Concorsi per vigili urbani: se è richiesto il foglio matricolare non basta una semplice attestazione

La mancanza del documento specifico richiesto dal bando non consente di attribuire il relativo punteggio. Ribaltata la graduatoria, a Tortoreto diventa comandante una donna

Se il bando di concorso richiede espressamente una copia del foglio matricolare dello stato di servizio non è da ritenere ammissibile una semplice attestazione - sia pure regolarmente rilasciata dall'Autorità militare - e dunque il punteggio correlato, erroneamente attribuito, deve essere sottratto dal risultato conseguito in graduatoria. Lo ha chiarito con la sentenza qui leggibile come documento correlato il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo che ha accolto il ricorso di una concorrente al posto di Comandante dei Vigili urbani del Comune di Tortoreto che si era classificata seconda in graduatoria, preceduta dal collega che aveva prestato servizio militare con uno scarto di pochi decimali. La contestazione della validità ai fini del concorso dell'attestazione prodotta dall'uomo è stata accolta dai giudici amministrativi. Il bando di concorso, infatti, in ordine alla valutazione dei titoli prevedeva che la copia del foglio matricolare dello stato di servizio militare costituisse l'unico documento probatorio per l'attribuzione del punteggio relativo a detto servizio. Nello stesso concorso, inoltre, i giudici hanno riscontrato altri punti controversi, ad esempio l'omessa valutazione del voto di laurea della ricorrente dimostrato da un certificato che la donna dice di aver prodotto ma l'Amministrazione nega sia stato presentato e anche la stessa formazione della graduatoria. Che, con la sentenza, è stata riformata con il conseguente obblico per il Comune di nominare, a tutti gli effetti giuridici, la vincitrice del concorso e nuovo Comandante.

