Riforma del CSM, via libera della Commissione Giustizia

Stop alle porte girevoli tra magistratura e politica, il sistema elettorale misto per l’elezione dei consiglieri togati del CSM e la separazione delle funzioni queste le maggiori novità introdotte dalla riforma del CSM e dell’ordinamento giudiziario.

Dopo una lunga seduta fiume in notturna, la Commissione Giustizia della Camera ha esaminato tutti gli emendamenti alla riforma dell’ordinamento giudiziario e del Consiglio superiore della magistratura . Il testo approderà poi il 19 aprile nell’aula di Montecitorio. Con i voti della Commissione Giustizia è stata suggellata l’intesa che le forze di maggioranza avevano raggiunto lo scorso 9 aprile con il Governo e il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Le novità introdotte dalla riforma includono lo stop alle porte girevoli tra politica e magistratura, la separazione delle funzioni, il sistema elettorale misto per l'elezione dei consiglieri togati del CSM con il sorteggio dei collegi e, in ultimo, le nuove regole per evitare le nomine a pacchetto per i capi degli uffici. In particolare, per quanto riguarda le porte girevoli, è stato introdotto il divieto di esercitare contestualmente le funzioni giurisdizionali e ricoprire gli incarichi governativi ed elettivi . Alla fine del mandato, i magistrati che hanno ricoperto cariche elettive non potranno più tornare a svolgere le funzioni giurisdizionali. La composizione del CSM , invece, tornerà a 20 membri togati e 10 laici, oltre i tre membri di diritto, cioè il Presidente della Repubblica, il Presidente e il procuratore generale della Cassazione. Il sistema elettorale sarà misto, binominale e con quota proporzionale.