La Finanziaria e gli enti previdenziali privatizzati

di Paolo Rosa

di Paolo Rosa* All'articolo 766 della Finanziaria 2007 così è scritto Nel rispetto dei principi di autonomia affermati dal D.Lgs 509/94, e dal D.Lgs 103/96, e con esclusione delle forme di previdenza sostitutive dell'assicurazione generale obbligatoria, allo scopo di assicurare l'equilibrio di bilancio in attuazione di quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, del suddetto D.Lgs 509/94, la stabilità delle gestioni previdenziali di cui ai predetti decreti legislativi è da ricondursi ad un arco temporale non inferiore ai 30 anni. Il bilancio tecnico di cui al predetto articolo 2, comma 2, è redatto secondo criteri determinati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentite le associazioni e le fondazioni interessate, sulla base delle indicazioni elaborate dal Consiglio nazionale degli attuari nonché dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. In esito alle risultanze e in attuazione di quanto disposto dal suddetto articolo 2, comma 2, sono adottati dagli enti medesimi, i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell'equilibrio finanziario di lungo termine, avendo presente il principio del pro rata in relazione alle anzianità già maturate rispetto alla introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti e comunque tenuto conto dei criteri di gradualità e di equità fra generazioni. Qualora le esigenze di riequilibrio non vengano affrontate, dopo aver sentito l'ente interessato e la valutazione del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, possono essere adottate le misure di cui all'articolo 2, comma 4, del D.Lgs 509/94. Sono fatti salvi gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti di cui al comma 1 ed approvati dai Ministeri vigilanti prima dell'entrata in vigore della presente legge . La Finanziaria 2007 da un lato riconosce e ribadisce il rispetto dei principi di autonomia affermati dal D.Lgs 509/94 e dal D.Lgs 103/96 e dall'altro, nel ricondurre la stabilità delle gestioni previdenziali ad un arco temporale non inferiore ai 30 anni dai 15 precedenti , autorizza gli enti medesimi ad adottare i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell'equilibrio finanziario di lungo termine. L'emendamento supera la giurisprudenza di merito e di legittimità che si era formata sulla base della vecchia dizione della norma per la quale gli enti privatizzati poteva adottare provvedimenti di variazione delle aliquote contributive, di riparametrazione dei coefficienti di rendimento o di ogni altro criterio di determinazione del trattamento pensionistico nel rispetto del principio del pro rata in relazione alle anzianità già maturate rispetto all'introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti. Già con la Sentenza 22240/04, la CORTE di CASSAZIONE aveva relegato l'autonomia delle Casse nell'ambito della stretta interpretazione dell'articolo 3 comma 12 Legge 335/95 Nella fattispecie all'esame della Corte, l'iscritto alla Cassa dei Ragionieri e Periti Commerciali aveva proposto ricorso per ottenere declaratoria di invalidità della delibera 28.06.97 del Comitato dei Delegati che aveva introdotto il massimale tetto del trattamento pensionistico, e, per l'effetto, il riconoscimento del diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico sulla base del regime vigente anteriormente alla introduzione del tetto. La CORTE aveva osservato che l'autonomia degli stessi enti, incontra i limiti imposti - oltre che dalla stessa disposizione che la prevede articolo 2 D.Lgs 509/94 comma 1 , anche dalla previsione specifica nel secondo periodo dello stesso articolo 3 comma 12 legge 335/95 dei provvedimenti che gli enti possono adottare in funzione, appunto, dell'obiettivo perseguito. Si tratta, come è stato riferito, dei provvedimenti di variazione delle aliquote contributive, di riparametrazione dei coefficienti di rendimento o di ogni altro criterio di determinazione del trattamento pensionistico nel rispetto del principio del pro rata in relazione alle anzianità già