Tar Abruzzo - sentenza 31 maggio - 24 luglio 2006, n. 612 Presidente Speca - relatore Rasola Ricorrente Polletta - comune di Tortoreto Fatto La ricorrente ha partecipato al concorso pubblico per titoli ed esami indetto dal Comune di Tortoreto per la copertura del posto di Comandante dei Vigili Urbani, classificandosi al secondo posto della graduatoria con punti 76,20, mentre al 1 posto si è collocato il controinteressato con punti 76,50, con una differenza numerica di p. 0,30 tra i due candidati. Lamenta che, in violazione dell'articolo43.2 del regolamento comunale e dell'articolo5.2 del bando di concorso al controinteressato sia stato valutato il servizio militare, con l'assegnazione di punti 3,50, nonostante tale servizio sia stato provato mediante una semplice attestazione rilasciata dall'Autorità militare e non mediante l'unico documento valido previsto dal bando e cioè la copia del foglio matricolare dello stato di servizio, anche ai fini della valutazione del servizio effettivamente prestato, posto che il punteggio da attribuire era da calcolarsi in ragione di mese o frazione superiore ai 15 giorni. Lamenta che la Commissione esaminatrice, invitata dalla Giunta comunale a rivedere il suo operato sul punto, abbia confermato le proprie determinazioni. Con il secondo motivo la ricorrente lamenta che non le è stato attribuito il punteggio previsto per il voto di laurea, nonostante abbia presentato, unitamente al diploma di laurea, il certificato di laurea contenente il voto finale, certificato che presume sia stato smarrito. Con il terzo motivo dedotto la ricorrente denuncia l'illegittimità del verbale del 4.11.1998 della Commissione esaminatrice, che, invitata dalla Giunta comunale a rivedere il proprio operato in ordine all'attribuzione del punteggio per il servizio militare al controinteressato, confermava le sue determinazioni senza fornire inoltre alcuna motivazione sul punto. La Giunta comunale, peraltro, illogicamente e contraddittoriamente, con la deliberazione del 25.11.1998, numero , approvava la graduatoria di merito predisposta dalla Commissione esaminatrice. Viene altresì denunciata la mancata comunicazione del risultato della valutazione dei titoli, in violazione dell'articolo12.2 del Dpr 487/94 e ss.mm., valutazione che non risulta nemmeno pubblicata. La ricorrente conclude chiedendo l'annullamento in parte qua degli atti impugnati con la conseguente riformulazione della graduatoria di merito e la sua collocazione al primo posto della stessa. Si è costituito in giudizio il Comune di Tortoreto che si oppone all'accoglimento dl ricorso ritenendolo infondato. La causa è stata trattenuta in decisione nell'udienza pubblica del 31 maggio 2006. Diritto Il ricorso è fondato e va accolto. L'articolo5.2 del bando di concorso, relativo alla valutazione di titoli, prevede che la copia del foglio matricolare dello stato di servizio militare costituisce l'unico documento probatorio per l'attribuzione del punteggio relativo a detto servizio, anche ai fini della valutazione del servizio effettivo da considerare, posto che il bando prevede l'attribuzione di un punteggio calcolato in ragione di mese o frazione superiore a quindici giorni. Nella specie il vincitore del concorso si è visto attribuire punti 3,50 per il servizio militare in base ad una semplice attestazione rilasciata dall'Autorità militare, di per sé non idonea, in base alla precisa e vincolante prescrizione del bando, costituente la lex specialis della procedura, a costituire valido presupposto per l'assegnazione del punteggio. Né vale invocare l'articolo4 del bando ove si prescrive che alla domanda di partecipazione sia allegata l'eventuale copia del foglio matricolare del servizio militare ovvero la comprova della regolarità della propria posizione nei confronti dell'obbligo di leva , perché un conto è il documento richiesto, quale allegato alla domanda, per dimostrare la posizione nei confronti del servizio militare, altra portata ha il documento previsto dall'articolo5 del bando, considerato titolo per la valutazione del servizio militare ai fini dell'attribuzione del punteggio previsto. Detto documento doveva essere costituito esclusivamente dalla copia del foglio matricolare del servizio militare. Né vale sostenere, come fa la difesa del Comune, che l'articolo 22.10, della legge 958/86, in forza del quale era stata prevista la prescrizione di cui innanzi, deve ritenersi implicitamente abrogato per effetto dell'articolo18.2, della legge 241/90, abrogazione ulteriormente confermata dal Dpr 403/98, che ha espressamente rimosso l'articolo77 del Dpr 237/64, come modificato dalla legge 958/86. Tale assunto non ha pregio in quanto la Commissione di concorso era vincolata ad una precisa prescrizione del bando, prescrizione che, se ritenuta illegittima perché superata da norme successive, avrebbe dovuto essere impugnata da parte del controinteressato con ricorso incidentale, che è lo strumento accessorio rispetto al ricorso principale con cui il controinteressato intimato può impugnare il provvedimento amministrativo per un profilo non impugnato dal ricorrente e per motivi diversi da quelli addotti da quest'ultimo, strumento che può eccezionalmente essere esteso anche all'impugnazione di un atto PRG, bando di concorso , qualora in questo trovi fondamento lo stesso provvedimento impugnato. Palese è pertanto la denunciata violazione del bando di concorso, violazione che era stata percepita dalla Giunta municipale, che con deliberazione 343/98, aveva ritenuto di rinviare gli atti del concorso alla Commissione esaminatrice, affinché, ai sensi dell'articolo 62.2, lett.b del Regolamento comunale per i concorsi, si riunisse per l'eliminazione dei vizi riscontrati, vizi non limitati alla detta violazione ma relativi anche ad altre irregolarità errata valutazione del titolo di studio della ricorrente e mancata conoscenza , prima delle prove orali, della valutazione di detto titolo . Ebbene, la Commissione, senza alcuna motivazione, ha ritenuto di non eliminare i vizi e di non apportare le conseguenti variazioni alla graduatoria di merito, il che costituisce condotta arbitraria e contraria ai principi fondamentali dell'azione amministrativa, che deve essere ispirata sempre al principio di legalità e trasparenza, palesemente disatteso nella specie. Ancor più illegittimo e sorprendente , in quanto assolutamente illogico e contraddittorio, appare poi il comportamento dell'Amministrazione che, dopo aver adottato la suindicata deliberazione 343/98, invece di procedere alla nomina di un nuovo Collegio al fine della rimozione delle palesi illegittimità riscontrate, come previsto dall'articolo 62 richiamato, ha approvato la graduatoria formulata dalla originaria Commissione, dei cui vizi era ben consapevole. La fondatezza dei rilievi fin qui esaminati è più che sufficiente all'accoglimento del ricorso e all'annullamento in parte qua, per quanto d'interesse della ricorrente, degli atti impugnati, per cui appare superfluo soffermarsi sia sulla vicenda, altrettanto poco chiara, della omessa valutazione del punteggio di laurea, risultante dal relativo certificato che l'interessata afferma insistentemente d'aver prodotto unitamente al diploma di laurea e che il Comune nega sia stato presentato, sia sulla dedotta violazione dell'articolo 12 del Dpr 487/94 per la omessa comunicazione della valutazione dei titoli prima delle prove orali. Per tutto quanto innanzi espresso, detta graduatoria va riformata, nel senso che al 1 classificato, che vanta il punteggio di p.76,50, vanno tolti punti 3,50 illegittimamente assegnati per il servizio militare, con l'effetto che la ricorrente, seconda classificata con punti 76,20 diventa prima classificata, con il conseguente obbligo quindi del Comune di nominarla, agli effetti giuridici, ex tunc, vincitrice del concorso. Le spese di causa seguono la soccombenza. PQM Il Tar per l'Abruzzo - L'Aquila, accoglie il ricorso e annulla in parte qua, ex tunc, per quanto d'interesse della ricorrente, gli atti impugnati, con l'effetto che la graduatoria è riformulata nel senso che l'interessata è collocata al 1 posto con punti 76,20 e il controinteressato è collocato al 2 posto con punti 73,00, donde consegue l'obbligo del Comune di nominare la ricorrente, ex tunc, nel posto di Comandante dei VV.UU. Condanna il Comune al pagamento delle spese di causa che liquida in 4.000,00, mentre le compensa nei confronti del controinteressato. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.