Appalti nulli se la commissione si riposa e operano i consulenti

Accolto il ricorso di una società che si era vista escludere da una gara in base alla decisione dei tecnici esterni. Per il Tar Sicilia però sebbene gli esaminatori siano già degli esperti possono comunque ricorrere all'ausilio di altri colleghi

Appalti, la commissione può avvalersi di consulenti esterni a condizione che questi ultimi non la sostituiscano nelle decisioni. Lo ha stabilito la terza sezione del Tar Sicilia con la sentenza 862/06 depositata lo scorso 5 giugno e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici catanesi hanno accolto il ricorso di una società che si era vista escludere in base alla decisione dei consulenti esterni alla commissione di gara. Il tribunale siciliano ha ammesso, tuttavia che l'organo può ricorrere all'ausilio di tecnici esterni a condizione, però, che non svolgano un'attività di propria pertinenza. Del resto, nel caso in esame, i consulenti tecnici esterni non si sono limitati a compiere attività di tipo istruttorio o conoscitivo e di mero supporto all'operato del seggio di gara unica ipotesi che consentirebbe di derogare al principio del collegio perfetto , ma hanno compiuto direttamente ed autonomamente tutte le attività comportanti giudizi e conseguenti provvedimenti, peraltro partecipando in maniera illegittima ai lavori della Commissione. Questi ultimi, così facendo si sono integralmente e illegittimamente sostituiti alla Commissione di gara, che ha acriticamente accolto le valutazioni dei tecnici, senza operare alcuna autonoma valutazione ed esternare il proprio giudizio. A questo punto occorre capire come mai una commissione di gara che comunque è composta anche di tecnici avrebbe bisogno di ulteriori consulenti esterni per svolgere il proprio incarico. Ma forse a questa domanda non c'è risposta e le consulenze continuano a essere incrementate nonostante gli appelli a limitarle che provengono da più parti. cri.cap

Tar Sicilia - Sezione di Catania - sentenza 11 maggio-5 giugno 2006, n. 862 Presidente e relatore Salamone Ricorrente Presifarm di D'Arrigo Tommaso & C. Sas Fatto Con il ricorso ricorso principale si chiede l'annullamento della delibera dirigenziale del 18 ottobre 2005, numero 784, pubblicata all'Alb dell'Azienda dal 23 Ottobre al 6 Novembre 2005, con cui l'Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina - Policlinico Gaetano Martino , ha approvato gli atti di gara e disposto l'aggiudicazione del pubblico incanto indetto per l'affidamento della fornitura triennale, in regime di somministrazione, di cinquanta lotti di materiale sanitario per 1'U.O.C. di Urologia dell'Azienda stessa, limitatamente al lotto l nonché, ove occorra e nei limiti di interesse, di tutti gli atti e verbali di gara, ed in particolare quelli delle sedute pubbliche del 13 luglio 2004, del 27 settembre 2004, del 25 ottobre 2004, del 19 gennaio 2005, del 10 marzo 2005 e del 16 maggio 2005, e di tutti gli atti e/o provvedimenti, comunque denominati, adottati dai consulenti tecnici ed i pareri legali richiamati per relazionem nei suddetti verbali, nonché di ogni altro atto o provvedimento, precedente o successivo, comunque connesso presupposto e/o consequenziale ivi espressamente compresi, nei limiti di interesse ed in quanto occorra, il bando di gara, il capitolato speciale d'appalto ed il disciplinare di partecipazione, approvati dall'Azienda con la delibera del Direttore Generale del 21 aprile 2004 numero 503, nonché la delibera-di nomina della Commissione di Gara del 22 Giugno 2004 numero 45 nonché quella di nomina dei Consulenti Tecnici. A sostegno del gravame si muovono le seguenti censure - violazione del principio del collegio perfetto della commissione di gara in relazione all'articolo 97 della Costituzione violazione del disciplinare di gara ed eccesso di potere per travisamento, carenza di motivazione ed istruttoria, sviamento. L'Amministrazione resistente nel costituirsi in giudizio ha chiesto la declaratoria di inammissibilità ed il rigetto del ricorso. Alla pubblica udienza del giorno 11 maggio 2006 la causa è passata in decisione. Diritto 1 - Il ricorso è ammissibile e fondato. Giova premettere che l'Azienda Ospedaliera Universitaria - Policlinico Gaetano Martino di Messina, con delibera del Direttore Generale del 21 aprile 2004 numero 503, ha autorizzato l'espletamento di un pubblico incanto per la fornitura triennale, in regime di