maturate rispetto alla introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti . Ne risulta, quindi, non solo la definizione dei tipi di provvedimenti da adottare - identificati, appunto, in base al loro contenuto variazione delle aliquote contributive, di riparametrazione dei coefficienti di rendimento o di altro criterio di determinazione del trattamento pensionistico - ma anche la imposizione del rispetto del principio del pro rata Coerentemente, l'autonomia degli enti previdenziali privatizzati può esercitarsi - entro gli stessi limiti - nella scelta, cioè, di uno di quei provvedimenti ed, in ogni caso, nel rispetto del principio del pro rata Conseguentemente la Corte aveva ritenuto che esula, tuttavia, dal novero una sorta di numerus clausus degli stessi provvedimenti e risulta incompatibile, peraltro, con il rispetto del principio del pro rata - qualsiasi provvedimento degli enti previdenziali privatizzati, . . .che introduca - a prescindere dal criterio di determinazione del trattamento pensionistico - il massimale tetto , quale limite esterno, dello stesso trattamento. Intanto la imposizione di un massimale tetto - al trattamento pensionistico a carico dell'ente previdenziale privatizzato - non integra, all'evidenza, né una variazione delle aliquote contributive , né una riparametrazione dei coefficienti di rendimento . Alla stessa conclusione deve pervenirsi, tuttavia, con riferimento ad ogni altro criterio di determinazione del trattamento pensionistico . La previsione relativa - aggiunta, in via emendativa, al testo originario del disegno di legge A.S. n. 1953, A.C. n. 2649, 12 legislatura , nel corso dell'esame parlamentare - intende riferirsi, infatti, a tutti i provvedimenti che - al pari di quelli specificamente identificati nominatim di variazione delle aliquote contributive , appunto e di riparametrazione dei coefficienti di rendimento - incidano su ogni altro criterio di determinazione del trattamento pensionistico Ne esula quindi qualsiasi provvedimento che - lungi dall'incidere sui criteri di determinazione del trattamento pensionistico - imponga, comunque, un massimale tetto allo stesso trattamento - già determinato, in base ai criteri ad esso applicabili - quale limite esterno della sua misura . Oltre alla assorbente ragione di ordine tipologico , la Corte aveva ravvisato ulteriore profilo di illegittimità del provvedimento assunto dalla Cassa nel mancato rispetto del principio del pro rata in relazione alle anzianità già maturate rispetto alla introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti ne risulta implicitamente escluso, infatti, qualsiasi provvedimento che - non incidendo sui criteri di determinazione del trattamento ma, in ipotesi, soltanto sullo stesso trattamento, già determinato, in base ai criteri ad esso applicabili - non sia compatibile con il rispetto del principio del pro rata, in quanto il principio stesso è stabilito, proprio, in relazione alle anzianità già maturate, che concorrono appunto, alla determinazione di quel trattamento. Del resto è stata proprio l'adozione del sistema contributivo - per il calcolo del trattamento pensionistico - ad essere considerata quale uno e, forse, il più importante degli altri criteri di determinazione dello stesso trattamento. Né può essere trascurato che l'adozione del sistema contributivo - siccome definito ai sensi della presente legge e, quindi, con il rispetto del principio del pro rata - risulta contestualmente prevista dall'ultimo periodo dello stesso articolo 3, comma 12, legge 335/95 , sia pure come intervento strutturale riservato alla autonomia degli enti previdenziali privatizzati Gli enti possono optare per l'adozione del sistema contributivo . All'evidenza irragionevole risulterebbe, infatti, una qualsiasi soluzione diversa con riferimento alla ipotesi - che qui interessa - di adozione dello stesso sistema contributivo, quale provvedimento congiunturale, in funzione dell'obiettivo di cui all'articolo 3, comma 12, legge 335/95 . - la soluzione prospettata risulta, altresì, coerente con la ratio