La polizza infortuni di Cassa Forense tramite Emapi

Sottopongo alla Vostra attenzione alcune delibere, tutte ufficiali perché tratte dal sito istituzionale di Cassa Forense.

immagine Polizza premorienza temporanea caso morte . Si comunica che il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 25 gennaio 2022, in attuazione della previsione contenuta tra le prestazioni a sostegno della salute del Regolamento dell'Assistenza, ha deliberato di rinnovare per l'annualità assicurativa 1/2/2022 31/1/2023 l'adesione al piano sottoscritto da Emapi con Cattolica Assicurazioni per la copertura assicurativa premorienza temporanea caso morte . Il premio, a carico della Cassa, copre la garanzia in favore degli iscritti che non abbiano compiuto 75 anni di età alla data di decorrenza della polizza stessa. Il beneficio assistenziale consiste nell'erogazione agli eredi legittimi o testamentari dell'iscritto di un importo di 11.500,00, in caso di morte dell'iscritto stesso, per qualsiasi causa, nel periodo di validità della copertura. Tale importo può essere incrementato su base volontaria tramite l'apposita procedura online presente sul sito di Emapi. Le condizioni contrattuali della garanzia assicurativa e le informazioni riguardanti la copertura in forma collettiva e l'adesione in forma individuale sono reperibili sul sito internet di Emapi al seguente link https //www.emapi.it/coperture/temporanea-caso-morte-tcm/ . Le modalità di denuncia del sinistro sono indicate, sempre sul sito di Emapi, al link https //www.emapi.it/come-fare-per/tcm-come-aprire-un-sinistro/ . Roma, 24 febbraio 2022. Cassa Forense Emapi la polizza infortuni per gli avvocati - 14/03/2022, di Giulio Pignatiello. Cassa Forense ha aderito ad Emapi Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani per le coperture assicurative in forma collettiva attivando a proprie spese, per tutti gli iscritti, la Polizza LTC long term care e la copertura TCM temporanea caso morte . Per effetto di tale adesione, dal 1 marzo del corrente anno, gli iscritti a Cassa Forense possono sottoscrivere a condizioni particolarmente vantaggiose, tramite Emapi stessa, una polizza contro gli infortuni che prevede l'erogazione di una somma come indennizzo, a seguito di infortunio professionale ed extraprofessionale che determini una condizione di invalidità permanente o la morte dell'assicurato. Il partner assicurativo di Emapi , che garantisce l'erogazione della copertura, è la Reale Mutua Assicurazioni. La garanzia assicurativa ha durata annuale ed è rivolta agli avvocati edai pensionati iscritti alla Cassa, a cui è data la possibilità di attivarla su base volontaria ed, eventualmente, estenderla al proprio nucleo familiare, con decorrenza dal 1 marzo 2022 al 28 febbraio 2023. Fino a quando si potrà aderire alla polizza infortuni? L'adesione per l'intera annualità deve avvenire entro il 31 marzo 2022 , ma è altresì possibile aderire in corso d'anno corrispondendo un premio proporzionato ai mesi effettivi di operatività della garanzia. La copertura, che opera in aggiunta ed in cumulo ad eventuali ulteriori polizze, è prestata senza limiti di età. Tuttavia, per i soggetti che hanno superato gli 80 anni di età, l'adesione potrà avvenire esclusivamente dietro presentazione di certificato medico attestante una condizione di buona salute. Tale regola si applica anche ai componenti del nucleo familiare dell'iscritto, qualora abbiano superato gli 80 anni di età. Quali sono i costi e i livelli di copertura della polizza infortuni? La polizza prevede diversi livelli di copertura, nello specifico sono disponibili 4 distinte opzioni, sia in caso di adesione del singolo professionista, sia in caso di adesione del professionista e del suo nucleo familiare, che include il coniuge o convivente more uxorio nonché i figli risultanti dallo stato di famiglia al momento del sinistro. Tali opzioni, prevedono anche una diaria da convalescenza domiciliare o immobilizzazione erogate solo per il professionista ed il rimborso delle spese mediche, che differiscono per gli