somministrazione, di cinquanta lotti di materiale sanitario per l'U.O.C. di Urologia dell'Azienda, per un importo complessivo a base d'asta di euro 1.399.541,20, da aggiudicarsi per ogni singolo lotto, ai sensi dell'articolo 16, lettera b del D.Lgs 358/92 e sulla base dei parametri specificati dall'articolo 6 del Capitolato speciale d'appalto. La gara in questione, e specificamente per quanto attiene l'aggiudicazione del primo lotto, oggetto del giudizio, si è aperta l'l luglio 2004 e si è svolta nelle sedute pubbliche del 13 luglio, del 27 settembre, del 25 ottobre 2004 nonché del 19 gennaio 2005, del 10 marzo e del 16 maggio 2005. Ad essa, hanno partecipato sia la ricorrente Presifarm Sas, che la controinteressata, Rush Srl Per l'aggiudicazione era prevista la procedura disciplinata dall'articolo 16 lettera b del Decreto Legislativo 358/92, sulla base dei seguenti parametri prezzo massimo punti 60 qualità massimo punti 40. La Commissione di gara, tuttavia, con riferimento al medesimo Lotto 1, ritenendo che il prodotto offerto dalla Presifarm per la voce 4 non fosse corrispontente al capitolato di gara, ha escluso la ricorrente. La stessa Commissione, invece, quanto al prodotto offerto per il medesimo Lotto 1 dalla Rush, e cioè dall'unica altra concorrente che ha partecipato per il Lotto in questione, lo ha ritenuto conforme a quanto richiesto dal capitolato, in tutte le sue singole voci. La stessa Commissione ha attribuito alla Rush il massimo del punteggio, aggiudicandole il lotto nonostante il prezzo offerto dalla Presifarm, fosse più conveniente per l'Azienda . I suddetti provvedimenti, tuttavia, non sarebbero stati oggetto della valutazione della Commissione Tecnica appositamente nominata, la quale avrebbe recepito acriticamente, senza alcuna analisi, o verifica, le conclusioni redatte da consulenti tecnici che, non costituiscono affatto una semplice relazione descrittiva dei criteri e delle risultanze dell'esame tecnico dei prodotti offerti, ma lo stesso Giudizio della commissione relativamente all'attribuzione dei punteggi di qualità nei riguardi dei singoli lotti e delle singole offerte così come peraltro testualmente emerge dallo stesso incipit dell'allegato B al verbale del 27 settembre 2004 . 2 - Ciò premesso, vanno preliminarmente esaminate le eccezioni in rito sollevate dalla difesa dell'amministrazione resistente, che non meritano accoglimento. L'Azienda Universitaria Ospedaliera, costituitasi in giudizio, ha eccepito l'inammissibilità del ricorso proposto dalla Presifarm, deducendo tardività e acquiescenza che la stessa società avrebbe manifestato in relazione all'operato ed alla composizione della Commissione dei Tecnici. Quanto alla prima eccezione di tardività sollevata dall'Azienda osserva il Collegio che l'interesse azionato in giudizio dalla ricorrente non è l'interesse finale all'aggiudicazione da soddisfarsi in ipotesi, attraverso l'annullamento del provvedimento di esclusione e la successiva riammissione alla procedura , bensì - così come esplicitato sin dall'atto introduttivo del giudizio - l'interesse strumentale alla rinnovazione delle operazioni di gara, in quanto sarebbero viziate dall'illegittimo operato dei consulenti tecnici. La regola in forza della quale l'impresa concorrente esclusa da una procedura selettiva non è legittimata a proporre censure riguardanti l'ulteriore svolgimento della gara è applicabile in riferimento al caso in cui l'amministrazione non sia più tenuta a ripetere la gara, una volta constatata l'impossibilità di aggiudicarla all'altro concorrente per difetto dei requisiti di ammissione o di partecipazione. Nell'ipotesi, invece, di una gara alla quale partecipino due soli concorrenti deve ritenersi pienamente sussistente l'interesse di ciascuno, sia pure non nella condizione di conseguirne l'aggiudicazione, di vedere annullata l'aggiudicazione disposta in favore dell'altro concorrente, dato l'onere dell'amministrazione di indire una nuova gara alla quale egli può partecipare con la chance di aggiudicarsela. La giurisprudenza ha, infatti, circoscritto la degradazione a mero interesse di fatto dell'interesse alla legittimità dell'azione amministrativa al caso in cui il concorrente escluso non possa comunque rivestire la qualità di aggiudicatario stante la possibilità dell'amministrazione di aggiudicare validamente la gara agli altri concorrenti, quando cioè i concorrenti rimasti in gara siano più di due. Nel caso