Mafia e terrorismo: corsia preferenziale europea per lo scambio di dati

Il protocollo di coordinamento del 2003 raddoppia con Epoc II per garantire la circolarità delle informazioni sui due canali d'indagine. D'accordo il procuratore Grasso in alcuni casi sono stati verificati scambi di armi contro droga

Un canale privilegiato di collegamento a livello europeo per le indagini sulla criminalità organizzata e sul terrorismo. Questo lo scopo del progetto Epoc II European Pool against Organized Crime promosso dal ministero della Giustizia e presentato giovedì e venerdì scorsi a Roma, volto proprio a favorire un più efficace scambio delle informazioni su terrorismo e criminalità a livello di cooperazione tra i Paesi europei. Epoc, varato nel 2003, è attualmente in fase sperimentale in Italia, Francia, Romania e Slovenia ed è utilizzato come sistema di gestione dei casi . A concludere la due giorni di presentazione erano presenti Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea e commissario per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza della Ue, il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, Cesare Martellino, membro nazionale europeo presso Eurojust, l'Alto commissario alla corruzione Gianfranco Tatozzi e la responsabile del progetto per il ministero della Giustizia Ileana Fedele sul sito della Giustizia è disponibile anche una dimostrazione del progetto . Progetti come questo - ha detto Frattini - portano risultati operativi concreti, danno un grande valore aggiunto all'Europa. È un'idea del ministero della Giustizia italiano che è stata seguita dalla convinta cooperazione da altri Paesi europei, ora bisogna completare il collegamento di Eurojust con i punti di contatto nazionali . Ad illustrare l'obbiettivo principale del piano è stato Cesare Martellino creare a livello europeo una banca dati per l'analisi dei fenomeni che possa anche dare un impulso concreto alle indagini . Per Roelof-Jan Manschot, vicepresidente di Eurojust bisogna essere fieri di questo risultato, un contributo importante per la sicurezza dei cittadini europei . Con questo strumento - ha detto la responsabile del progetto Ileana Fedele - Eurojust ha creato il primo sistema informatico a livello europeo. In due anni le difficoltà incontrate sono state quelle di dover interloquire con un organismo nel quale siedono i 25 paesi membri con cultura e approccio giuridico differenti . Dopo gli attentati di Madrid e Londra, ha proseguito, il progetto è stato sviluppato sotto il profilo dei dati specifici del terrorismo . Ciascun paese membro inoltre, può personalizzare il sistema con il proprio linguaggio di origine ma tutti i paesi membri di Eurojust riescono a scambiarsi i dati e a trovare i possibili collegamenti di riferimento indipendentemente dalla lingua. Fedele, si è augurata anche che l'iniziativa Epoc II, opportunamente finanziata dalla Commissione europea, possa utilmente svilupparsi e rappresentare un concreto punto di riferimento per incrementare il livello della cooperazione fra i Paesi europei nelle attività di contrasto al terrorismo e della criminalità transnazionale . La prevenzione è possibile se si hanno a disposizione dati significativi ha detto l'Alto commissario Tatozzi, per questo - ha continuato - è importante il progetto basato sullo scambio di informazioni. La corruzione è un danno per i sistemi economici, ma dare una immagine del fenomeno che non risponde alla realtà crea un danno ancora maggiore . Secondo Frattini, entro la fine del 2007, un terreno comune di libero scambio informativo a livello europeo sarà realtà e il suo impegno sarà proprio quello di favorire un afflusso continuo di dati con una particolare attenzione, però, ai dati sensibili. Il progetto, infatti, dovrà essere accompagnato, secondo il commissario europeo, da una decisione quadro sulla protezione dei dati personali se aumentiamo la circolazione delle informazioni utili alla prevenzione della criminalità e del terrorismo - ha detto - in parallelo dobbiamo anche salvaguardare i dati personali per la libertà dei cittadini . Di necessario collegamento tra le indagini ha parlato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso secondo il quale sono ipotizzabili collegamenti operativi tra terrorismo e criminalità organizzata, perché le indagini hanno consentito di verificare in alcuni casi scambi di armi contro droga. È importante mantenere il canale di collegamento tra le indagini sulla criminalità organizzata e le indagini sul terrorismo - ha detto - perché soprattutto queste ultime dal punto di vista strutturale non hanno nulla di diverso da quelle sulla criminalità organizzata. Abbiamo già lo strumento per poter al meglio utilizzare tutte le informazioni che abbiamo sul terrorismo . La risposta migliore che possiamo dare in termini di catalogazione delle informazioni per un serbatoio comune in cui i dati si fondono - ha continuato - si completano e si elaborano risultando utili per tutti coloro che vogliono utilizzarli. È un passo ulteriore verso l'armonizzazione normativa e operativa dei vari Stati. L'auspicio è che questa collaborazione tra autorità giudiziarie italiane, Direzione nazionale antimafia, Euojust e altri Paesi europei possa proseguire con uno strumento all'avanguardia per i risultati che intendiamo conseguire . Per questo il tempo delle rogatorie secondo Grasso è superato perché la velocità delle indagini - ha detto - permette di eseguire mandati di cattura contemporaneamente in più stati e questo si può ottenere solo con un contatto diretto tra le magistrature . Un esempio fra tutti, quello di una indagine contro una organizzazione che gestiva gli ingressi di clandestini nei paesi dell'Unione conclusasi un paio di giorni fa con arresti scattati in vari stati. Il risultato eccezionale - ha detto - è scaturito proprio dal lavori di coordinamento . p.a.