importi di massimali assicurati, Il premio annuale minimo per adesione del singolo professionista di 109,00, ed un premio annuale minimo per adesione estesa al nucleo familiare di 172,00. In caso di invalidità permanente da infortunio, è prevista una franchigia fissa del 3% , mentre in caso di invalidità permanente di grado superiore al 20%, tale franchigia viene annullata. È prevista, inoltre, la supervalutazione dell'invalidità permanente al 60%, che viene considerata sempre come fosse al 100%. In aggiunta alle 4 opzioni base, sono previste ulteriori garanzie destinate esclusivamente ai singoli professionisti, quali aumento della diaria da immobilizzazione, rischio professionale HIV e epatite B o C, inabilità temporanea da malattia e inabilità temporanea da infortunio. Le modalità di adesione alla polizza , nonché tutti i dettagli relativi alle opzioni di garanzia previste, sono disponibili sul sito di Emapi. Si riporta di seguito tabella esemplificativa contenente le caratteristiche delle diverse coperture immagine immagine Come vedete per la polizza sanitaria si è fatta la gara mentre per la premorienza e la polizza collettiva infortuni ci si è affidati ad EMAPI, il Presidente della quale è l'ex presidente di Cassa Forense. Ma il presidente di Emapi non dovrebbe essere uno dei presidenti degli enti associati? Organi Statutari. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Luigi BALDINI Laura CASADEI Emilio CROCE Stefano DISTILLI Nunzio LUCIANO Massimo MAGLI Pasquale MAZZUCA Valter MILITI Alberto OLIVETI Stefano POETA Matteo ROBUSTELLI Gianni SCOZZAI Tiziana STALLONE Felice Damiano TORRICELLI. PRESIDENTE Presidente Nunzio LUCIANO Vicepresidente Stefano POETA Ah no ci sono i due esperti!! EMAPI Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani è un'associazione senza finalità di lucro e Fondo sanitario riconosciuto dal Ministero della Salute, costituito da dodici enti di previdenza privati Cassa Forense, Cassa Geometri, Cassa Nazionale dei Dottori Commercialisti, Cassa Notariato, ENPAB, ENPACL, ENPAF, ENPAM, ENPAP, ENPAPI, EPAP ed EPPI. Attivo dal 2007, con l'obiettivo di garantire prestazioni sanitarie integrative e trattamenti assistenziali, è diventato negli anni una realtà che offre una concreta opportunità assistenza ai liberi professionisti. Attualmente si rivolge ad una platea di 850.000 professionisti a cui eroga prestazioni di Assistenza Sanitaria Integrativa, Long Term Care LTC, Temporanea Caso Morte TCM e copertura contro gli Infortuni. I partner sono rappresentati da primarie compagnie di assicurazione, individuate attraverso procedure di selezione ad evidenza pubblica, ed EMAPI si pone come punto di riferimento per le Casse aderenti e per i professionisti fornendo informazioni e chiarimenti su aspetti amministrativi e sulla struttura delle garanzie, provvedendo alla raccolta delle iscrizioni e, soprattutto, impegnandosi a garantire il controllo dell'efficacia del servizio assicurativo. Emapi eroga agli iscritti degli enti associati prestazioni di tipo assistenziale. Attualmente sono attive quattro tipologie di coperture Assistenza Sanitaria Integrativa che consta di due forme di garanzia A Grandi Interventi Chirurgici e Gravi eventi morbosi e B Interventi chirurgici e ricoveri non compresi nella Garanzia A, visite specialistiche e accertamenti diagnostici, check up sanitario e dentistico LTC Long Term Care che in caso di non autosufficienza permanente eroga una rendita mensile vita natural durante. Il singolo iscritto può volontariamente aumentare l'entità della rendita, versando dei contributi ulteriori rispetto a quello pagato direttamente dal proprio Ente di previdenza. TCM Temporanea Caso Morte che in caso di morte dovuta a qualsiasi causa prevede l'erogazione di un capitale a favore degli eredi legittimi o testamentari. Copertura Infortuni professionali ed extraprofessionali che copre il professionista ed eventualmente il suo nucleo familiare dagli infortuni che possono sopraggiungere durante l'attività lavorativa e non. A me il conflitto di interessi, per via di un presidente che passa da un ente all'altro, pare evidente ma tant'è. Può farsi riferimento, per esempio, al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 . Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell' articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190 . 13 G00081 L'art. 12 n. 3 del vigente regolamento assistenza cosi recita i trattamenti previsti dall'art. 10 lett. C interventi di medicina preventiva e D polizza assistenza di lunga degenza, premorienza e infortuni possono essere attuati mediante convenzioni ovvero stipulando una polizza collettiva con primaria compagnia di assicurazione con onere totalmente o parzialmente a carico della Cassa. Nessuna gara anche se, va detto, Emapi dichiara di aver fatto la gara per la scelta della compagnia di assicurazione. Alla mia richiesta di delucidazioni mi è stato riferito che per la polizza infortuni non ci sono costi a carico della Cassa, chi vuole aderisce e sostiene i costi, una convenzione come le altre. Ovviamente non è così perché proprio nella presentazione della polizza infortuni si scrive Cassa Forense ha aderito ad Emapi Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani per le coperture assicurative in forma collettiva attivando a proprie spese , per tutti gli iscritti, la Polizza LTC long term care e la copertura TCM temporanea caso morte . Non v'è chi non veda come con questo sistema si evita il ricorso alla procedura alla gara pubblica secondo il vigente codice degli appalti che vincola anche Cassa Forense, nolente o volente. La gara ad evidenza pubblica è una garanzia per gli iscritti. In effetti, il termine convenzione può indicare sia un accordo concluso ai sensi dell' articolo 15 della legge n. 241 del 7 agosto 1990 , integrando la fattispecie della c.d. cooperazione pubblico-pubblico , sia un vero e proprio contratto d'appalto di servizi, soprattutto se concluso con soggetti privati. Per quanto concerne, in particolare, lo strumento convenzionale nell'ambito dei rapporti di cooperazione pubblico-pubblico , l'Autorità si è occupata della materia nella determinazione n. 7 del 21 ottobre 2010, ove è stata esaminata la questione della compatibilità del ricorso alle convenzioni con le prescrizioni comunitarie e nazionali sull'affidamento dei contratti pubblici. In particolare, nella citata determinazione, richiamando anche la giurisprudenza formatasi sul punto, si è affermato che la legittimità dell'impiego dello strumento convenzionale è assicurata dalla previsione contenuta nel primo comma dell' articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241 , secondo cui le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune cfr. TAR Puglia, Lecce, Sez. II, 2 febbraio 2010, n. 417 e n. 418 sull'interpretazione dell'articolo 90, comma 1, lett. c del Codice . Tuttavia, per evitare che la disposizione possa prestare il fianco ad interpretazioni che si risolvano in una elusione della normativa sugli appalti pubblici, sono stati precisati i limiti che il ricorso alla normativa in commento incontra nei termini che seguono l'accordo deve regolare la realizzazione di un interesse pubblico, effettivamente comune ai partecipanti, che le parti hanno l'obbligo di perseguire come compito principale, da valutarsi alla luce delle finalità istituzionali degli enti coinvolti alla base dell'accordo deve esserci una reale divisione di compiti e responsabilità i movimenti finanziari tra i soggetti che sottoscrivono l'accordo devono configurarsi solo come ristoro delle spese sostenute, essendo escluso il pagamento di un vero e proprio corrispettivo, comprensivo di un margine di guadagno il ricorso all'accordo non può interferire con il perseguimento dell'obiettivo principale delle norme comunitarie in tema di appalti pubblici, ossia la libera circolazione dei servizi e l'apertura alla concorrenza non falsata negli Stati membri. Pertanto, la collaborazione tra amministrazioni non può trasformarsi in una costruzione di puro artificio diretta ad eludere le norme menzionate e gli atti che approvano l'accordo, nella motivazione, devono dar conto di quanto su esposto. Anac AG 24/13 del 18.7.2013 in tema del ricorso alle convenzioni da parte della Protezione civile Qui il recente parere del Consiglio di Stato in materia. https //www.labsus.org/wp-content/uploads/2018/10/Parere-Consiglio-di-Stato-Sede-Consultiva-n.