dell'aggiudicazione in una gara con due soli concorrenti, è, pertanto, ammissibile l'interesse del soggetto escluso ad impugnare l'aggiudicazione all'altro quando la decisione annullatoria degli atti contestati determini il rinnovo delle operazioni concorsuali, atteso il risultato utile che egli ottiene attraverso l'accoglimento della propria domanda, consistente nella possibilità di partecipare al procedimento rinnovato dalla p. a. CdS, Sezione quinta, 6285/05 5583/04 2468/02, 2095/06 . Corollario di tali considerazioni è che, qualora il concorrente escluso da una gara alla quale hanno partecipato due soli concorrenti impugni l'aggiudicazione della gara mirando alla sua integrale ripetizione e cioè, come nel caso di specie, deducendo vizi tali da travolgere l'intero procedimento ed il suo esito , il termine per l'impugnazione non può che farsi decorrere dalla aggiudicazione definitiva della gara e quindi dal momento in cui, secondo i principi generali in materia, si consolidano assumendo rilevanza esterna, tutte le statuizioni e le determinazioni assunte in corso di procedimento dal Seggio di gara . Infondata è, pertanto, la tesi dell'Azienda secondo cui, nel caso di specie, il termine dell'impugnazione dovrebbe farsi decorrere dal provvedimento di esclusione della Presifarm. Altrettanto infondata è l'eccezione di tardività del ricorso sollevata in relazione all'omessa impugnazione del bando di gara e del disciplinare nei prescritti termini di decadenza. A tal riguardo, infatti, giova ricordare il costante orientamento giurisprudenziale secondo il quale l'onere della impugnazione immediata degli atti preliminari sussiste soltanto quando essi contengano prescrizioni che precludano la partecipazione alla procedura concorsuale, o in quei limitati casi in cui gli oneri imposti all'interessato ai fini della partecipazione risultino, manifestamente incomprensibili o implicanti oneri per la partecipazione del tutto sproporzionati per eccesso rispetto ai contenuti della gara o della procedura concorsuale CdS, Ap 1/2003 . Non sussiste tale onere quando si tratti di disposizioni destinate ad operare nella fase applicativa della valutazione delle offerte, alla luce dei principi generali che richiedono, per i fini che interessano, l'identificabilità, in concreto, dei destinatari da esse effettivamente lesi, sulla base dei requisiti di personalità ed attualità che devono caratterizzare sia l'interesse sostanziale sia l'interesse ad agire CdS, Sezione quinta, 1753/06 in senso analogo, CdS, Sezione quarta, 2024/06 Tar Sicilia Catania, Sezione seconda, 194/06 . Orbene, le censure formulate col ricorso introduttivo, riguardando il concreto operato della Commissione di gara nella fase della valutazione delle offerte, rientrano, ad avviso del Collegio, tra quelle che, conformemente ai principi generali, non solo non vanno immediatamente sollevate a pena decadenza, ma che devono essere formulate, a pena di inammissibilità per carenza di interesse e legittimazione, solo all'esito della procedura, e sempre che il ricorrente sia stato effettivamente e concretamente leso dalle relative previsioni del bando. Nessun dubbio può pertanto sorgere in relazione al fatto che rispetto alle clausole della lex specialis che disciplinano le modalità di valutazione delle offerte e la composizione e l'operato della Commissione giudicatrice, non è configurabile alcun onere di immediata impugnazione cfr. sul punto, ex multis, CdS, Sezione quinta, 1079/05 . In conclusione, nel caso di specie, la decorrenza del termine per l'impugnazione non può essere ricollegata né all'adozione del provvedimento di esclusione posto che col ricorso introduttivo è stata prioritariamente impugnata l'aggiudicazione della gara, facendosi valere l'interesse strumentale al rinnovo dalla procedura illegittima , né, tanto meno, all'adozione del bando di gara. Quanto all'ulteriore eccezione pregiudiziale sollevata dall'Azienda in merito alla presunta acquiescenza prestata dalla Presifarm a fronte dell'illegittima composizione e delle attribuzioni della Commissione tecnica, la stessa non merita accoglimento in quanto non sussistono i presupposti che, secondo giurisprudenza consolidata, sono a tal fine necessari. È carente, infatti, sia il carattere di immediata lesività dell'illegittimità poi dedotta col ricorso introduttivo, sia una chiara ed inequivocabile manifestazione di volontà della Presifarm di accettare gli effetti degli atti