Valutazione della coerenza del portafoglio delle Casse di previdenza

Le Casse di previdenza dei professionisti dispongono di un patrimonio di riserva, costituito dai saldi attivi dei versamenti della contribuzione obbligatoria, dedotte le uscite per prestazioni e funzionamento.

Questa provvista, che non è denaro qualsiasi ma destinato ad erogare pensioni alla scadenza, viene investito sui mercati finanziari senza dare la possibilità all’iscritto, come invece avviene per i fondi pensione, di scegliersi il profilo di rischio a lui confacente. Vediamo di capirci in questa materia che non è alla portata di tutti. Se un iscritto va in banca per effettuare un investimento con i propri denari prima di tutto deve compilare il modello della banca per la valutazione di adeguatezza. Il modello prevede che ogni operazione proposta dalla banca, o richiesta dal cliente, sia sottoposta a tutta una serie di controlli e la banca procede alla valutazione periodica della coerenza del portafoglio del cliente con il suo profilo finanziario sulla base dei controlli di adeguatezza di rischio, concentrazione, liquidità e investimento di lungo periodo. Se l’operazione non rispetta tutti i criteri previsti, e quindi non supera tutti i controlli, è valutata “non adeguata”. Nulla di tutto ciò per le Casse di previdenza che non chiedono, come si diceva, all’iscritto, che versa contributi obbligatori, quale profilo di rischio accetta e l’unico controllo esterno è fatto dalla COVIP la quale, ogni anno, nel Quadro di sintesi pubblica due tabelle sulla concentrazione dei portafogli.   Ecco le due tabelle relative al 2020   immagine 1   immagine 2   Come si leggono le tabelle? Non conosco i criteri seguiti dalla COVIP per la formazione delle tabelle, ma un dato è certo l’indice di concentrazione rileva quanto gli investimenti di un portafoglio siano correlati tra loro. Più la percentuale è elevata, più alto è il rischio che il cattivo andamento di uno trascini con sé tutti gli altri. Una ridotta concentrazione, insomma, è uno degli indicatori più considerati per valutare la sicurezza di un patrimonio. Leggendo le tabelle ogni professionista può fare le sue valutazioni, certo è che più basso è il tasso di concentrazione più sicuro è il portafoglio. Io credo che per le Casse di previdenza si debba far riferimento ai criteri prudenziali normati dalla UE per le compagnie di assicurazione per le quali vigono i seguenti principi articolo 37-Ter Principio della persona prudente del Codice delle Assicurazioni private Principio della persona prudente e qualità delle informazioni sui rischi connessi agli investimenti Ma in cosa si concretizza il principio della persona prudente rispetto agli investimenti? Nell'obbligo da parte delle imprese di effettuare investimenti a …in attività e strumenti dei quali possano Identificare Misurare Monitorare Gestire Controllare Segnalare adeguatamente, i rischi, tenendone opportunamente conto nella valutazione del fabbisogno di solvibilità globale… b …in modo tale da garantire la sicurezza, la liquidità, la qualità e la redditività del portafoglio nel suo insieme… c …in modo adeguato alla natura ed alla durata delle passività…nel migliore interesse dei contraenti e dei beneficiari… . Poiché la sostenibilità di lungo periodo di tutte le Casse di previdenza e assistenza dei professionisti è legata, più che alla contribuzione, al rendimento del patrimonio e quindi alla necessità di andare sui mercati finanziari, il problema della concentrazione dei portafogli mi pare di estrema attualità e da normare adeguatamente nell’emanando regolamento per gli investimenti.