-2052-2018.pdf Alcune considerazioni ora sulle criticità della polizza infortuni proposta. Come scegliere la migliore polizza infortuni. Le polizze assicurative per gli infortuni sul mercato sono veramente molte e offrono varie possibilità. la scelta dipende dalle specifiche caratteristiche del lavoratore e da quali rischi ci si voglia difendere. Alcune polizze, infatti, offrono una protezione qualora l'assicurato si trovi nell'incapacità fisica totale o parziale di svolgere le proprie mansioni per un periodo limitato. In questo caso, denominato inabilità temporanea IT , è prevista una diaria per ogni giorno in cui si è impossibilitati a lavorare, oltre al rimborso delle spese mediche e ospedaliere. Altre, invece, tutelano in caso d'invalidità permanente IP , ovvero per la permanente diminuzione della capacità fisica dovuta all'incidente. In questo caso si riscuote una somma in base alla percentuale d'invalidità accertata ma possono esserci delle franchigie calcolata sul massimale. In caso di morte, ai beneficiari indicati nella polizza o agli eredi, viene corrisposto il capitale assicurato. Per scegliere la migliore polizza infortuni bisogna, quindi, capire bene quali siano le proprie esigenze ad esempio, per un lavoratore dipendente, in particolare se con famiglia monoreddito, di norma è importante tutelarsi in caso d'invalidità permanente e morte, mentre potrebbe essere superflua l'IT, dato che continua a percepire lo stipendio anche in caso di malattia. Per un professionista, invece, potrebbe essere molto utile assicurarsi un sostegno economico in caso di momentanea inabilità lavorativa. Ora noi abbiamo iscritti che sono avvocati che vanno, notoriamente, al lavoro anche se ammalati e quindi il rischio grave da tutelare, a mio giudizio, è l'infortunio che provochi una permanente molto considerevole. In tal caso bisogna sottoscrivere una polizza che abbia un massimale molto alto da 500 mila euro in su. Spero abbiate capito bene la situazione. Perciò, il primo comandamento di una polizza infortuni è questo il massimale per il capitale erogato in caso di invalidità permanente deve essere il più alto possibile. Non essendo però esperto della materia, ho chiesto lumi a due professionisti del settore Il primo mi scrive La proposta Emapi-Reale Mutua parla di infortunio professionale ed extraprofessionale in che cosa esattamente consistono? Si dice che può essere estesa al nucleo famigliare cosa significa? La copertura, poi, si dice che opera in aggiunta e cumulo con altre polizze infortuni. Può essere, ma poiché un infortunio è indennizzabile per sé stesso, cioè una sola volta altrimenti, con una serie contemporanea di polizze, potrei arricchirmi per uno stesso infortunio , opererà sicuramente un principio di proporzionalità dell'indennizzo tra le diverse polizze Emapi-Reale Mutua certamente vorranno sapere se sono in corso altre polizze infortuni . Tieni presente che la polizza infortuni insieme alla polizza rc famiglia è, per quanto ne so, diffusa. Come al solito, la proposta assomiglia al miele sull'orlo del bicchiere, ma tace delle condizioni e dei limiti di operatività, delle esclusioni e così via. Insomma, bisogna studiare molto bene ogni singola clausola comparandola con le polizze in giro prima di decidere della loro utilità . Il secondo mi ricorda il problema del cumulo tra risarcimento e indennizzo. Si parte da Cass. civ., 11 giugno 2014, n. 13233 Pres. Segreto - Rel. Rossetti L'assicurazione contro il rischio di infortuni non mortali va inquadrata nelle assicurazioni contro i danni, con la conseguente applicazione della disciplina codicistica per tale ramo assicurativo la formulazione dell' art. 1882 c.c. , infatti, non osta a tale interpretazione, ben