Al fianco dell’Ucraina con la Corte Penale Internazionale

Ridare voce al diritto, mentre cadono le bombe. Essere al fianco dell’Ucraina con le azioni diplomatiche, con l’accoglienza dei profughi, con le sanzioni alla Russia, ma anche appoggiando l’azione della Corte Penale Internazionale . Questi gli obiettivi sottolineati dalla Guardasigilli.

Il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia , si è riunita a L’Aja con gli omologhi dei Paesi che sostengono l’iniziativa della Corte Penale Internazionale . In quest’occasione ha evidenziato quanto sia importante testimoniare l’importanza della forza della legge, della forza del diritto e dare un supporto a questa istituzione che può svolgere un ruolo molto importante in questi conflitti internazionali . Il Ministro della Giustizia ucraino , Denys Maliuska, ha precisato l’ Ucraina a sua volta riconosce il suo impegno a condurre indagini efficaci su tutti i crimini di guerra e contro l’umanità commessi sul suo territorio e si dichiara disponibile a garantire la cooperazione con la CPI al miglior livello possibile. L’Ucraina confida che gli sforzi dello stato territoriale Ucraina uniti all’esercizio della giurisdizione universale da parte di altri stati, Eurojust e indagini più rapide della CPI abbiano il potenziale di un potente effetto sinergico. Il crimine di aggressione contro l’Ucraina non deve rimanere impunito perché contiene il male accumulato’ di altri crimini ai sensi del diritto internazionale . Anche il Presidente di Eurojust , Ladislav Hamran, ha aggiunto la riunione di oggi conferma che la comunità internazionale si è espressa ed è pronta ad agire. Mentre siamo uniti nella nostra ambizione di fare giustizia per l’Ucraina , abbiamo anche bisogno di essere coordinati sia a livello politico che operativo. Eurojust sostiene gli Stati membri dell’UE nelle loro indagini sui principali crimini internazionali e, mentre parliamo, vediamo questi casi progredire dalla fase di pianificazione alla cooperazione operativa concreta. Attraverso i nostri sforzi, continueremo a lavorare a stretto contatto con la CPI . A fine riunione, Francia, Paesi Bassi, Slovenia, Bulgaria, Lettonia, Polonia, Lituania, Lussemburgo, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Italia, Estonia, Austria, Irlanda, Germania, Finlandia, Portogallo, Repubblica Slovacca, Malta, Danimarca, Belgio, Romania e Cipro hanno dichiarato di compiere tutti gli sforzi necessari per valutare di incrementare il proprio sostegno alla CPI , sia dal punto di vista finanziario che delle risorse umane. video