viziati e di rinunciare quindi alla successiva ed eventuale proposizione di un ricorso giurisdizionale avverso di essi. 3 - Il ricorso è fondato. I consulenti tecnici esterni nominati non si sono limitati a compiere attività di tipo istruttorio o conoscitivo e di mero supporto all'operato del seggio di gara unica ipotesi che consentirebbe di derogare al principio del collegio perfetto , ma hanno compiuto direttamente ed autonomamente tutte le attività comportanti giudizi e conseguenti provvedimenti, peraltro partecipando in maniera illegittima ai lavori della Commissione. Essi in tal modo, si sono integralmente ed illegittimamente sostituiti alla Commissione di gara la quale ha acriticamente accolto le valutazioni dei tecnici, senza operare alcuna autonoma valutazione ed esternare il proprio giudizio . La conferma di ciò si rinviene proprio negli atti e verbali gara, da cui si evince non solo che i consulenti tecnici hanno più volte partecipato alle sedute di gara ma altresì che essi, nonostante le sollecitazioni della Commissione ed in violazione delle differenti indicazioni contenute nel parere legale richiesto dalla stessa Commissione di gara, hanno sempre mantenuto fermi i giudizi e le valutazioni in precedenza espresse, di fatto rifiutandosi di procedere alle verifiche richieste dalla Commissione ed imposte dai canoni di efficienza, efficacia, trasparenza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione , e soprattutto che essi hanno di fatto svolto direttamente ed autonomamente tutte le attività a contenuto decisorio e valutativo che sarebbero spettate alla Commissione di gara. Detta valutazione muove dalle seguenti considerazioni. Sono stati esclusivamente i consulenti tecnici, a provvedere alla descrizione dei criteri adottati per la valutazione dei prodotti offerti, nonché le risultanze dell'esame delle caratteristiche tecniche dei medesimi prodotti esattamente con l'allegato B al verbale numero 3, da cui risulta univocamente tale circostanza . In particolare, col citato allegato B , i consulenti tecnici hanno provveduto ad attribuire i punteggi di qualità ed a escludere la Presifarm, sulla base della presunta non rispondenza d'un prodotto al capitolato ciò, senza alcun intervento di giudizio della Commissione che peraltro, non ne aveva alcuna competenza tecnica . Gli stessi consulenti tecnici inoltre, come risulta da quest'ultimo verbale, hanno prefissato i criteri per la valutazione dei prodotti offerti allorché l'offerta tecnica era stata già aperta . Ancora, nel verbale di gara numero 4, a seguito d'un esposto presentato dalla Presifarm avverso la propria esclusione, si legge che Lotto numero - Presifarm i consulenti, dopo avere esaminato i chiarimenti ed i campioni prodotti dalla predetta ditta, hanno confermato il giudizio espresso nella precedente seduta e cioè che il prodotto di cui alla voce quattro del lottol, non è conforme Per quanto sopra, la Commissione, all'unanimità, esclude la predetta società dal proseiguo della gara per il presente lotto . Infine, con riferimento alle contestazioni sollevate dalla Presifarm riguardo alle difformità del prodotto Rush, la relativa istruttoria ed il giudizio finale, è stato reso sempre dai consulenti, come risulta dal verbale numero 6, in cui si legge che, rispetto a tale contestazione, i consulenti hanno, quindi, formulato un ulteriore relazione della quale viene data lettura. Nella stessa viene affermato che la ditta Rush è ammissibile per l'intero lotto 1 e che la ditta Presifarm deve essere esclusa per il medesimo lotto. Con la predetta relazione vengono, altresì, confermate le valutazioni ed i giudizi espressi nella relazione, già prodotte, riguardante tutti gli atti della gara d'appalto. Nella seduta pubblica di cui al verbale numero 6, innanzi ad ulteriore reclamo della Presifarm, ha direttamente risposto il consulente tecnico Professore Melloni, peraltro illegittimamente presente nel collegio, il quale ribadisce e conferma quanto contenuto nelle proprie relazioni . Da detti elementi documentali il Collegio desume che tutta la procedura, con riferimento ai suoi profili essenziali, è stata in realtà condotta dai consulenti tecnici anzichè, come avrebbe dovuto essere, dalla Commissione di Gara. Tale condotta, per violazione del principio del collegio perfetto e dei fondamentali principi che reggono l'attività delle Commissioni nelle gare d'appalto comporta la illegittimità di tutta la