legis, che - nella realizzazione dell'obiettivo perseguito di cui all'articolo 3, comma 12, legge 335/95 , di assicurare equilibrio di bilancio e stabilità nelle rispettive gestioni - intende salvaguardare, tuttavia, le posizioni già maturate dagli assicurati - mediante l'imposizione appunto del rispetto del principio del pro rata, ai provvedimenti, con esso compatibili, individuati contestualmente - conciliando, così, la tendenziale corrispondenza tra contributi e prestazioni - come stabilita, pro rata appunto, da ciascuna delle discipline che si siano succedute nel tempo - con il principio della solidarietà articolo2 Costituzione , coerente, da un lato con la natura pubblica dell'attività svolta - svolta dagli stessi enti, anche dopo la loro privatizzazione articolo 2, comma 1 D.Lgs 509/94 . In conclusione, con la Sentenza 22240/04, la CORTE aveva affermato il seguente principio di diritto Gli enti previdenziali privatizzati quale l'Associazione Cassa Nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali non possono adottare - in funzione dell'obiettivo di cui all'articolo 3, comma 12, legge 335/95 , di assicurare equilibrio di bilancio e stabilità delle rispettive gestioni - provvedimenti che - lungi dall'incidere sui criteri di determinazione del trattamento pensionistico - impongano un massimale tetto allo stesso trattamento quale nella specie la delibera - e, come tali, risultino peraltro incompatibili con il rispetto del principio del pro rata, in relazione alle anzianità già maturate rispetto alla introduzione delle modifiche derivanti dagli stessi provvedimenti . Anche la successiva Sentenza 11792/05, ancora interessante la Cassa dei Ragionieri e periti commerciali, aveva stabilito che una volta maturato il diritto alla pensione di anzianità, l'ente previdenziale debitore non può con atto unilaterale, regolamentare o negoziale, ridurne l'importo, tantomeno adducendo generiche ragioni finanziarie, poiché ciò lederebbe l'affidamento del pensionato tutelato dall'articolo 3 secondo comma Costituzione, nella consistenza economica del proprio diritto soggettivo . La Sentenza della CORTE di CASSAZIONE 7010/05 era intervenuta - nella diversa fattispecie di un ricorso per la condanna della Cassa di Previdenza dei Geometri al ripristino dell'erogazione della pensione di anzianità goduta dal 1.9.95 e che era stata sospesa dal Marzo 2000 in applicazione della delibera del Comitato dei Delegati del 22.1.97, prevedente una nuova causa di incompatibilità, consistente nello svolgimento di qualsiasi attività di lavoro autonomo, anche occasionale la causa di incompatibilità è stata ravvisata nell'aver rivestito alcune cariche sociali - per affermare i principi già affermati con la Sentenza 22240/04. La Corte aveva, infatti, ritenuto che - il D.Lgs n. 509/94, nel disciplinare la trasformazione in soggetti di diritto privato associazioni o fondazioni di taluni enti pubblici gestori di assicurazioni previdenziali obbligatorie, ha attribuito ai soggetti trasformati una autonomia organizzativa che, se poteva riguardare la gestione delle risorse economiche disponibili, non incideva affatto né sulla natura pubblicistica dei rapporti inerenti alle assicurazioni gestite, né sulla disciplina sostanziale di tali assicurazioni cfr.Corte Costituzione n. 248 del 1997 e n. 15 del 1999 . In particolare non ha attribuito agli enti il potere di incidere sulla disciplina dei contributi e delle prestazioni, salvi i poteri di cui essi eventualmente già disponessero sulla base della normativa preesistente. Ciò trova conferma inequivoca nell'articolo 3 comma 2 lett. b , che ha previsto l'approvazione ministeriale delle delibere in materia di contributi e prestazioni, sempre che la relativa potestà sia prevista dai singoli ordinamenti vigenti , - la disciplina in materia è stata senza dubbio profondamente innovata dall'articolo3 comma 12 della Legge 335/95, che, nel perfezionare le disposizioni dirette alla garanzia di stabilità di bilancio degli enti in questione, ha attribuito a questi ultimi incisivi poteri in materia di contributi