formulato due quesiti , relativi all'interpretazione dell'art. 11, comma 2- bis , d.l. n. 80/2021, come introdotto dall'art. 33, comma 2, lett. a , d.l. n. 17/2022., tra cui 1 se il praticante possa proseguire il periodo di tirocinio per l'accesso alla professione forense, pure a seguito dell' assunzione presso l' Ufficio del Processo 2 se l' avvocato , assunto presso l'Ufficio del Processo, possa mantenere la titolarità di partita IVA . e se l'eventuale cessazione della stessa sia compatibile con la sospensione d'Ufficio dall'esercizio della professione, configurata dal richiamato art. 11, comma 2- bis , del d. l. n. 80/2021 . Il CNF , quanto al primo quesito , ha osservato che l'art. 11 cit. non contiene una specifica previsione relativa alla sospensione ovvero all'interruzione del tirocinio in conseguenza dell'assunzione presso l'Ufficio del Processo . Esso prevede unicamente a che il praticante comunichi al COA l'assunzione b che il periodo svolto presso l'Ufficio del Processo possa essere ricongiunto con il periodo di pratica forense . Ne consegue che, in assenza di una previsione che esplicitamente lo preveda, non è possibile ritenere che l'assunzione presso l'Ufficio per il Processo comporti la sospensione del tirocinio , anche considerando che la sospensione sarebbe pregiudizievole per il praticante . Ma a differenza di quanto osservato per il praticante non abilitato il praticante abilitato al patrocinio assunto presso l'Ufficio del Processo non potrà continuare a svolgere la professione in sostituzione del dominus . Pertanto, pur rimanendo iscritto ad ogni altro effetto nel Registro dei praticanti, la sua iscrizione nel registro dei praticanti abilitati al patrocinio sostitutivo dovrà essere invece sospesa . Per quanto riguarda il secondo quesito , il Collegio osserva preliminarmente che il Consiglio nazionale forense non ha specifica competenza in materia tributaria e fiscale e che, pertanto, analogo quesito andrebbe più utilmente rivolto al Ministero dell'Economia e delle Finanze , soprattutto per ciò che concerne la compatibilità tra la titolarità di partita IVA e lo svolgimento di attività di lavoro subordinato alle dipendenze della PA . Per ciò che attiene, invece, la titolarità di partita IVA , essa è annoverata dall'art. 2, comma 2, lett. a del decreto del Ministro della Giustizia 25 febbraio 2016, n. 47 tra gli indicatori dell'esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione, ai fini previsti dall' art. 21, l. n. 247/12 . In caso di sospensione dall'esercizio della professione circostanza che, di per sé, esclude l'applicazione del predetto art. 21 la titolarità di partita IVA diviene irrilevante , dovendo beninteso la stessa essere riattivata al termine della sospensione .

Il Parere del CNF La richiesta del Ministero della Giustizia