Contratto di mediazione, il giudice è italiano se lo straniero ha il domicilio

Si applica la Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 per la domanda giudiziale di pagamento di una somma di denaro a titolo di provvigione presentata da un cittadino di un altro Paese

La domanda giudiziale di pagamento di una somma di danaro a titolo di provvigione per attività di mediazione si ricollega ad un credito pecuniario di origine contrattuale, da soddisfarsi al domicilio del creditore, ai sensi dell'articolo 1182, comma terzo, Cc, e, pertanto, se rivolta nei confronti di soggetto straniero al quale si applica la Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 resa esecutiva in Italia con la legge 804/71 , può essere proposta davanti al giudice italiano, quando il domicilio del richiedente si trovi nel territorio dello Stato italiano, in applicazione del criterio di collegamento fissato dall'articolo 5 n. 1 della stessa Convenzione. È quanto emerge dall'ordinanza 6217/06 delle Sezioni unite civili della Cassazione, depositata il 21 marzo scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti correlati.

Cassazione - Sezioni unite civili - ordinanza 12 gennaio-21 marzo 2006, n. 6217 Presidente Carbone - Relatore Di Nanni Pg Uccella - parzialmente conforme - Ricorrente Sece Srl - Controricorrente Tommy Hilfiger Usa Inc Ritenuto in fatto 1. La Srl Sece, con atto di citazione del 22 novembre 2001, ha convenuto in giudizio davanti al Tribunale di Firenze a la Wilh Hamm Gmbh & Co. Con sede in Germania b la Tommy Hilfiger Footwear Europe Gmbh pure con sede in Germania, entrambe in persona del legale rappresentante dr. Hans Peter Hamm, ed ha chiesto che, previa dichiarazione della giurisdizione del giudice italiano, le convenute fossero condannate in solido al pagamento della somma di oltre sette milioni di euro, con rivalutazione monetaria ed interessi legali, a titolo di provvigioni per attività di mediazione svolta in loro favore. Con lo stesso atto di citazione la Società ha chiesto la condanna anche della Tommy Hilfiger Usa Inc., con sede negli Stati Uniti, al pagamento per lo stesso titolo della somma di oltre quattro mila euro, con rivalutazione monetaria ed interessi legali. L'attrice ha dichiarato che, nello svolgimento della sua attività di agente, procacciatore di affari e mediatore, aveva messo in contatto il Gruppo Hamm ed il Gruppo Tommy Hilfiger, fornendo loro i consigli e le notizie utili per l'acquisizione di licenze di distribuzione di articoli del Gruppo Hamm nei paesi europei. La Tommy Hilfiger Footwear Europe Gmbh ha negato di avere accettato la giurisdizione del giudice italiano, sia perché nelle conclusioni formulate nella comparsa di risposta aveva chiesto l'accoglimento, in via principale, delle eccezioni preliminari e pregiudiziali e, solo subordinatamente, il rigetto delle domande, sia pechè non ricorreva la competenza indicata dall'articolo 5 della Convenzione di Bruxelles 18/1968, poiché la Sace non aveva provato l'esistenza di un rapporto contrattuale tra le parti, sia, infine, perché il credito dedotto in giudizio non era portable, ma querable. La Tommy Hilfiger Usa Inc ha eccepito di essere una società di diritto statunitense con sede in New York e di non avere in Italia alcuna rappresentanza legale, per cui non ricorreva la giurisdizione del giudice italiano. Ha sostenuto, inoltre, che il credito dedotto in giudizio, in quanto non determinato o determinabile, non era portable, onde la giurisdizione del giudice italiano non ricorreva neppure ai sensi dell'articolo 5 della stessa Convenzione di Bruxelles. Nel giudizio è intervenuto il dr. Hans Peter Hamm, cittadino tedesco domiciliato in Germania, quale legale rappresentante della Wilh Hamm Gmbh & Co. 2. La Srl Sece ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione nei confronti della Tommy Hilfiger Footwear Europe Gmbh, della Wilh Hamm Gmbh & Co., del dr. Hans Peter Hamm e della Tommy Hilfiger Usa Inc, chiedendo che sia dichiarata la giurisdizione italiana in rodine alla controversia di cui in premessa ed ha depositato memoria. La Tommy Hilfiger Footwear Europe Gmbh, la Tommy Hilfiger Usa Inc e il dr Hans Peter Hamm hanno resistito con controricorso ed hanno depositato anch'essi memorie. 