Ordinamento giudiziario: fuori delega lo schema di attuazione per l'ufficio del Pm

Il parere della commissione Giustizia sottolinea la differenza tra la titolarità esclusiva dell'azione penale riconosciuta al procuratore dalla legge e l'esclusività delle funzioni attribuite alla Procura

Lo schema di decreto legislativo riguardante l'organizzazione dell'ufficio del Pm è fuori delega. Questo è quanto è stato scritto, nero su bianco, dal parere redatto da Francesco Nitto Palma Fi riguardante l'attuazione delle legge sulla riforma dell'ordinamento giudiziario poi votato dalla commissione Giustizia di Montecitorio mercoledì scorso. Dopo quelli riguardanti la Scuola della magistratura, gli incarichi direttivi e i Consigli giudiziari, il Parlamento continua a fornire pareri sui numerosi decreti delegati 14 in tutto che il ministro della Giustizia Roberto Castelli vorrebbe approvare in via definitiva prima della fine della legislatura. Dopo le condizioni poste per la Scuola della magistratura, gli incarichi direttivi e consigli giudiziari, anche per l'ufficio del Pm, gli incarichi extragiudiziari e il Consiglio di presidenza della Corte dei conti e della giustizia amministrativa, arrivano le condizioni dettate dalla commissione Giustizia della Camera i pareri sono leggibili tra i documenti correlati . Per quanto riguarda gli incarichi extragiudiziari, il parere ricorda al legislatore che la legge delega chiede l'aggiornamento delle forme di pubblicità di essi conferiti ai magistrati appartenenti a giurisdizioni diverse da quella ordinaria nonché agli avvocati e procuratori dello Stato va fatto ogni sei mesi. Per quanto riguarda invece l'ufficio del Pm, la legge delega, dice il parere, si limita a prevedere che il Procuratore sia titolare esclusivo dell'azione penale, mentre il decreto prevede che lo stesso sia titolare esclusivo delle funzioni attribuite dalla legge all'Ufficio del Pm. Lo schema di decreto, infatti, stabilisce che il Procuratore della Repubblica può designare tra i procuratori aggiunti il vicario, mentre la legge delega si riferisce a un istituto giuridico diverso. Senza alcun fondamento nella legge delega continua il documento, viene previsto che se il Procuratore della Repubblica abbia preposto un procuratore aggiunto o un magistrato dell'ufficio al coordinamento dell'attività di un gruppo o di una sezione per la trattazione di un settore di affari, il potere di delega per i procedimenti assegnati a quel gruppo è attribuito al preposto, che lo esercita nel rispetto dei criteri stabiliti dal procuratore della Repubblica, fermo restando il potere di revoca da parte di quest'ultimo di divergenza o di inosservanza dei criteri . Correttivi a parte, chi da sempre si è dichiarata fermamente contraria sia alla legge che alla sua attuazione, è l'Associazione nazionale magistrati che oggi con una manifestazione nazionale a Roma, presso la Corte di cassazione ribadirà le sue posizioni, al termine della quale il Comitato direttivo centrale prenderà le decisioni conseguenti allo stato di fatto venutosi a creare . p.a.

