Accesso a fondi e piano pagamenti: la richiesta al Tesoro deve pervenire entro il 30 aprile

Il d.l. n. 35/2013 garantisce a regioni e province autonome in carenza di liquidità la possibilità di ottenere una anticipazione delle somme destinate ai pagamenti dei debiti certi liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012 ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il medesimo termine, diversi da quelli finanziari e sanitari, ivi inclusi i pagamenti in favore degli enti locali, maturati alla data del 31 dicembre 2012.

Pagamenti dei debiti delle regioni e delle province autonome art. 2 . La richiesta, con certificazione congiunta del Presidente e del responsabile finanziario, deve essere rivolta al Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 30 aprile 2013. Entro il 15 maggio 2013 e il 15 febbraio 2014, sono emanati i decreti ministeriali nei quali sono individuate le somme da concedere a ciascuna regione. La ripartizione avviene secondo criteri proporzionali oppure secondo le diverse modalità eventualmente individuate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano entro il 10 maggio 2013. L’erogazione delle somme è condizionata a tre passaggi - predisposizione, da parte regionale, di misure, anche legislative, idonee e congrue di copertura annuale del rimborso dell’anticipazione di liquidità, maggiorata degli interessi - presentazione di un piano di pagamento dei debiti - sottoscrizione di apposito contratto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel quale sono definite modalità di erogazione e restituzione o recupero delle somme. All’atto dell’erogazione, le regioni provvedono all’immediata estinzione dei debiti elencati nel piano di pagamento, fornendone certificazione all’apposito tavolo istituito per la verifica degli adempimenti. I dati sono utilizzati per il monitoraggio delle operazioni, effettuato dal Ministero dello Sviluppo Economico entro il 15 settembre del 2013 e del 2014. Pagamenti dei debiti degli enti del servizio sanitario nazionale-SSN art. 3 . Al fine di favorire l’accelerazione dei pagamenti dei debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale, regioni e province autonome beneficiano di anticipazioni di liquidità da parte dello Stato. Per il 2013, il Ministero dell’Economia e delle Finanze provvede al riparto di tali importi in via di urgenza entro il 15 maggio 2013, mentre il riparto a titolo definitivo deve avvenire entro il 30 novembre 2013. Le istanze di accesso all’anticipazione di liquidità deve essere trasmessa dalle regioni entro il 31 maggio 2013, per il riparto in via di urgenza, e, per il riparto definitivo, entro il 15 dicembre 2013. L’erogazione delle somme è condizionata a tre passaggi - predisposizione, da parte regionale, di misure, anche legislative, idonee e congrue di copertura annuale del rimborso dell’anticipazione di liquidità - presentazione di un piano di pagamento dei debiti - sottoscrizione di apposito contratto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel quale sono definite modalità di erogazione e restituzione o recupero delle somme. Verifica equilibri strutturali delle regioni art. 4 . L’art. 4, d.l. n. 35/2013 ha lo scopo di garantire effettività al raggiungimento degli obiettivi programmati di finanza pubblica. La nuova disciplina offre a regioni e province autonome la possibilità di sottoscrivere nuovi prestiti o mutui e di prestare garanzie a favore di enti e società controllati o partecipati. Si richiede il rispetto di due condizioni - il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità interno per l’anno precedente - l’attestazione regionale da cui risulti una situazione di equilibrio strutturale del bilancio regionale. Pagamento dei debiti delle Amministrazioni dello Stato art. 5 . Una particolare procedura è prevista per l’estinzione dei debiti dei Ministeri per obbligazioni giuridicamente perfezionate relative a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, maturati alla data del 31 dicembre 2012, a fronte dei quali non sussistono residui passivi anche perenti. Entro il 30 aprile 2013, ciascun ministero trasmette al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’elenco dei debiti scaduti in ordine cronologico con l’indicazione dei relativi importi. Viene riconosciuta priorità al pagamento delle spese diverse dai fitti passivi. Le operazioni sono monitorate attraverso un prospetto trimestrale. Qualora le risorse stanziate non siano sufficienti, entro il 15 giugno 2013 i ministeri definiscono un piano di rientro volto al conseguimento di risparmi attraverso misure di razionalizzazione e riorganizzazione della spesa. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate e del Territorio sono stabiliti termini e modalità attuative per la riprogrammazione delle restituzioni e dei rimborsi delle imposte al fine di determinare un incremento delle erogazioni. Altre disposizioni per favorire i pagamenti delle pubbliche amministrazioni art. 6 . I pagamenti sono effettuati dando priorità ai crediti non oggetto di cessione pro soluto . Tra più crediti non oggetto di cessione pro soluto il pagamento deve essere imputato al credito più antico, come risultante dalla fattura o dalla richiesta equivalente di pagamento. A tutela del vincolo di destinazione delle risorse, non sono ammessi atti di sequestro o di pignoramento sulle somme destinate ai pagamenti. È inserito il comma 4 bis nell’art. 8, d.lgs. 30 giugno 2011, n. 123 Gli atti di pagamento emessi a titolo di corrispettivo nelle transazioni commerciali devono pervenire all’ufficio di controllo almeno 15 giorni prima della data di scadenza del termine di pagamento. L’ufficio di controllo espleta i riscontri di competenza e da’ comunque corso al pagamento entro i 15 giorni successivi al ricevimento degli atti di pagamento, sia in caso di esito positivo, sia in caso di formulazione di osservazioni o richieste di integrazioni e chiarimenti. Qualora il dirigente responsabile non risponda alle osservazioni, ovvero i chiarimenti forniti non siano idonei a superare le osservazioni mosse, l’ufficio di controllo è tenuto a segnalare alla competente Procura Regionale della Corte dei conti eventuali ipotesi di danno erariale derivanti dal pagamento cui si è dato corso. Resta fermo il divieto di dare corso agli atti di spesa nelle ipotesi di cui all’articolo 6, comma 2, con riferimento ai quali comunque sussiste la responsabilità del dirigente che ha emanato l’atto . Entro il 30 giugno 2013 le pubbliche amministrazioni comunicano ai creditori, anche a mezzo posta elettronica, l’importo e la data entro la quale provvederanno ai pagamenti dei debiti. L’omessa comunicazione rileva ai fini della responsabilità per danno erariale a carico del responsabile dell’ufficio competente. Il mancato o tardivo adempimento da parte delle amministrazioni pubbliche debitrici, che ha causato la condanna al pagamento di somme per risarcimento danni o per interessi moratori, è causa di responsabilità amministrativa a carico del soggetto responsabile del mancato o tardivo adempimento.