Intercettazioni legali: i gestori telefonici devono rispettare il ""decalogo""

Scaduti i termini per l'adozione di misure a tutela dei dati che necessariamente i tecnici devono conoscere, il Garante concede altri tre mesi per mettersi in regola

Se per le intercettazioni illegali c'è poco da aggiungere, per quelle legali ovvero disposte dall'Autorità giudiziaria l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali torna alla carica nei confronti dei gestori telefonici reclamando l'applicazione delle misure previste a tutela della riservatezza di dati evidentemente da tutelare al massimo livello. Il decalogo cui i gestori dovevano attenersi - tempo per adeguarsi ben sei mesi - era stato definito il 15 dicembre dello scorso anno vedere anche nella sezione Arretrati nell'edizione del 23 dicembre 2005 ove è reperibile anche il testo del provvedimento evidenziando l'urgenza di una tutela adeguata per i materiali trattati dagli operatori che anche se non vengono a conoscenza dei contenuti delle conversazioni intercettate, tuttavia sono per forza a conoscenza delle numerazioni e delle circostanze, quantità e caratteristiche degli instradamenti effettuati. Allora il Garante, che ricordava come oltre la telefonia fissa e mobile l'attività di intercettazione fosse stata ampiamente estesa anche agli Sms e agli Mms. Sono passati dieci mesi e non sei. E i gestori non si sono adeguati completamente. Nel gran rumore derivato dalla scoperta di migliaia di intercettazioni illegali, l'Autorità per la privacy ha dunque pensato bene che sia opportuno ricordare che il tempo concesso è scaduto. Naturalmente non si possono bloccare le attività di intercettazione legale, fondamentali per le attività d'inchiesta, e dunque ecco una piccola si fa per dire proroga altri tre mesi. Nell'annunciarla l'Authority specifica, in una nota, di aver ordinato ai gestori telefonici di ultimare entro e non oltre 90 giorni l'adozione delle misure di sicurezza imposte per mettere in sicurezza i dati personali e i flussi informativi riguardo alle attività svolte per le intercettazioni disposte dalla magistratura . Passato tale termine, afferma ancora la nota, il Garante potrà vietare ai gestori inadempienti le operazioni di trattamento di quel tipo di dati. La dilazione, evidenzia l'Authority, tiene conto sia dell'esigenza di non pregiudicare le attività in corso circostanza che potrebbe tuttavia riproporsi fra tre mesi sia del fatto che alcuni gestori - sono quattro in tutto - hanno chiarito di essere in dirittura d'arrivo per l'adeguamento al decalogo salva-privacy. Anche per quanto riguarda gli impianti ubicati in uffici giudiziari il Garante facendo seguito alle richieste già comunicate al ministero della Giustizia ed al Consiglio superiore della magistratura ha sollecitato un aggiornamento tecnologico ed organizzativo altrettanto garantista, affinché non ci si ritrovi poi a tutelare i dati da una parte del filo della derivazione, per la precisione e poi, all'altro capo, tanti riguardi non siano parimenti riservati. m.c.