Mancato rispetto dell’orario di celebrazione del giudizio di impugnazione e diritto di difesa

L’anticipazione dell’udienza rispetto all’ora prefissata integra una nullità assoluta anche nell’ipotesi di udienza camerale celebrata nel giudizio di appello ai sensi dell’art. 127 c.p.p. [ ] .

In una controversia inerente il mancato rispetto dell' orario di celebrazione del giudizio di impugnazione , svoltosi appena dopo il periodo di sospensione delle udienze stabilito dall' art. 1, d.l. n. 11/2020 , recante misure straordinarie ed urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell'attività giudiziaria, la Suprema Corte ha enunciato il seguente principio di diritto l'anticipazione dell'udienza rispetto all'ora prefissata integra una nullità assoluta anche nell'ipotesi di udienza camerale celebrata nel giudizio di appello ai sensi dell' art. 127 c.p.p. , in quanto, interferendo con il diritto del difensore di articolare la strategia difensiva secondo le proprie valutazioni, impedisce l'esercizio del diritto di difesa .

Presidente Catena Relatore Belmonte Ritenuto in fatto 1. Con la sentenza impugnata la Corte di appello di Firenze, in parziale riforma della decisione del G.U.P. del Tribunale di quella stessa città - che, nel giudizio abbreviato, aveva dichiarato M.J. colpevole di atti persecutori aggravati - ha rideterminato il trattamento sanzionatorio, riconoscendo il beneficio della sospensione condizionale della pena, e dichiarato inammissibile, per rinuncia, l'appello della parte civile. 2. Ha proposto ricorso per cassazione l'imputato, con il ministero del difensore di fiducia, che svolge un unico motivo, denunciando violazione dell' art. 178 c.p.p. , lett. c . La Corte territoriale, pur avendo individuato, a seguito di plurimi rinvii dovuti alla sospensione decretata con la normativa emergenziale, la data di celebrazione del processo di appello per il 28 maggio 2020,con orario di trattazione alle 12.30, e disciplinato l'accesso alle aule, consentito alle parti solo in coincidenza con l'orario fissato, per evitare assembramenti, celebrò, invece, il processo, come emerge dal verbale di udienza, alle ore 10.00, senza che la Difesa abbia potuto partecipare alla camera di consiglio nè il sostituto processualeiche chiese di verbalizzare la propria presenza/ potè formulare alcuna eccezione, dal momento che il giudizio risultava già definito con la lettura del dispositivo. Considerato in diritto 1. Il ricorso è fondato, e la sentenza impugnata deve essere annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Firenze. 2.Come premesso, il ricorrente denuncia il mancato rispetto dell'orario di celebrazione del giudizio di impugnazione, svoltosi appena dopo il periodo di 64 giorni di sospensione delle udienze stabilito dal D.L. n. 11 del 2020, art. 1, recante misure straordinarie ed urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID -19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell'attività giudiziaria. 3. Come emerge dall'incarto processuale - al quale il Giudice di legittimità accede in virtù del vizio dedotto error in procedendo - il provvedimento di differimento dell'udienza inizialmente fissata per il 17/12/2018, rinviata per l'astensione del difensore al 24/03/2020, e, successivamente, ancora differita in ottemperanza alle disposizioni emergenziali di cui al D.L. n. 11 del 2020, all'1/05/2020 e infine al 28/05/2020 conteneva, allegato, altro provvedimento con il quale veniva disposta la trattazione oraria delle cause, onde evitare il rischio di formazione di assembramenti di persone, con specifica indicazione che Le parti interessate potranno fare ingresso nell'aula di udienza solo all'orario indicato nell'allegato, avendo cura di mantenere le distanze sociali . Come si legge nel decreto di differimento a firma della Presidente della Seconda sezione della Corte di appello di Firenze, l'udienza venne differita alle ore 12.00 del 28 maggio 2020. Emerge, invece, dal verbale di udienza, che la causa venne trattata in orario diverso anticipato di due ore rispetto a quello comunicato via P.e.c ai difensori di fiducia dell'imputato, nessuno dei quali fu presente alla discussione. 