procedura di gara. Nell'ambito di una gara di appalto la commissione giudicatrice, infatti, non può ricorrere all'ausilio di consulenti esterni per lo svolgimento di un'attività di propria pertinenza, con rischio di inammissibili commistioni fra attività di predeterminazione dei criteri valutativi ed attività di giudizio. L'attività istruttoria in favore di un organo collegiale perfetto, come una commissione di gara o di concorso, espletata da un soggetto esterno, può, infatti, concretarsi nella mera acquisizione di conoscenze tecniche estranee alla competenza specifica dei componenti dell'organo, purchè non si risolva in una sostituzione dell'estraneo consulente al collegio perfetto nell'esercizio di competenze riservate in via esclusiva a quest'ultimo CdS, Sezione quinta, 6496/05 . Osserva inoltre il Collegio che la Presifarm è stata illegittimamente esclusa dai consulenti, in quanto un prodotto da essa offerto non sarebbe stato conforme al capitolato. Il requisito della rigatura doveva ritenersi riferito al catetere e non al palloncino voce numero 4 del capitolato, lotto 1 . I consulenti hanno illegittimamente fondato la loro decisione su un errore dattilografico contenuto nel capitolato, essendo stata la descrizione del prodotto parzialmente modificata dall'errata aggiunta di un punto e di una lettera maiuscola Rigato . Il prodotto offerto dalla Presifarm, è, peraltro della tipologia utilizzata dall'Azienda nelle precedenti forniture. Illegittimamente si è attribuito rilievo ad un errore di scrittura, senza peraltro preoccuparsi di prendere in alcuna considerazione i chiarimenti forniti dalla Presifarm, anche sulla funzionalità del prodotto. Un comportamento diametralmente opposto utilizzato dai consulenti nell'esame dei prodotti Rush. La Presifarm invero, nel corso delle varie sedute, ha depositato distinte richieste di verifica sulle caratteristiche tecniche dei prodotti offerti dalla Rush, per il Lotto 1, onde attivare la Commissione ed appurare la piena rispondenza di tali prodotti alle prescrizioni del Capitolato speciale ed in particolare la sussistenza di tutte le caratteristiche tecniche indicate, quali requisiti minimi , nell'Allegato A del medesimo capitolato . La Presifarm, con nota del 27 ottobre 2005, ha, quindi, ulteriormente chiesto all'Azienda, di invitare consulenti tecnici ad effettuare le verifiche richieste in modo dettagliato ed analitico, attenendosi scrupolosamente alle caratteristiche tecniche espressamente richieste nell'Allegato A. Il concetto di equivalenza citato dai consulenti è utilizzabile solo quando, come prevede il comma 6 dell'articolo 8 D.Lgs 358/92, l'oggetto del contratto non può essere descritto diversamente se non con l'indicazione di marche, brevetti o tipi, o con la specificazione di un'origine o di una produzione determinata con conseguente impossibilità di ricorrere al concetto di equivalenza nei casi in cui, come nella specie è avvenuto, vengano in rilievo caratteristiche tecniche, non coperte da brevetti . I consulenti tecnici, presa visione degli atti, hanno redatto una ulteriore relazione, nella quale hanno confermato i giudizi e le valutazioni già espresse in precedenza in merito alla conformità dei prodotti offerti dalla Rush, per il lotto 1 . La Commissione, ha, tuttavia, ritenuto opportuno acquisire sul punto apposito parere legale. Il legale incaricato, con parere del 30 novembre 2005, confermando la fondatezza dei rilievi formulati dalla Presifarm nella propria nota, ha rappresentato all'Amministrazione richiedente che una volta fissati analiticamente i requisiti minimi che il materiale sanitario da fornire deve possedere, non possa l'amministrazione appaltante disattenderli in sede di valutazione tecnica, ammettendo alla gara ditte che offrano beni aventi caratteristiche equivalenti a quelle richieste dall'amministrazione. Detto criterio di valutazione dell'offerta al di fuori dell'ipotesi prevista dall'articolo 8, comma 6, del D.Lgs 358/92 si risolve nella violazione dei parametri predeterminati con una penalizzazione delle ditte che hanno offerto quanto effettivamente richiesto all'Amministrazione posto che queste avrebbero formulata l'offerta economica su beni diversi e dal costo differente rispetto a quella delle ditte che avrebbero offerto prodotti non corrispondenti alle specifiche richieste Tar Catania, Sezione terza, 1189/03 . La Commissione di gara, pertanto, nella successiva seduta del 19 gennaio 