e prestazioni. Però la legge ha fatto riferimento alla riparametrazioni dei coefficienti di rendimento e di ogni altro criterio di determinazione del trattamento pensionistico nel rispetto del principio del pro rata in relazione alle anzianità maturate rispetto alla introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti . - pertanto i poteri attribuiti riguardano i criteri di determinazione della misura dei trattamenti pensionistici - peraltro con una severa protezione delle situazioni in via di maturazione cfr. il criterio del pro rata - e non anche i requisiti per l'accesso ai medesimi o per la loro concreta fruizione. Ciò non è smentito dalla successiva disposizione dello stesso comma in materia di pensionamenti anticipati di anzianità per i quali è prevista, con efficacia non retroattiva, l'estensione di disposizioni sui requisiti minimi di età e di contribuzione previsti dall'articolo1, commi 17 e 18 . La più recente pronuncia n. 17783/05 - intervenuta anch'essa in fattispecie di annullamento da parte della Cassa dei Geometri del provvedimento di concessione della pensione per incompatibilità svolgimento di attività di impresa - richiama pedissequamente i principi affermati nella Sentenza 7010/05. Anche la sentenza della CORTE di CASSAZIONE n. 16650/05 era intervenuta nella fattispecie di una pensione di anzianità revocata dalla Cassa dei Geometri a causa dell'asserito svolgimento di attività professionale incompatibile iscrizione nel registro dei revisori dei conti a seguito dell'ampliamento del regime della incompatibilità a qualsiasi attività di lavoro autonomo anche occasionale, disposta dall'articolo 3 della Delibera 22.12.1997. Tale pronuncia è incentrata sulla stretta interpretazione della norma dell'articolo 3 comma 12 della Legge 335/95, e, tuttavia, presenta un profilo di originalità costituito dal seguente richiamo ai principi affermati dalla giurisprudenza costituzionale A al legislatore, gli articoli 3 e 38 della Costituzione permettono di ridurre l'ammontare del trattamento per esigenze di contenimento delle spese, ma non di eliminare un trattamento già conseguito dall'assicurato così frustrando il suo affidamento nel quadro normativo esistente nel momento del pensionamento Sent. 211 del 1997 o addirittura incidendo su trattamenti non ancora attivati Sent. 446 del 2002 . B la riduzione del beneficio deve essere graduale, sempre a tutela dell'affidamento del pensionato sulle risorse economiche conseguite e necessarie alle sue esigenze di vita sent. 240 del 1994 , eventualmente con cristallizzazione al momento attuale e riassorbimento della perequazione automatica sentt.114, 164, 257 del 1992, 15 del 1994 . Sotto questo profilo la CORTE di CASSAZIONE aveva ritenuto la inapplicabilità di una deliberazione privatistica, idonea non già a diminuire ma a cancellare un trattamento pensionistico, a pensioni conseguite prima della sua adozione . Ne consegue che, una volta approvata la Finanziaria 2007 anche alla Camera dei Deputati, il Parlamento nel riaffermare l'autonomia degli Enti previdenziali privatizzati li avrà autorizzati ad adottare tutti i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell'equilibrio finanziario di lungo termine, avendo presente il principio del pro rata in relazione alle anzianità già maturate rispetto all'introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti e comunque tenuto conto dei criteri di gradualità e di equità fra generazioni. Quest'ultimo passaggio lascia prevedere la possibilità di un'attenuazione del rigido principio del pro rata di modo che le novità possano essere graduali e rispondere ai criteri di equità fra le generazioni. Da ultimo la Finanziaria 2007 fa salvi gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti previdenziali privatizzati ed approvati dai Ministeri vigilanti prima dell'entrata in vigore della presente legge. A questo punto non esistono più ostacoli perché i Ministeri vigilanti approvino, entro il corrente anno, la proposta di riforma della previdenza forense che giace da mesi alla loro attenzione. * Avvocato 5