Risarcimento danno per occupazione appropriativa, la ripartizione fra giudice amministrativo e ordinario

Un altro intervento delle Sezioni unite fa chiarezza sulla delicata questione delle competenze nel caso in cui i provvedimenti illegittimi siano stati già annullati

Spetta al giudice amministrativo decidere sul risarcimento del danno chiesto da un cittadino e conseguente a un'occupazione appropriativa i cui provvedimenti di disposizione siano stati già annullati. A questa conclusione sono pervenute le Sezioni unite civili della Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 13911 del 15 giugno 2006, hanno dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo in relazione a una richiesta di risarcimento del danno avanzata da un unomo cui era stato prima sgomberato e poi demolito un locale e i cui relativi provvedimenti erano stati annullati dal Tar. Una sentenza questa che fa riaffiorare antichi fantasmi la suddivisione fra il giudice ordinario e quello amministrativo, soprattutto alla luce delle più recenti evoluzioni giurisprudenziali e della legge n. 205 del 2000, delle controversie concernenti i diritti soggettivi e gli interessi legittimi. Dalle lunghissime motivazioni si trae un importante corollario. Il nostro ordinamento ha accolto il principio della risarcibilità dell'interesse legittimo in conseguenza dell'illegittimità dell'atto amministrativo prevedendo che il giudice amministrativo può conoscere di tutte le questioni relative all'eventuale risarcimento del danno e disporlo . Fra le norme interpretate spicca l'articolo 35 del D.lgs. 80/98 così come modificato dalla legge n. 205 del 2000 , decreto passato alla storia per aver disposto la risarcibilità dell'interesse legittimo, che, al primo comma, stabilisce il giudice amministrativo, nelle controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva, dispone, anche attraverso la reintegrazione in forma specifica, il risarcimento del danno ingiusto . L'intervento della Corte costituzionale, con le sentenze n. 204 e 281 del 2004, che hanno parzialmente dichiarato l'illegittimità della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, contemplata anche dal D.lgs. 80, non ha colpito l'articolo 35 e cioè la norma che qui ci interessa. Dunque, dopo un lunghissimo excursus storico nel quale la Cassazione non ha dimenticato di rammentare l'importanza che il diritto comunitario ha esercitato sulle scelte del legislatore nazionale, è stato enunciato il principio di diritto secondo cui la giurisdizione del giudice amministrativo sussiste in presenza di un concreto esercizio del potere, riconoscibile per tale in base al procedimento svolto ed alle forme adottate, in consonanza con le norme che lo regolano spetta al giudice amministrativo disporre le diverse forme di tutela che l'ordinamento appresta per le situazioni soggettive sacrificate dall'esercizio illegittimo del potere e tra queste forme di tutela rientra il risarcimento del danno il giudice amministrativo rifiuta di esercitare la giurisdizione e la sua decisione, si presta a cassazione da parte delle Sezioni unite quale giudice del riparto, se l'esame del merito della domanda autonoma di risarcimento del danno è rifiutato perché, nel termine stabilito, non sono stati chiesti l'annullamento dell'atto e la conseguente rimozione dei suoi effetti . Deb.Alb.

Cassazione - Sezioni unite civili - ordinanza 24 novembre 2005-15 giugno 2006, n. 13911 Presidente Carbone - Relatore Carbone Pg Nardi - difforme - Ricorrente Scarpenti ed altri - Controricorrente Cooperativa Edilizia Solidarietà Arl I PARTE II PARTE