Avvocati del libero Foro, illegittima l’esclusione dal Comitato tecnico esecutivo in materia di appalti

Il TAR Lazio ha accolto il ricorso dell’Ordine degli Avvocati di Roma avverso la disposizione del d.l. n. 76/2020 che prevede l’esclusione degli avvocati del libero Foro dalla presidenza del Comitato tecnico esecutivo in materia di appalti.

Con l'ordinanza in esame, il TAR Lazio è stato chiamato a pronunciarsi sul ricorso cautelare avanzato dall'Ordine degli Avvocati di Roma e da altri avvocati a fronte dell'esclusione degli avvocati del libero Foro dalla possibilità di nomina a presidente del Collegio consultivo tecnico in materia di appalti istituito dal c.d. Decreto Semplificazioni. Il Tribunale amministrativo ha affermato che è illegittima l'esclusione degli avvocati del libero Foro dalla possibilità di diventare Presidenti del collegio tecnico esecutivo in materia di appalti, previso dal d.l. n. 76/2020 . Il collegio ha infatti rilevato che gli avvocati del libero foro non sono ricompresi tra i giuristi di cui al punto 2.4.2., lett. a , del D.M. n. 12/2022 , posto che tale norma individua, tra i requisiti che devono essere posseduti per essere nominati Presidente, lo svolgimento di incarichi incompatibili con l' esercizio dell' attività forense , tra cui le funzioni di presidente di commissione per l'accordo bonario nell'ambito di appalti sopra soglia europea e proporzionati all'incarico da assumere , incarico che non può più essere assunto in quanto detta commissione è stata sostituita dalla figura dell'esperto incaricato della formulazione della proposta motivata di accordo bonario per i lavori ai sensi dell' art. 205 d.lgs. n. 50/2016 . Secondo i giudici, pertanto, la scelta di escludere gli avvocati del libero Foro dal novero dei giuristi che possono ottenere l'incarico di presidente del Collegio consultivo tecnico, a seguito di approfondita riflessione non risulta, prima facie , espressione di un corretto e ragionevole esercizio della discrezionalità riconosciuta al Ministero resistente dall'art. 6, comma 8- bis , d.l. n. 76/2020 in relazione all'individuazione dei requisiti professionali del presidente dell'anzidetto Collegio, presentando, per converso, aspetti di discriminatorietà e illogicità per via, da un lato, della ingiustificata equiparazione alle categorie di personale in regime di diritto pubblico legato allo Stato-apparato dal ridetto legame di funzionalizzazione con il correlato statuto giuridico e il conseguente rispetto di inderogabili obblighi di rango costituzionale dall'altro, poiché la categoria dei dirigenti di stazioni appaltanti con personalità giuridica di diritto privato soggette all'applicazione del codice dei contratti pubblici , non risulta suscettibile di essere ricondotta nell'alveo degli stessi pubblici dipendenti . A detta dei giudici, inoltre, è irragionevole e ingiustificata l'equiparazione in melius dei dirigenti di stazioni appaltanti con personalità giuridica di diritto privato al predetto personale di diritto pubblico ai fini della nomina a Presidente del Collegio consultivo tecnico, in quanto traspare contestualmente una altrettanto ingiustificata ed irragionevole disparità di trattamento tra la predetta categoria di dirigenti e gli avvocati del libero Foro, affiorante quindi in peius nei confronti degli avvocati discriminazione e disparità di trattamento che si appalesano ancor più marcate ove si consideri il rilievo ordinamentale dell'attività forense nel prisma dell' art. 24 Cost . Per questi motivi, il TAR Lazio, in accoglimento del ricorso dell'Ordine degli Avvocati di Roma e di altri avvocati, ha sospeso l' efficacia della disposizione del d,l. n. 76/2020 che prevede l'esclusione degli avvocati del libero Foro dalla possibilità di essere nominati presidenti del menzionato Collegio.

Presidente Graziano Relatore Biffaro Il testo integrale dell'ordinanza è disponibile a breve.