3. Ricorrendo una delle ipotesi di cui all'articolo 375 Cpc, gli atti sono stati rimessi al Pm per le sue conclusioni sulla controversia. Il Pm ha concluso chiedendo cha sia dichiarata la giurisdizione del giudice italiano. Motivi della decisione 4. La richiesta di dichiarare la giurisdizione del giudice italiano è affidata dalla Sace a due argomenti a la proroga tacita della competenza del giudice adito ai sensi dell'articolo 18 della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968, resa esecutiva in Italia con legge 804/71 b la competenza speciale del giudice italiano ai sensi dell'articolo 5 n. 1 della stessa Convenzione, perché nel giudizio è dedotto l'obbligo di eseguire un'obbligazione sorta e da eseguire in Italia. L'argomento della proroga della competenza è stato sviluppato attraverso il seguente ragionamento a i convenuti Wilh Hamm, Tommy Hilfiger Footwear Europe e Hans Peter Hamm avevano accettato la giurisdizione del giudice italiano, perché le eccezioni di rito e di merito contenute nelle loro difese none erano state formulate espressamente in via subordinata al mancato accoglimento dell'eccezione di difetto di giurisdizione b il dr. Hans Peter Hamm si era limitato a svolgere una domanda di accertamento negativo della pretesa fatta valere in giudizio, così accettando la giurisdizione del giudice italiano non solo con effetti per sé, ma anche per gli altri convenuti, in ragione della connessione esistente tra le domande delle parti c il Gruppo Hamm ed il dr. Hans Peter Hamm erano decaduti dal diritto di proporre l'eccezione di difetto di giurisdizione, non avendola proposta nel termine perentorio di cui agli articoli 167 o 180 Cpc. Il secondo argomento poggia sulla disposizione contenuta nell'articolo 5 n. 1 della ripetuta Convenzione di Bruxelles, secondi il quale il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente, in materia di contrattuale, può essere citato davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita. La Sace sostiene che oggetto della controversia è la richiesta di pagamento di un credito pecuniario di origine contrattuale, il quale doveva essere pagato nel suo domicilio in Italia o ciò indipendentemente dal fatto che l'esistenza del contratto era controversia tra le parti. È assorbente l'esame di questo secondo argomento. 5. Il primo comma dell'articolo 2 della Convenzione di Bruxelles stabilisce in generale che, salvo specifiche disposizioni della stessa Convenzione, la competenza giurisdizionale si determina in base al domicilio del convenuto, a prescindere dalla sua nazionalità. A questa competenza generale, si affiancano competenze speciali. Una di esse è indicata nell'articolo 5 della medesima Convenzione,secondo il quale il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente può essere citato in un altro Stato contraente, tra l'altro 1. in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita. 5.1. Ne deriva che la domanda giudiziale di pagamento di una somma di danaro a titolo di provvigione per attività di mediazione, se rivolta in confronto di soggetto al quale si applica la Convenzione, può essere proposta davanti al giudice italiano, quando il domicilio del richiedente si trovi in territorio dello stato italiano. La domanda si collega, infatti, ad un credito pecuniario di origine contrattuale, da soddisfarsi nel domicilio del creditore articolo 1182 comma 3 Cc . Il fatto che il convenuto contesti la sussistenza del rapporto di mediazione e, quindi, l'obbligazione dedotta in giudizio non è di ostacolo all'applicazione di questo principio, poiché anche la giurisdizione nei confronti dello straniero deve essere riscontrata in base alla domanda, indipendentemente da ogni questione circa il suo fondamento nel merito in questo senso, già Cassazione 5240/81. Il principio, infatti, non opera solo nel caso in cui la prospettazione della domanda sia artificiosamente finalizzata a sottrarre la controversia al giudice precostituito per legge Cassazione 10226/01 . 