Sulle tracce del destinatario sconosciuto, l'ufficiale diventa Sherlock Holmes

La notifica degli atti tributari non è valida quando il contribuente non viene trovato nel domicilio fiscale e non si svolgono le indagini necessarie per reperirlo

La notifica degli atti tributari non è valida quando l'ufficiale giudiziario, non trovando nessuno nel domicilio fiscale, ha scritto sulla busta, destinatario sconosciuto . Infatti avrebbe dovuto svolgere delle indagini per reperirlo. Queste circostanze, ha precisato la Corte di cassazione con la sentenza 12002/06 qui leggibile tra gli allegati, rendono invalida la notifica secondo le modalità previste dall'articolo 140 Cpc. Tale norma presuppone la conoscenza del domicilio del destinatario. Il caso nasce dalla notificazione di una cartella esattoriale a un contribuente che l'ha impugnata perché non preceduta dall'avviso di accertamento. O meglio tale avviso non è stato correttamente notificato perché nella sua residenza è arrivata soltanto una raccomandata con ricevuta, mai sottoscritta da nessuno, e una busta con la comunicazione dell'avviso di deposito recante la dicitura destinatario sconosciuto . Così l'uomo si è rivolto al giudice tributario che, in primo grado, gli ha dato ragione. La commissione tributaria regionale, invece, ha accolto l'appello dell'ufficio e ritenuto valida la cartella esattoriale affermando che il ricorrente abitava stabilmente a Milano per motivi di lavoro e pertanto era impossibile la consegna dell'avviso e della successiva raccomandata nella residenza anagrafica di Oristano . Allora in contribuente ha presentato ricorso in Cassazione, integralmente accolto. I giudici di Palazzaccio, a fondamento della decisione presa, hanno sostenuto che qualora dagli atti processuali emerga chiaramente la non chiarezza o conoscenza del domicilio l'atto dev'essere equiparato al mancato invio della raccomandata che chiude la procedura di notificazione prevista dall'articolo 140 Cpc. In poche parole, si legge nelle motivazioni, tale norma è stata male interpretata dal giudice di secondo grado in quanto ha considerato valida la notifica nonostante il destinatario dell'avviso risultasse dall'annotazione apposta sul medesimo come sconosciuto . Infatti tutte le volte in cui c'è il sospetto di un trasferimento in luogo sconosciuto, l'ufficiale giudiziario deve svolgere ricerche per accertarsi di questo . deb.alb.