Camera dei Deputati Schema di decreto legislativo recante pubblicità degli incarichi extragiudiziari conferiti ai magistrati. Atto n. 553. Parere approvato dalla Commissione Giustizia il 14 dicembre 2005 La Commissione giustizia, esaminato lo schema di decreto legislativo recante la pubblicità degli incarichi extragiudiziari conferiti ai magistrati, in attuazione della delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera g e 2, comma 8, della legge 150/05 atto n. 553 rilevato che all'articolo 2 dello schema di decreto sono previste forme di pubblicità degli incarichi extragiudiziari conferiti ai magistrati appartenenti a giurisdizioni diverse da quella ordinaria nonché agli avvocati e procuratori dello Stato senza precisare che deve trattarsi di una pubblicità con cadenza semestrale, come invece stabilito dal principio di delega di cui all'articolo 2, comma 8, lettera b , della legge 150/05 e dall'articolo 1 dello schema di decreto in riferimento ai magistrati ordinari, esprime PARERE FAVOREVOLE con la seguente condizione all'articolo 2, comma 1, dopo le parole è reso noto inserire le seguenti ogni sei mesi . Schema di decreto legislativo recante norme in materia di organizzazione dell'ufficio del pubblico ministero. Atto n. 554 Parere approvato dalla commissione il 14 dicembre 2005 La Commissione giustizia, esaminato lo schema di decreto legislativo recante norme in materia di organizzazione dell'Ufficio del pubblico ministero, in attuazione degli articoli 1, comma 1, lettera d , e 2, comma 4, della legge 150/05 atto n. 554 rilevato che all'articolo 1, comma 1, si prevede che il procuratore della Repubblica sia titolare esclusivo delle funzioni attribuite dalla legge all'ufficio del Pm, mentre la legge delega si limita a prevedere che il pubblico ministero sia titolare esclusivo dell'azione penale, per cui sul punto lo schema di decreto non appare conforme alla delega secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 3, il procuratore della Repubblica può designare, tra i procuratori aggiunti, il vicario, mentre la legge delega si riferisce ad istituto giuridico diverso, quale è quello della delega, il quale, al contrario di quello della designazione, ha in sé connaturato carattere di temporaneità il procuratore della Repubblica, ai sensi dell'articolo 1, comma 4, può delegare la cura di specifici settori di affari ad uno o più procuratori aggiunti ovvero anche ad uno o più magistrati addetti all'ufficio, mentre la legge delega prevede che il procuratore della Repubblica possa delegare uno o più procuratori aggiunti ovvero uno o più magistrati del proprio ufficio perché lo coadiuvino nella gestione per il compimento di singoli atti, per la trattazione di uno o più procedimenti o nella gestione dell'attività di un settore di affari, per cui dallo schema di decreto legislativo si desume che i procuratori aggiunti o i magistrati dell'ufficio possono vedersi attribuita, attraverso la delega da parte del procuratore della Repubblica, la competenza di intere materie, quando invece la legge delega si limita a prevedere che questi possano coadiuvare il procuratore stesso nella gestione dell'attività di un settore di affari all'articolo 2, comma 2, si prevede, senza alcun fondamento nella legge delega, che, qualora il procuratore della Repubblica abbia preposto un procuratore aggiunto o un magistrato dell'ufficio al coordinamento dell'attività di un gruppo o di una sezione per la trattazione di un settore di affari, il potere di delega per i procedimenti assegnati a quel gruppo è attribuito al preposto, che lo esercita nel rispetto dei criteri stabiliti dal procuratore della Repubblica, fermo restando il potere di revoca da parte di quest'ultimo in caso di divergenza o di inosservanza dei criteri, esprime PARERE FAVOREVOLE con le seguenti condizioni a all'articolo 1, le disposizioni di cui ai commi 1, 3 e 4, siano rese conformi ai principi sanciti dalla legge delega, secondo quanto osservato in premessa b all'articolo 2, sopprimere il comma 2. Schema di decreto legislativo recante modifica della disciplina concernente il Consiglio di presidenza della Corte dei conti e il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Atto n. 556 Parere approvato dalla commissione il 14 dicembre 2005 La Commissione giustizia, esaminato lo schema di decreto legislativo recante modifica della disciplina concernente il Consiglio di presidenza della corte dei conti e il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, in attuazione dell'articolo 2, comma 17, della legge 150/05 atto n. 556 rilevato che come si legge nella relazione governativa di accompagnamento allo schema di decreto, il comma 1 dell'articolo 1 apporta due modifiche all'articolo 10 della legge 117/88 con la prima, si renderebbe il tenore letterale del relativo comma 2, lettera c , conforme al suo significato normativo già vigente per effetto dell'articolo 6bis, comma 3, del Dl 354/03, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 45/2004, che ha inserito nell'organico il posto di Presidente aggiunto della Corte dei conti, in luogo di un presidente di sezione funzionalmente, quello più anziano della Corte stessa con la seconda, si aggiunge all'articolo 10 un comma il 2bis volto a specificare che i componenti elettivi del Consiglio di presidenza della Corte dei conti durano in carica quattro anni e non sono nuovamente eleggibili per i successivi otto anni dalla scadenza dell'incarico per quanto possa essere condivisibile nel merito la modifica prevista dalla lettera a del comma 1 dell'articolo 1, la disposizione in questione non è riconducibile ai principi di delega stabiliti dal comma 17 dell'articolo 2 della legge 150/05 il comma 2 dell'articolo 1 - oltre ad introdurre per l'elezione del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, il criterio della preferenza unica, già vigente per gli altri organi di autogoverno delle magistrature, specificando che ogni votante può esprimere preferenze per un solo componente titolare e per un solo componente supplente - richiama il comma 2bis del citato articolo 10 della legge 117/88, stabilendo che in caso di dimissioni o di cessazione dalla carica di un componente si proceda in ogni caso ad elezioni suppletive, ritenendo il Governo che siffatta previsione sia il logico ed indefettibile corollario del nuovo principio della preferenza unica, non più compatibile con lo scorrimento in favore dei primi tra i non eletti la modifica di cui al comma 2 dell'articolo 1 non appare conforme ai principi di delega nella parte in cui disciplina l'ipotesi di dimissioni o di cessazione di uno o più membri elettivi dall'incarico di componente del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, esprime PARERE FAVOREVOLE con le seguenti condizioni a all'articolo 1, comma 1, sia soppressa la lettera a b all'articolo 1, comma 2, sopprimere le parole da , e sono aggiunti, in fine, fino alle parole dell'articolo 7 .