5.2. Né vale distinguere tra credito di importo incerto e credito certo, sostenendo che solo nel secondo caso ricorre la competenza del giudice del luogo in cui è sosta o deve essere eseguita l'obbligazione, secondo la disposizione contenuta nel comma 3 dell'articolo 1182 citato. Questa disposizione, secondo la quale l'obbligazione avente ad oggetto il pagamento di una somma di danaro deve essere adempiuta al domicilio del creditore - e, correlativamente, in tale luogo si radica la competenza territoriale nei giudizi ex articolo 20 Cpc - è stata costantemente interpretata nel senso che essa si applica anche nel caso in cui non vi è contestazione sugli elementi essenziali che concorrono a determinare il credito per provvigioni dell'agente Cassazione 3763/78 , ovvero sia chiesto il pagamento di una somma determinata, giacchè la maggiore o minore complessità dell'indagine sull'ammontare effettivo del credito non incide sulla individuazione della competenza territoriale quell'indagine, infatti, attiene esclusivamente alla successiva fase di merito Cassazione 7674/05 . Vale a dire che i crediti per provvigioni, anche se non sono ancora fissati in una somma determinata, ma possono essere determinati in base ad elementi certi secondo quanto stabilito dal contratto o in mancanza dagli usi, ancorché non risulti dagli atti la prova dell'ammontare del contratto concluso con l'intervento del mediatore, sono del genere di quelli indicati dal comma 3 del citato articolo 1182. Ai fini della determinazione del forum destinatae solutionis, infatti, è sufficiente individuare il luogo di adempimento dell'obbligazione dedotta in giudizio, indipendentemente dalla sua concreta esistenza e dal suo concreto ammontare Cassazione 5420/95. 6. In questo giudizio non sono contestati i seguenti elementi di fatto a la provvigione doveva essere calcolata in una misura percentuale, contrattualmente stabilita, all'ammontare del volume degli affari b alcuno dei convenuti ha eccepito la strumentalità della configurazione della domanda come di pagamento di provvigione contrattuale c la domanda introduttiva del giudizio è di condanna dei convenuti Wilh Hamm Gmbh & Co. e Tommy Hilfiger Footwear Europe Gmbh al pagamento in solido della somma di oltre sette milioni di euro a titolo di provvigione e della convenuta Tommy Hilfiger Usa Inc al pagamento della somma di oltre 4000 euro, sempre a titolo di provvigione. 6.1. La giurisdizione del giudice italiano, quindi, ricorre in confronto della Wilh Hamm Gmbh & Co, della Tommy Hilfiger Footwear Europe Gmbh e del dr. Hans Peter Hamm, come competenza speciale ai sensi dell'articolo 5 della Convenzione di Bruxelles. 6.2. Per quanto riguarda la Tommy Hilfiger Usa, la ricorrente, per sostenere la giurisdizione del giudice italiano anche in confronto di questa Società, ha richiamato gli articoli 6 e 22 della citata Convenzione di Bruxelles, dichiarando che l'intervento nel giudizio del dr. Hans Peter Hamm, rispetto al quale la giurisdizione del giudice italiano non poteva essere messa in dubbio, aveva avuto l'effetto di prorogare la giurisdizione del giudice italiano anche nei confronti della Tommy Hilfiger Usa. La tesi non può essere condivisa, perché le norme indicate non si applicano in questo giudizio. La orma contenuta nell'articolo 6 dispone che, in caso di pluralità di convenuti, quello domiciliato nel territorio di uno Stato contraente potrà essere citato davanti al giudice nella cui circoscrizione è situato il domicilio di uno di essi. La norma non si applica in questo giudizio, perché in esso non v'è convenuto che sia domiciliato nella circoscrizione si un tribunale italiano. La norma contenuta nel successivo articolo 22, comma 3, è finalizzata ad evitare giudizi contrastanti per questa ragione opera quando più cause siano proposte davanti a giudici di Stati contraenti differenti. Questa situazione non ricorre nel presente giudizio, nel quale tutte le cause sono state proposte davanti allo stesso giudice e non v'è giudice straniero che possa giungere a risultato diverso da quello qui conseguito. La giurisdizione del giudice italiano non ricorre, quindi, per la Tommy Hilfiger Usa Inc, alla quale la Convenzione di Ginevra non si applica, avendo essa sede negli Stati Uniti, come è pacifico tra le parti. 7. In conclusine, deve essere dichiarata la giurisdizione del Tribunale di Firenze in confronto dei soli convenuti Wilh Hamm Gmbh & Co., Tommy Hilfiger Footwear Europe Gmbh e dr. Hans Peter Hamm, intervenuto nel giudizio. Le spese di questo giudizio sono poste a carico dei resistenti in solido, in base alla regola della soccombenza. PQM La Corte di cassazione a Su dichiara la giurisdizione del giudice italiano solo nei confronti dei convenuti Wilh Hamm Gmbh & Co, Tommy Hilfiger Footwear Europe Gmbh e Hans Peter Hamm e condanna costoro in solido al rimborso delle spese di questo giudizio, che liquida in euro 5600 di cui euro 100 per spese, oltre rimborso forfetario, spese generali ed accessori di legge.