2005, dopo aver preso atto della nota della ricorrente Presifarm, ed aver richiamato e condiviso il parere legale sopra riportato, ha all'unanimità espressamente invitato i consulenti tecnici nominati al riesame delle descrizioni tecniche dei prodotti di che trattasi, nonché all'esame dei campioni forniti dalla società Rush . Invitati dunque, alla luce delle sopra esposte considerazioni, ad un ulteriore riesame degli atti, i consulenti tecnici hanno ancora una volta, mantenuto fermi i giudizi e le valutazioni già formulate nelle precedenti relazioni ammissibilità della Rush per il lotto 1 . Detta decisione non è stata preceduta da un puntuale esame delle caratteristiche tecniche dei prodotti offerti dalle concorrenti al fine di verificare la sussistenza dei requisiti minimi richiesti dal capitolato, come auspicato dallo stesso legale incaricato dall'Ente cfr. Allegato A al verbale del 10 marzo 2005 . La Commissione di gara a tal punto, nuovamente riunitasi il 10 marzo 2005, confortata dalla conferma di tali risultanze proveniente dal consulente tecnico Prof. Melloni ha, infine, confermato i punteggi già attribuiti ai concorrenti ammessi al prosieguo della gara, sulla base delle relazioni formulate dai predetti consulenti, contenenti le valutazioni tecniche, nonché i giudizi con le relative motivazioni . La ricorrente Presifarm, prima con nota dell' 11 marzo 2005 e poi con nota del 29 marzo, ha contestato le determinazioni assunte dalla Commissione di gara e dai consulenti tecnici nominati, sia in relazione al sostanziale difetto dei requisiti minimi richiesti dal capitolato in capo ai prodotti offerti dalle altre concorrenti ed illegittimamente ritenuti equivalenti dalla Commissione , sia in relazione alla inosservanza dell'autolimitazione che l'Amministrazione stessa si era imposta nel momento in cui ha appositamente chiesto parere legale, per poi disattenderne il contenuto ed infine, contestando altresì la legittimità della propria esclusione, per disparità di trattamento e violazione del principio della massima partecipazione. La Commissione di gara, a fronte delle contestazioni formulate dalla Presifarm in merito alla carenza in capo ai prodotti della Rush offerti per la voce 1 del Lotto 1, si è limitata a richiamare acriticamente i giudizi già espressi dai consulenti tecnici, facendo altresì leva su quanto il consulente Professor Melloni ha aggiunto in merito al fatto che il prodotto fornito dalla Rush, per la voce i del lotto 1 sarebbe notevolmente superiore a quanto richiesto dal capitolato per poi procedere con le operazioni di gara, relative all'individuazione delle migliori offerte presentate per i singoli lotti, ed alla loro provvisoria aggiudicazione . La Presifarm, con propria istanza del 6 giugno 2005, ancora una volta contestando la regolarità della procedura di gara che ha condotto alla aggiudicazione provvisoria dei lotti 1 e 26 in favore della Rush, ha diffidato l'Amministrazione dall'approvare gli atti della gara in oggetto. L'Azienda Ospedaliera Universitaria, con delibera del Direttore Generale del 18 ottobre 2005 numero 784, ha, purtuttavia, aggiudicato l'appalto all'impresa controinteressata. Alla luce di tali considerazioni il Collegio ritiene che l'amministrazione non ha adeguatamente valutato la lamentata difformità dei prodotti RUSCH rispetto al Capitolato, con particolare riferimento ai seguenti elementi l'armatura del catetere richiesta alla voce n. 1 Lotto n. 1 e la rigatura del palloncino di cui al Lotto n. 1 voci nn. 1-2-3-4 . Emerge, inoltre, una evidente disparità di trattamento dei giudizi dei consulenti che, mentre con riguardo alla Presifarm si sono basati su un errore letterale del capitolato e comunque non procedendo ad alcuna verifica di eventuale equivalenza per il suo prodotto, hanno portato alle estreme conseguenze tale principio di equivalenza per i prodotti RUSCH, nonostante le contestata difformità di questi ultimi. 4 - Il ricorso va, pertanto, accolto e gli atti impugnati vanno, conseguentemente, annullati. Sussistono comunque i giusti motivi per compensare interamente tra le parti spese ed onorari del giudizio. PQM Il Tar regionale della Sicilia, Sezione staccata di Catania, sezione terza, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso di cui in epigrafe e, per l'effetto, annulla gli atti impugnati. Compensa interamente tra le parti spese ed onorari del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? 3