Demansionamento: non imponibili le somme erogate a titolo di risarcimento

Le somme erogate al dipendente demansionato, in quanto configurabili come danno emergente e, dunque, volte a risarcire la perdita economica subita dal patrimonio, non sono assoggettabili a ritenuta alla fonte Risp. AE 8 aprile 2022 n. 185 .

Le somme corrisposte a titolo di risarcimento per demansionamento sono da considerarsi non imponibili in quanto configurabili come danno emergente cioè volte a risarcire la perdita economica subita dal patrimonio e, pertanto, non sono assoggettabili a ritenuta alla fonte ai sensi dell' art. 23 DPR 600/73 . La conclusione raggiunta dall'Agenzia delle Entrate è conforme al principio già espresso dalla giurisprudenza di legittimità, secondo cui le somme erogate a titolo di ristoro della perdita di chance professionali - ossia connesse alla privazione della possibilità di sviluppi o progressioni nell'attività lavorativa sono qualificabili come danno emergente e, in quanto tali, non sono imponibili Cass. civ., sez. unite, 24 marzo 2006, n. 6572 . La perdita di chance deve essere concretamente provata dal contribuente. Le eventuali ritenute già operate dal datore di lavoro sulle somme corrisposte al dipendente possono essere recuperate presentando la dichiarazione integrativa del modello 770 così compilata nel frontespizio del modello integrativo va inserito il protocollo della dichiarazione che si intende rettificare nel quadro ST occorre indicare il versamento effettuato erroneamente, inserendo nella seconda colonna Ritenute operate l'importo 0 nel quadro SX potrà, quindi, essere fatto valere il credito inserendo la somma versata erroneamente nel rigo SX1 colonna 2 Versamenti in eccesso e cumulata nel rigo SX4 colonna 4 Credito risultante dalla presente dichiarazione , indicando poi in colonna 5 quanto di essa è già stato utilizzato in compensazione. Fonte mementopiu.it

Risp. AE 8 aprile 2022, n. 185