Le scelte ""dei pari"" sono insindacabili: essendo anonimi, non hanno potuto subire alcun condizionamento

Scienziato contesta le scelte della Commissione che decide i progetti da finanziare ma il Consiglio di Stato respinge le sue pretese e lo condanna, inoltre, al rimborso delle spese processuali.

Il caso. L'ordinario di fisiologia nella Facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali dell’Università di Napoli Federico II, ha partecipato al concorso, bandito dal Ministero dell’Università e della ricerca con decreto del 23 febbraio 2005, n. 287, per il cofinanziamento di progetti di rilevante interesse nazionale al fine di sostenere finanziariamente attività di ricerca di eccellenza [] per lo sviluppo culturale e scientifico del Paese e per il conseguimento di nuovi avanzamenti nelle conoscenze . Ma il progetto presentato dallo stesso è stato escluso dal finanziamento. Secondo lo scienziato, in particolare, non risulterebbe la competenza dei revisori, le modalità di svolgimento della valutazione, nonché se la stessa sia stata effettuata dalla commissione, da revisori anonimi o da un unico revisore. Ma questo specifico motivo, secondo il Collegio, non è fondato. L’amministrazione ha utilizzato, infatti, per la selezione dei progetti da finanziare, il sistema detto di revisione dei pari , o revisione paritaria o peer review , che, come dal bando di concorso e dagli atti della procedura, è tale da sottrarsi alle doglianze prospettate dal ricorrente e successivo appellante. Progetti da valutare. In particolare, la valutazione di ciascun progetto era effettuata da un panel di due revisori indipendenti , scelti dalla Commissione, nel rispetto delle garanzie dell’anonimato, da un albo predisposto dal Ministero utilizzando determinate parole chiave che i revisori hanno precedentemente adottato per caratterizzare il proprio profilo di competenza. Ciascun revisore, previa dichiarazione di competenza nell’esame dei progetti affidati, esaminato il progetto, avrebbe fornito un dettagliato giudizio collegiale circa la qualità e la fattibilità del progetto stesso, la qualificazione scientifica dei docenti proponenti e l’idoneità dei gruppi operativi a svolgere l’attività prevista punto 3 del bando e pag. 2 della relazione finale predisposta dalla commissione . La Commissione, in pratica, avrebbe avuto esclusivamente il compito di effettuare la valutazione della congruità sulla base della valutazione effettuata dagli esperti e di predisporre una lista di priorità dei progetti da finanziare . L’anonimato dei referees a garanzia dei progetti migliori. In sostanza, contrariamente a quanto asserito dall’appellante, era stata assicurata una adeguata competenza scientifica e professionale dei revisori, anche in relazione al fatto che erano state previste modalità di svolgimento della valutazione ed era stato indicato il ruolo dei revisori e della commissione. Tale sistema, peraltro, per le modalità di funzionamento, garantendo l’anonimato e la competenza del revisori, non è in contrasto con l'art. 97 Cost. questione anche sollevata dall'appellante , ma anzi pare conforme ai principi costituzionali di buon andamento e di imparzialità dell’azione amministrativa. Infatti, la valutazione attribuita a referees anonimi, selezionati in modo da garantirne la specifica competenza nei diversi settori di interesse, assicura, tra l’altro, che gli stessi possano svolgere la propria attività di valutazione dei progetti ai fini dell’ammissione al finanziamento in modo obiettivo, senza rischio di condizionamento esterno, ed efficace, assicurando la scelte dei migliori progetti.