potendo includersi tra i danni anche quelli alla persona. L' art. 1916 c.c. , mirando ad impedire il cumulo di indennizzo e risarcimento, costituisce espressione tipica del principio indennitario, applicabile per effetto dell'estensione attuata dal comma 4 di tale norma anche all'assicurazione infortuni, alla quale deve pertanto attribuirsi natura indennitaria deve negarsi, dunque, la possibilità per l'assicurato-danneggiato di cumulare indennizzo assicurativo e risarcimento del danno. Peraltro, vi sono delle ulteriori specifiche ragioni che trovano fondamento sia nelle norme sul contratto di assicurazione, sia in quelle sulla responsabilità civile e sul risarcimento del danno che impediscono di ritenere possibile tale cumulo a l'assicurato potrebbe avere in teoria un interesse positivo all'avverarsi del sinistro, venendo così a mancare la causa tipica del contratto di assicurazione il rischio di cui all' art. 1895 c.c. , inteso quale evento futuro, incerto, dannoso e non voluto b trasferendosi, per effetto della surrogazione, il diritto al risarcimento all'assicuratore, l'assicurato non ne sarebbe più titolare e non potrebbe pertanto esigerne il pagamento dal terzo danneggiato, che altrimenti sarebbe costretto ad un duplice pagamento, sia nelle mani del danneggiato, sia nelle mani dell'assicuratore in qualità di surrogante c la percezione dell'integrale risarcimento da parte del danneggiato-creditore, estinguerebbe l'obbligazione del danneggiante-debitore, di modo che l'assicuratore che avesse pagato l'indennizzo, non potrebbe più agire in surrogazione, in quanto il danneggiante potrebbe validamente eccepire l'estinzione del proprio debito d verrebbe violato il principio di integralità del risarcimento, in virtù del quale il danneggiato non può, dopo il risarcimento, trovarsi in una condizione patrimoniale più favorevole rispetto a quella in cui si trovava prima di restare vittima del fatto illecito. Assolvendo, dunque, indennizzo e risarcimento ad una identica funzione, la corresponsione dell'indennizzo al danneggiato-assicurato produce l'effetto di elidere in misura corrispondente il suo credito risarcitorio nei confronti del danneggiante, che pertanto si estingue, non potendo più essere preteso né azionato. E ciò accade non tanto perché sia da escludere l'applicazione dell'istituto della compensatio lucri cum damno , bensì in quanto non vi è più danno risarcibile per la parte già indennizzata dall'assicuratore. Giurisprudenza Assicurazione contro gli infortuni, responsabilità civile e previdenza n. 6 2014 P. . Successivamente ci sono stati contrasti giurisprudenziali. Questi contrasti hanno trovato una composizione, da ultimo, alla luce degli interventi delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la pronuncia del 22.5.2018 n. 12565, che ha tirato le fila della precedente elaborazione sul tema. Con tale importante pronuncia, che, come si diceva, giunge a ri affermare la sussistenza e rilevanza del predetto c.d. principio indennitario, la Suprema Corte ha infatti chiarito che in forza di tale principio, un sinistro non può diventare fonte di lucro per chi lo subisce, neppure quando l'indennizzo gli spetti a duplice titolo e da parte di soggetti diversi, e cioè dall'assicuratore e dall'autore del danno, l'eventualità del doppio indennizzo per lo stesso danno essendo appunto scongiurata dalla surrogazione legale dell'assicuratore che ha pagato l'indennità, fino a concorrenza di essa, nei diritti dell'assicurato verso i terzi responsabili . E ancora il risarcimento deve coprire tutto il danno cagionato, ma non può oltrepassarlo, non potendo costituire fonte di arricchimento del danneggiato . Con la conseguenza ultima che il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall'ammontare del danno risarcibile l'importo dell'indennità assicurativa derivante da assicurazione contro i danni che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto . Sul tema, si vedano anche le parallele sentenze delle Sezioni Unite della Suprema Corte con medesima data n. 12564 e 12566.