Antiterrorismo: serve una banca dati ma non ci sono soldi

La necessità di uno strumento di raccolta e gestione delle informazioni è stata evidenziata nel corso della riunione che si è svolta ieri a Roma con i magistrati di 26 procure d'Italia. Preoccupazioni per l'inefficienza dei meccanismi di cooperazione

Avviare al più presto la banca dati per la raccolta e la gestione delle informazioni per la repressione al terrorismo internazionale, soprattutto di matrice islamica. Dalla riunione svoltasi ieri a Roma dei magistrati antiterrorismo è emersa questa esigenza che però è andata a scontrarsi con la mancanza di fondi. I procuratori antiterrorismo delle 26 procure d'Italia si sono ritrovati nella capitale sotto l'egida di Eurojust, convocati da Cesare Martellino presenti per il pool antiterrorismo di Roma, Franco Ionta, Pietro Saviotti, Erminio Amelio, il coordinatore antimafia di Napoli Franco Roberti, il pm Michele Del Prete, il capo della Procura di Palermo, Pietro Grasso, i magistrati Ilda Boccassini, Salvatore Vitiello e Guido Lo Forte. I magistrati si sono detti preoccupati dalle ultime riforme in tema di giustizia. La riunione avuta con i colleghi delle 26 procure distrettuali - ha detto Ionta - ha effettivamente confermato nel suo complesso questa preoccupazione nutrita da chi lavora per portare avanti la lotta al terrorismo, soprattutto islamico. Le perplessità sono legate al fatto che non sono sempre efficienti i meccanismi di cooperazione internazionale, sia con i paesi con cui ci sono trattati di assistenza giudiziaria sia con quelli con cui non li abbiamo. Scontiamo poi l'assenza di un referente nazionale per l'Italia nelle riunioni sul terrorismo. Inoltre non appare ancora risolto il problema per noi sempre attuale, di non centralizzare una banca dati dedicata a questo argomento . E a queste preoccupazioni si aggiunge il nuovo provvedimento sulle intercettazioni che, sempre secondo Ionta, pur non riguardando nello specifico il terrorismo, avrà in ogni caso conseguenze dirette sulle indagini del terrorismo . Ionta ha spiegato anche che durante l'incontro è stata ribadita la necessità di un intervento a livello di finanziamenti da parte del ministero della Giustizia e di Eurojust . Più dure le dichiarazioni del Pm milanese Armando Spataro all'uscita dall'incontro. In pochi giorni - ha detto - abbiamo dovuto registrare altri due attacchi alla giurisdizione e in particolare alla possibilità per il Pm di esercitare efficacemente l'azione penale. Mi riferisco - ha continuato Spataro specificando di parlare a titolo personale - al Ddl sulle intercettazioni e alla questione dell'appello . Soprattutto le nuove disposizioni in tema di intercettazioni, secondo Spataro, anche se riguardano reati diversi dal terrorismo e da quelli di mafia avranno inevitabili ripercussioni sulla possibilità di accertare gravi reati . Per quanto riguarda invece l'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, approvate in prima lettura dalla Camera mercoledì scorso vedi tra gli arretrati di ieri , il pm di Milano ha spiegato l'appello è possibile ancora per l'imputato condannato, appare evidente che in questo modo viene violato il principio della parità delle parti. La giustizia italiana ancora una volta potrebbe non rispondere ad interessi generali dei cittadini .