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 13 novembre 2012 - 8 febbraio 2013, n. 706 Presidente Severini Estensore Lopillato Fatto e diritto 1. Il Prof. Antonio Giuditta, ordinario di fisiologia nella Facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali dell’Università di Napoli Federico II, ha partecipato al concorso, bandito dal Ministero dell’Università e della ricerca con decreto del 23 febbraio 2005, n. 287, per il cofinanziamento di progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale al fine di sostenere finanziariamente attività di ricerca di eccellenza [] per lo sviluppo culturale e scientifico del Paese e per il conseguimento di nuovi avanzamenti nelle conoscenze . Con nota del 22 dicembre 2005, prot. n. 92, il progetto è stato escluso dal finanziamento. Tale atto, unitamente alle valutazioni espresse dalla Commissione, è stato impugnato al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, Roma. 1.1. Il Tribunale amministrativo, con sentenza 16 luglio 2007, n. 6406, ha rigettato il ricorso. 2. La sentenza è stata impugnata per i motivi qui indicati e analizzati. 2.1. Con un primo motivo si assume che non si comprenderebbero quegli elementi minimi ed imprescindibili ai fini della verifica anche a posteriori sulla correttezza della procedura di valutazione . In particolare, non risulterebbero la competenza dei revisori, le modalità di svolgimento della valutazione, nonché se la stessa sia stata effettuata dalla commissione, da revisori anonimi o da un unico revisore. Il motivo non è fondato. L’amministrazione ha utilizzato, per la selezione dei progetti da finanziare, il sistema detto di revisione dei pari , o revisione paritaria o peer review , che, come dal bando di concorso e dagli atti della procedura, è tale da sottrarsi alle doglianze prospettate dall’appellante. In particolare, la valutazione di ciascun progetto è effettuata da un panel di due revisori indipendenti , scelti dalla Commissione, nel rispetto delle garanzie dell’anonimato, da un albo predisposto dal Ministero utilizzando determinate parolechiave che i revisori hanno precedentemente adottato per caratterizzare il proprio profilo di competenza. Ciascun revisore, previa dichiarazione di competenza nell’esame dei progetti affidati, esaminato il progetto, fornirà un dettagliato giudizio collegiale circa la qualità e la fattibilità del progetto stesso, la qualificazione scientifica dei docenti proponenti e l’idoneità dei gruppi operativi a svolgere l’attività prevista punto 3 del bando e pag. 2 della relazione finale predisposta dalla commissione . La Commissione ha esclusivamente il compito di effettuare la valutazione della congruità sulla base della valutazione effettuata dagli esperti e di predisporre una lista di priorità dei progetti da finanziare . Da quanto esposto risulta che, contrariamente a quanto asserito dall’appellante, è assicurata una adeguata competenza scientifica e professionale dei revisori, sono previste modalità di svolgimento della valutazione ed è indicato il ruolo dei revisori e della commissione. 2.2. Con un secondo motivo, connesso al primo, si assume che, in ogni caso, questo sistema di valutazione sarebbe contrasto con l’art. 97 Cost., con conseguente richiesta di rimessione della questione di legittimità costituzionale alla Corte costituzionale. Il motivo, a parte la mancata indicazione delle fonte normativa primaria che si assume illegittima, è manifestamente infondato riguardo all’assunto di illegittimità costituzionale e comunque infondato nel merito. Tale sistema, infatti, per le modalità di funzionamento, garantendo l’anonimato e la competenza del revisori, non pare in contrasto, ma anzi pare conforme ai principi costituzionali di buon andamento e di imparzialità dell’azione amministrativa. Infatti, la valutazione attribuita a referees anonimi, selezionati in modo da garantirne la specifica competenza nei diversi settori di interesse, assicura, tra l’altro, che gli stessi possano svolgere la propria attività di valutazione dei progetti ai fini dell’ammissione al finanziamento in modo obiettivo, senza rischio di condizionamento esterno, ed efficace, assicurando la scelte dei migliori progetti. 