3.1. Sempre nel verbale di udienza si dà atto che il sostituto processuale dell'avv. Voce dichiarò di essere stata presente in aula all'orario di convocazione. 4. A ragione, la difesa ricorrente si duole del mancato rispetto dell'orario di celebrazione dell'udienza, giacché l'anticipazione dell'udienza rispetto all'ora prefissata integra una nullità assoluta, in quanto, impedendo l'intervento dell'imputato e l'esercizio del diritto di difesa, equivale ad omessa citazione Sez. 3, n. 51578 del 02/03/2017, Rv. 271343, conf. Sez. 5 n. 39843 del 23.9.08 - Rv.241738, nonché Sez. 5, n. 3849 del 23/09/2014 dep. 2015 Rv. 2626769 con riguardo all'udienza nel giudizio di appello . 5. Cosicché, è da ritenere sussistente la dedotta violazione di legge, relativa alla celebrazione del processo di secondo grado in orario anticipato rispetto a quello della citazione, dal momento che, come è dato desumere dal decreto di citazione a giudizio, dall'ordine di servizio allegato contenente lo scaglionamento orario della trattazione delle cause, nonché dal verbale dibattimentale richiamato dalla difesa, nella specie, risulta che alla data fissata per la celebrazione del giudizio, il giudice aveva chiamato le parti in camera di consiglio in orario antecedente a quello indicato nel decreto di citazione. 5.1. Al riguardo, va evidenziato il pertinente richiamo reso dalla difesa del ricorrente ai canoni giurisprudenziali di questa Corte che, nel ritenere applicabile al rito camerale l' art. 420-ter c.p.p. , comma 5, che impone il rinvio del procedimento in caso di dedotto legittimo impedimento del difensore, non ravvisa ostacoli a tale conclusione nel disposto dell' art. 127 c.p.p. , comma 3 chiamato dall' art. 59 c.p.p. , comma 1, a norma del quale i difensori sono sentiti se compaiono. Detta norma, infatti, si limita a sancire il diritto del difensore di modellare il proprio atteggiamento processuale sulla strategia difensiva prescelta, e, quindi, di decidere se comparire o meno all'udienza camerale, senza che la sua mancata comparizione determini alcuna conseguenza processuale sez. 3, n. 35576 del 05/04/2016, Rv. 267632 conf. Sez. 2, n. 8 del 16/11/2016 dep. /2017 Rv. 268765, Rv. 267632 . L'orientamento si fonda sulla ritenuta ineludibilità del contraddittorio allorché la decisione abbia per oggetto la responsabilità dell'imputato, la qualificazione giuridica del fatto ed ogni altra questione di merito, come ampiamente evidenziato da Sez. 6, 21 ottobre 2015, n. 10157/2016, rv. 266531, secondo cui la soluzione, qui condivisa, è la più coerente con i principi costituzionali cfr. Corte Cost., n. 321 del 2004 n. 106 del 2015 , e con quelli di matrice convenzionale cfr. Corte EDU, 8-122009, Previti c. Italia 6- 11-2007, Hany c. Italia, che, , dai quali discende che la possibilità di un adeguato esercizio del diritto di difesa deve essere comunque assicurata, in qualunque modulo procedimentale e in qualunque fase processuale. Tanto più ove la regiudicanda si trovi in fase decisoria e si discuta, quindi, della fondatezza dell'imputazione, come avviene nel giudizio di appello, che attribuisce al giudice - nei limiti del devolutum - la piena cognizione del merito dell'accusa, con la conseguente necessità di esaminare approfonditamente e di sottoporre ad un adeguato vaglio dialettico, nel contraddittorio delle parti, ogni risultanza acquisita. 6. Può, quindi, affermarsi che l'anticipazione dell'udienza rispetto all'ora prefissata integra una nullità assoluta anche nell'ipotesi di udienza camerale celebrata nel giudizio di appello ai sensi dell' art. 127 c.p.p. , in quanto, interferendo con il diritto del difensore di articolare la strategia difensiva secondo le proprie valutazioni, impedisce l'esercizio del diritto di difesa. 7. Conseguentemente deve essere pronunziato l'annullamento della impugnata sentenza, con rinvio per nuovo giudizio al competente giudice di appello. P.Q.M. Annulla la sentenza impugnata con rinvio per il giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Firenze. In caso di diffusione del presente provvedimento, omettere le generalità e gli altri dati identificativi, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 5 2 in quanto imposto dalla legge.