Porto d'armi, revoca in caso di arresto per possesso (anche minimo) di droga

Il prefetto può vietare la detenzione di armi e munizioni se ritiene fondato il pericolo di abusi

Il prefetto può revocare il porto d'armi al cittadino arrestato per possesso di cocaina e di hashish anche se la dose è minima. A chiarirlo è stata la sesta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 506/06 depositata lo scorso 9 febbraio e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha accolto il ricorso del ministero dell'Interno che si era visto annullare il provvedimento con cui il prefetto della provincia di Salerno aveva revocato ad un cittadino il porto d'armi. Del resto, l'uomo era stato arrestato poiché trovato in possesso di sostanze stupefacenti. Il Tar Campania, accogliendo il ricorso del cittadino aveva ritenuto che in base all'articolo 72 della legge 685/75, nel caso in cui la quantità di droga posseduta non è superiore alla dose minima giornaliera è prevista la sospensione della licenza e non la revoca. Di diverso avviso i giudici di piazza Capo di Ferro. Anche se l'articolo 75 del testo unico 309/90 prevede la sospensione del porto d'armi per coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti, questa norma non incide in alcun modo sul potere del prefetto di vietare la detenzione di armi e munizioni. Se a tutto ciò si aggiunge che l'uomo è stato trovato in possesso non solo di droghe pesanti ma anche della propria pistola il pericolo che abusi dell'arma non è poi così scontato. Per cui, la revoca è del tutto legittima. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 8 novembre 2005-9 febbraio 2006, n. 506 Presidente Varrone - Estensore De Nictolis Ricorrente ministero dell'Interno Fatto e diritto 1. Il Prefetto della provincia di Salerno con provvedimento dell'8 giugno 1992, n. Anumero -863-6D/R/DIV.P.A. disponeva nei confronti dell'odierno appellato la revoca della licenza di porto di pistola, e il divieto di detenere armi e munizioni. Tanto, a seguito di arresto dell'appellato per possesso di cocaina e hascisc, anche se in prosieguo il procedimento penale veniva archiviato perché la quantità di stupefacente detenuta non superava il multiplo della dose minima giornaliera, in principio attivo. 1.1. Il Tar adito dall'interessato, con la sentenza in epigrafe, annullava il provvedimento amministrativo, ritenendo che in base all'articolo 72, legge 685/75, in caso di detenzione di sostanze stupefacenti in misura non superiore a quella media giornaliera, è prevista la sanzione della sospensione del porto d'armi, ma non la revoca dello stesso. 1.2. Ha proposto appello l'amministrazione dell'interno, osservando che in caso di detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale, sebbene il fatto non sia penalmente rilevante, l'autorità di pubblica sicurezza ha il potere di valutare se il soggetto è moralmente idoneo ai fini della licenza di porto d'armi, e può revocare la licenza in caso di abuso o pericolo di abuso. Nella specie, l'appellato, al momento in cui è stato trovato in possesso delle sostanze stupefacenti, circolava armato. 1.3. La quarta sezione del Consiglio di Stato, con l'ordinanza in epigrafe indicata, ha sospeso l'esecuzione della sentenza. 2. L'appello è fondato. Vero è che l'articolo 75, Tu 309/90, prevede la sospensione della licenza di porto d'armi, per i soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti. Ma tale sanzione, che è indefettibile a meno che non si attui il programma di cura previsto dal medesimo articolo, non incide sul potere generale del Prefetto di vietare la detenzione di armi e munizioni ai soggetti ritenuti capaci di abusarne, ai sensi degli articoli 39, 43, 10 e 11, Tu 773/31. Invero, il potere del prefetto di vietare la detenzione di armi e munizioni ai soggetti ritenuti capaci di abusarne, previsto dall'articolo 39, Tu 773/31, non è venuto meno a seguito dell'articolo 75, Tu 309/90, che prevede la sola sospensione del porto d'armi nei confronti di soggetti che fanno uso personale di sostanze stupefacenti. Nel caso di specie l'uso di sostanze stupefacenti, e l'essere stato il soggetto trovato in possesso dell'arma mentre era altresì in possesso delle sostanze stupefacenti, in luogo non privato, denotano in maniera univoca il concreto pericolo di abuso dell'arma, e giustificano il provvedimento di revoca. 3. Per quanto esposto, l'appello va accolto. Le spese di lite possono tuttavia essere compensate. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione sesta , definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie. Spese compensate. Ordina che la Pa dia esecuzione alla presente decisione. 2 N.R.G. 3298/1999 FF