Nulla di nuovo in campo amministrativo

di Roberto Proietti

Continua l'excursus di DirittoeGiustizi@ sull'attuazione del programma elettorale presentato dalla Casa delle Libertà il 2001 durante la XIV legislatura. Sabato 11 febbraio è stato pubblicato un contributo sulla materia civile, sabato 18 è stata la volta del Codice penale. Il 25 febbraio si è parlato di professioni e procedura penale, mentre sabato 4 marzo di Ordinamento giudiziario. Oggi il contributo pubblicato di seguito propone una analisi delle riforme in materia di giustizia amministrativa e PA. di Roberto Proietti* Nel Piano di governo per una intera legislatura - 2001-2006 programma per le elezioni politiche del 2001 di Forza Italia, in tema di giustizia amministrativa si legge che Occorre disboscare la selva delle norme, alcune delle quali datano dal 1865, e rendere il processo agile ed efficace. Occorrono innovazioni di tre tipi 1 Strutturali e organizzative. Aumento degli organici e creazione di sezioni stralcio a termine garantito e non a binario morto . 2 Processuali. È necessario un Testo Unico del processo. 3 Ordinamentali. Occorre introdurre criteri meritocratici sia per l'accesso che per lo sviluppo della carriera dei magistrati . A consuntivo, va rilevato che nessuno dei tre obiettivi indicati è stato raggiunto, anche perché le innovazioni introdotte mediante la riforma dell'ordinamento giudiziario non hanno riguardato il sistema della giustizia amministrativa. Non si sono registrate innovazioni strutturali e/o organizzative, mediante aumento di organici e creazione di sezioni stralcio e non sono state realizzate riforme ordinamentali, tra l'altro, mediante l'auspicabile introduzione di criteri meritocratici sia per l'accesso e per lo sviluppo della carriera dei magistrati amministrativi. In tema prettamente processuale, non ha visto la luce il Tu del processo amministrativo e le disposizioni che lo disciplinano restano molto datate, se si pensa che il testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato è contenuto nel Rd 1054/24 e che il Rd 642/07 contiene il regolamento per la procedura dinanzi alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato. Più recente ma rimasta immutata nel corso di questa legislatura è la disciplina del processo amministrativo di primo grado, contenuta nella legge 1034/71, recante l'istituzione dei tribunali amministrativi regionali. Negli ultimi anni, la disciplina processuale ha subito modifiche a cura della legge 205/00 recante disposizioni in materia di giustizia amministrativa , ma ciò non riguarda l'operato del Governo uscente. RIFORME E PA Più proficua è stata l'azione riformatrice che ha riguardato la Pa. A tale riguardo, nel Piano del governo si prevedeva, tra l'altro, quanto segue 1 riforma degli apparati dello Stato 2 Digitalizzazione della Pa 3 Valorizzazione del pubblico impiego 4 Riforma dell'architettura istituzionale dello Stato. Relativamente ai punti 1 e 4 , va ricordato che con legge costituzionale 3/2001, sono state apportate importanti modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, mentre, con la legge 131/03, sono state dettate disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla citata legge costituzionale. Con particolare riferimento all'operato del Governo Berlusconi, va segnalato che il 16 novembre 2005 il Senato ha definitivamente approvato un disegno di legge noto come federalismo, o devoluzione di ulteriore riforma della Parte II della Costituzione. Le nuove disposizioni prevedono, in particolare, il riordino delle competenze delle Regioni e di quelle dello Stato, la fine al bicameralismo perfetto, il premierato, norme antiribaltone, la riduzione del numero dei parlamentari. Il testo della legge Costituzionale pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005 , però, è stato approvato in seconda deliberazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi, sicché, per vedere compiuta l'opera, sarebbe stato necessario superare il vaglio di un referendum popolare chiesto, entro tre mesi dalla pubblicazione del testo, da un quinto dei membri della Camera, da 500.000 elettori o 5 Consigli regionali. Circa la digitalizzazione della Pa, con D.Lgs 82/2005 è stato emanato il Codice dell'amministrazione digitale. La filosofia che ha ispirato la riforma in vigore dal 1 gennaio 2006 è quella di organizzare lo Stato applicando le nuove tecnologie digitali nella Pa e definendo i doveri della Pa nei confronti del cittadino. L'ambiziosa normativa prevede una nuova generazione di strumenti tecnologici, l'aggiornamento del quadro normativo con riconoscimento in capo ai cittadini ed alle imprese di facoltà nell'uso degli strumenti telematici, disposizioni circa la firma digitale e la posta elettronica certificata che conferisce particolare valore alle e-mail, la carta d'identità elettronica e la carta nazionale dei servizi attraverso un microprocessore le carte permettono il riconoscimento in rete del cittadino e la possibilità di fruire dei servizi di e-Government , un sistema pubblico di connettività la c.d. autostrada digitale per l'interconnessione tra gli uffici pubblici con alti standard di sicurezza e funzionalità . Le nuove norme, tuttavia, hanno proposto problemi applicativi, specialmente in tema di firma digitale, che dovranno essere corretti modificando il D.Lgs 82/2005. In materia di pubblico impiego, infine, va segnalata la legge legge 145/02, recante disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato. L'intervento, che modifica il D.Lgs 165/01, Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche , contiene significative novità in tema di delega di funzioni dei dirigenti, incarichi dirigenziali e di ingresso dei funzionari internazionali nella Pa, concorsi per la qualifica dirigenziale incarichi presso enti, società e agenzie. Con l'attribuzione di competenze gestionali esclusive alla dirigenza, il Legislatore ha voluto costruire un sistema operativo dell'attività amministrativa poggiato sulle capacità professionali e manageriali della nuova classe dirigente, formata sia dalle nuove leve che dai dirigenti già presenti nelle P.A. riconvertiti e specificamente responsabilizzati per lo svolgimento delle nuove funzioni. In altri termini, ciascun dirigente deve essere destinatario di uno specifico incarico la cui cura e la cui responsabilità siano esclusivamente rimesse al dirigente stesso. La legge di riforma, in particolare, ha introdotto novità in tema di c.d. spoil system al riguardo, si veda anche la circolare applicativa della Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento della Funzione pubblica 31 luglio 2002 , stabilendo che le nomine degli organi di vertice e dei componenti dei consigli di amministrazione o degli organi equiparati degli enti pubblici, delle società controllate o partecipate dallo Stato, delle agenzie o di altri organismi comunque denominati, conferite dal Governo o dai Ministri nei sei mesi antecedenti la scadenza naturale della legislatura, computata con decorrenza dalla data della prima riunione delle Camere, o nel mese antecedente lo scioglimento anticipato di entrambe le Camere, possono essere confermate, revocate, modificate o rinnovate entro sei mesi dal voto sulla fiducia al Governo. Decorso tale termine gli incarichi per i quali non si sia provveduto si intendono confermati fino alla loro naturale scadenza. Le stesse disposizioni si applicano ai rappresentanti del Governo e dei Ministri in ogni organismo e a qualsiasi livello, nonché ai componenti di comitati, commissioni e organismi ministeriali e interministeriali, nominati dal Governo o dai Ministri. CONCLUSIONI A parte la delusione determinata dal mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati in tema di Giustizia amministrativa, per quanto riguarda le riforme più recenti che hanno riguardato la Pa, sarà l'applicazione pratica delle nuove norme a consentire di valutare se la macchina amministrativa funzionerà meglio rispetto al passato. 5. Continua *Magistrato amministrativo