2.3. Con un terzo e quarto motivo si deduce la violazione della clausola del bando che prevede che non saranno presi in considerazione per l’eventuale finanziamento i progetti che abbiano conseguito un punteggio complessivo inferiore a 45/69 . Nella specie il punteggio complessivo ottenuto è stato pari a 47/60. Inoltre, viene dedotta l’illogicità dei criteri di valutazione adottati dalla commissione. In particolare, nonostante l’appellante sia considerato uno scienziato bene affermato con esperienza ampia, notevole conoscenza di diversi argomenti neurobiologici e un insieme di pubblicazioni di qualità , il progetto non è stato ritenuto finanziabile. I motivi non sono fondati. In primo luogo, deve rilevarsi che la riportata clausola del bando non è stata violata, in quanto intende solo porre un concreto livello minimo di apprezzabilità per procedere alla valutazione comparativa dei progetti, il che rappresenta un corretto e lineare metodo per garantire efficienza ed economicità all’azione di selezione. I progetti sotto tale limite ragionevolmente non vengono esaminati perché comunque ritenuti già inidonei, mentre gli altri vengono posti in comparazione. Nella specie, il progetto dell’appellante è stato ritenuto superiore al detto limite, ma non sufficiente per essere incluso nell’ambito dei progetti finanziabili. Dall’analisi della relazione finale risulta infatti che la Commissione tenuto conto delle richieste finanziarie dei progetti validi e delle risorse disponibili, ha proposto al Ministero di finanziare tutti i progetti con punteggio maggiore od uguale a 55/60 . In secondo luogo, la valutazione positiva relativa all’autore del progetto, cioè al soggetto proponente, non forma oggetto della selezione e comunque non implica di necessità una altrettanto valutazione positiva relativo al progetto, cioè all’oggetto di questo giudizio. Nella specie, tale progetto, pur essendo stato considerato sufficiente, è stato ritenuto, comunque, dai revisori dispersivo e gli obiettivi a lungo termine non sempre [] chiaramente definiti . 2.4. Con un quinto motivo si deduce che l’atto impugnato in primo grado oltre a risultare non conforme ai principi formali stabiliti in materia di procedure concorsuali, non reca [] alcuna indicazione in ordine all’inizio e alla chiusura delle operazioni della commissione stessa . Inoltre, la graduatoria concorsuale definitiva [] omette di indicare i punteggi ottenuti dai progetti ammessi al cofinanziamento . Il motivo non è fondato, in quanto a è del tutto generico e non precisato quanto a precetti il richiamo ai principi stabiliti in materia di procedure concorsuali b la data di inizio e chiusura dei lavori della commissione costituisce, ove effettivamente omessa e in mancanza di indicazioni circa l’incidenza sulle valutazioni effettuate, una mera irregolarità non invalidante c la commissione ha chiaramente indicato che sono ammessi al cofinanziamento tutti i progetti che hanno ottenuto un punteggio maggiore o uguale a 55/60. 2.5. Con un sesto motivo viene dedotta la violazione del principio di parità di trattamento. Infatti, dall’esame dell’elenco dei progetti ammessi al cofinanziamento risulterebbe che quattro progetti fanno capo al Dipartimento di Biologia strutturale e funzionale, mentre, al contrario, nessuno dei progetti presentati dai membri del Dipartimento delle scienze biologiche è stato finanziato . Infine, si sottolinea la commissione di garanzia, procedendo ad una valutazione comparativa di tutti i progetti, avrebbe potuto e dovuto riesaminare il progetto dell’appellante [] anche, se necessario, con l’assistenza diretta del coordinatore del progetto, per ogni eventuale precisazione e chiarimento . Il motivo non è fondato. L’autonomia dei due Dipartimenti unitamente alla specificità di ciascun progetto impedisce già di suo di ritenere comparabili in punto di eguaglianza i due progetti e dunque sussistente la dedotta violazione della parità di trattamento. Nessuna disposizione contenuta nel bando prevedeva, del resto, che la commissione avrebbe dovuto procedere a una valutazione comparativa dei progetti nel rispetto delle modalità indicate dall’appellante. 3. L’appellante è condannato al pagamento, in favore del Ministero, delle spese processuali che si determinato in euro 3.000,00 tremila oltre iva e cpa. P.Q.M. Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, definitivamente pronunciando a rigetta l’appello proposto con il ricorso indicato in epigrafe b condanna l’appellante al pagamento, in favore del Ministero, delle spese processuali che si determinato in euro 3.000,00 tremila , oltre iva e cpa. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.