Cassazione - Sezione tributaria - sentenza 23 marzo-22 maggio 2006, n. 12002 Presidente Favara - Relatore Napoletano Pm Matera - difforme - Ricorrente Dessi Svolgimento del processo Dessi Salvatore impugnava, dinanzi alla Ctp di Milano, la cartella esattoriale notificatagli il 27 marzo 1995 per un importo pari a lire 62.997.740 relativo ad imposte dirette e accessori riferiti all'anno 1986. A fondamento dell'impugnazione il contribuente deduceva la nullità della cartella in quanto non preceduta dalla regolare notifica dell'avviso di accertamento di cui esibiva copia della ricevuta di ritorno non firmata e copia della busta con la comunicazione dell'avviso di deposito recante la dicitura del destinatario sconosciuto. L'adita Ctp con sentenza 109/11/96 accoglieva il ricorso. La Ctr della Lombardia, con la sentenza in epigrafe indicata, in accoglimento dell'appello dell'ufficio respingeva il ricorso del contribuente sul rilievo della regolarità della notifica dell'avviso di accertamento in quanto eseguita nel rispetto dell'articolo 60 Dpr 600/73. A fondamento della predetta decisione il giudice regionale rilevava che il ricorrente abitava stabilmente a Milano per motivi di lavoro e pertanto era impossibile la consegna dell'avviso e della successiva raccomandata nella residenza anagrafica di Oristano. Con atto notificato in data 6 novembre 2000 il contribuente ha proposto ricorso per cassazione sostenuto da tre motivi di censura. Con atto del 18 dicembre 2000 il ministero delle Finanze, si è riservato di partecipare all'udienza di discussione. Motivi della decisione Con il primo motivo di censura il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione della norma di cui all'articolo 140 Cpc e articolo 60 Dpr 600/73. Rileva in proposito che ove dagli atti processuali emerge in modo chiaro ed in equivoco il difetto dell'effettiva conoscenza, come risulta nella specie dagli atti ha raggiunto il suo scopo, atteso che tale circostanza deve essere equiparata al mancato invio della raccomandata. Rileva inoltre, il ricorrente che l'evidente errore dell'ufficiale postale che ha indicato nel plico la dicitura sconosciuto contraddice quanto affermato dal messo comunale che ha individuato l'abitazione del contribuente al momento assente per cui ha proceduto ai sensi dell'articolo 140 Cpc. Viceversa se si da valore all'affermazione dell'ufficiale postale la notifica doveva essere effettuata ai sensi dell'articolo 60 Dpr 600/73 lettera c . Con il secondo mezzo di gravame il contribuente deduce contraddittorietà ed insufficienza della motivazione. Sostiene in proposito che la motivazione è carente laddove ritiene che il postino aveva affermato che il contribuente era sconosciuto dopo essersi informato presso i vicini, ancorché tale circostanza non risulta dagli atti ed è infondata e carente per difetto di prova laddove ritiene che il contribuente pur mantenendo la residenza anagrafica ad Oristano avrebbe stabilito la sua dimora abituale a Milano. Dagli atti invece risulta, assume il ricorrente, che egli abitava e lavorava in Oristano alla sua residenza anagrafica che corrisponde al domicilio fiscale. Con il terzo mezzo di impugnazione si deduce violazione dell'articolo 156 Cpc, comma 2, in relazione all'articolo 6, comma 1, della legge 212/00. Assume al riguardo che alla stregua delle norme denunciate anche l'articolo 140 del Dpc deve essere interpretato ed applicato, in materia tributaria, in modo da conseguire l'effettiva conoscenza dell'atto da parte del contribuente, non potendo nel caso di specie l'errore del postino ritornare a carico del contribuente incolpevole. Osserva la Corte, in via preliminare, che secondo giurisprudenza conforme di legittimità la notificazione dell'avviso di accertamento tributario deve essere effettuata secondo il rito previsto dall'articolo 140 Cpc, allorquando, come nella specie, siano conosciuti la residenza e l'indirizzo del destinatario, ma non si sia potuto eseguire la consegna perché questi o altro possibile consegnatario non è stato rinvenuto in detto indirizzo da dove tuttavia non risulti trasferito. Deve essere effettuata, invece, applicando la disciplina di cui all'articolo 60 lettera e del Dpr 600/73, sostitutivo, per il procedimento tributario, dell'articolo 143 Cpc, quando il messo notificatore non reperisca il contribuente che, dalle notizie acquisite all'atto della notifica, risulti trasferito in luogo sconosciuto Cassazione 7268/02 e 10189/03 . Tanto precisato in linea generale va osservato, per quanto attiene il primo mezzo di impugnazione, che le Su di questa Sc, di recente, hanno evidenziato che la notificazione eseguita ai sensi dell'articolo 140 Cpc postula che sia stato esattamente individuato il luogo di residenza, dimora o domicilio del destinatario e chela copia da notificare non sia stata consegnata per difficoltà di ordine materiale, quali la momentanea assenza, l'incapacità o il rifiuto delle persone, indicate nell'articolo 139 Cpc. Il perfezionamento della predetta notificazione richiede il compimento degli adempimenti stabiliti dal citato articolo 140 Cpc deposito della copia dell'atto nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi affissine dell'avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario notizia del deposito al destinatario mediante raccomandata con avviso di ricevimento nel caso in cui siano state omesse le modalità di affissione dell'avviso, non consegue la nullità della notificazione ove si sia provveduto al rituale adempimento della terza formalità costituita dalla notizia dell'avvenuto deposito con raccomandata con ricevuta di ritorno formalità, peraltro, che non necessariamente presuppone la consegna del plico al destinatario, il quale potrebbe renderla impossibile per propria iniziativa , che deve essere allegata all'originale dell'atto e la cui mancanza, rendendo impossibile il controllo in ordine alla circostanza che l'avviso sia pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario, determina la nullità della notificazione, comunque sanabile con la costituzione dell'intimato oppure con la rinnovazione della notifica stessa ai sensi dell'articolo 291 Cpc Cassazione, Su 458/05 e 14817/05 . E sempre secondo giurisprudenza di questa Sc deve ritenersi che il ricorso alle forme di notificazione di cui all'articolo 140 Cpc presuppone che il luogo di residenza, dimore o domicilio del destinatario dell'atto sia stato esattamente individuato e che la copia da notificare non possa essere consegnata per mere difficoltà di ordine materiale, quali la momentanea assenza, l'incapacità o il rifiuto delle persone indicate nel precedente articolo 139 Cpc, sicchè tutte le volte che emergano elementi idonei ad ingenerare il sospetto del trasferimento del destinatario in altro luogo sconosciuto, l'ufficiale giudiziario è tenuto a svolgere ricerche per accertare l'avvenuto trasferimento, considerato anche il valore meramente indiziario delle risultanze anagrafiche. Ne consegue che, ove dalla documentazione prodotta in giudizio dal notificante, eventualmente relativa anche all'attività svolta dall'agente postale nel procedere alla consegna del piego raccomandato contenente l'avviso di deposito, emergano elementi idonei a sollevare il dubbio che il luogo nel quale l'ufficiale giudiziario ha svolto l'attività prevista dall'articolo 140 non sia quella di effettiva ed attuale residenza, dimora o domicilio del destinatario, il giudice è tenuto ad accertare la circostanza, in base agli elementi offerti dalla parte notificante, ai fin di ella pronuncia sulla validità della notifica effettuata, ed a disporre eventualmente il rinnovo della stessa Cassazine 13183/04 . Ora, applicando questi principi al caso di specie emerge che la Ctr nel valutare la regolarità della notifica eseguita ai sensi del citato articolo 140 non si è attenuta all'interpretazione fornita da questa Corte della disposizione in esame in quanto ha considerato valida la notifica, eseguita ai sensi dell'articolo 140 Cpc, nonostante il destinatario dell'avviso risultasse dell'annotazione apposta sul medesimo come sconosciuto. Il primo motivo del ricorso, pertanto, va accolto rimanendo assorbiti in esso gli altri motivi di censura. Conseguentemente la sentenza impugnata va cassata e decidendosi nel merito, l'appello dell'ufficio delle II. DD. di Milano va rigettato con compensazione, avuto riguardo al formarsi in epoca recente dei nuovi principi di diritto posti a base della presente decisione, delle spese giudiziali di appello o di legittimità. PQM La Corte accoglie il primo motivo del ricorso e dichiara assorbiti gli altri, cassa l'impugnata sentenza e decidendo nel merito rigetta l'appello dell'ufficio II. DD. di Milano e compensa le spese del giudizio di appello e di legittimità.