Governo: fiducia al Senato. Ciampi contestato dalla Cdl

I senatori a vita compreso Giulio Andreotti votano compatti per l'esecutivo presieduto da Prodi. Fischi e insulti all'ex Capo dello Stato da alcuni esponenti di Lega e An. Lunedì il dibattito prosegue alla Camera

Prodi incassa la fiducia a Palazzo Madama e per il futuro spera meno aggressività. All'esecutivo da lui guidato sono andati 165 mentre hanno votato contro 155 senatori le cifre dicono che all'Ulivo è andato un voto in più della sua dichiarata maggioranza 154 più i sette senatori a vita , mentre alla Cdl è mancato un voto. Lo spettacolo che si è verificato in Aula venerdì al momento del voto presente anche una rappresentanza del governo giapponese non è stato edificante. Hanno sfilato dinanzi al banco della presidenza prima i senatori a vita tutti a favore del governo Prodi, compreso Pininfarina, e il putiferio è scoppiato al momento del voto di Carlo Azeglio Ciampi che si è avvicinato subito dopo Andreotti che aveva già pronunciato il suo si . L'ex Presidente della Repubblica ha dichiarato il suo consenso al Governo e subito dai banchi del Centrodestra si sono levate urla e fischi. La Cdl, infatti, si aspettava una sua astensione, essendo stato inquilino del Quirinale fino a due giorni prima. Il suo voto era molto atteso, la dimostrazione per il Centrodestra, di avere avuto un Capo dello Stato imparziale. Poco prima, durante le dichiarazioni finali, l'ex Guardasigilli Roberto Castelli aveva rivolto ai senatori a vita un appello Non vi è dubbio che dal punto di vista formale e costituzionale voi abbiate il diritto di votare, ma non vi è neanche il minimo dubbio che voi non siete stati eletti dal popolo e non siete stati certo nominati per motivi politici. Pertanto, un minimo di fair play istituzionale vi imporrebbe di non dare un voto e un sostegno che potrebbe essere decisivo per le sorti di questo Governo e del Paese . Per questo al momento del voto più simbolico , vale a dire quello di Ciampi, i banchi del Centrodestra sono letteralmente esplosi in un fischio fragoroso, criticato poco più tardi anche dal capogruppo degli azzurri Renato Schifani. La situazione non si è calmata neanche dopo l'intervento del presidente Franco Marini, che nel disperato tentativo di riportare un po' di calma o almeno di educazione ha dovuto incassare un tu stai zitto buffone proveniente dal banco di Massimo Polledri Lega nord . Il fondo, comunque, si è toccato quando ha pronunciato il suo sì anche Oscar Luigi Scalfaro Necrofori, siete dei necrofori, venduti ha urlato a gran voce dai banchi di An l'ex sottosegretario Nino Strano all'indirizzo dei senatori a vita. Prima del voto di fiducia, nella replica, rispondendo all'accusa di genericità in tema di giustizia vedi tra gli arretrati di venerdì 19 maggio 2006 , il presidente del Consiglio ha tenuto a precisare che pur nella stringatezza di un discorso programmatico non mi sono sottratto a proposte concrete e precise. Ho detto che alla fine del quinquennio dobbiamo avere un numero di cause pendenti che sia la metà di quelle che abbiamo oggi. Questo è quello che ho chiesto al ministro della Giustizia, questo è quello che ripeto adesso perché la lunghezza dei procedimenti giudiziari è uno degli ostacoli maggiori allo sviluppo della nostra economia . Non un parola, però rispetto all'Ordinamento giudiziario. Spetterà quindi al ministro della Giustizia, Clemente Mastella, decidere se e come stoppare i decreti delegati. Da lunedì le linee programmatiche verranno discusse a Montecitorio, a partire dalle nove di mattina, mentre il voto di fiducia è atteso per martedì. Restano adesso da chiudere le contrattazioni per le presidenze delle commissioni le indicazioni dovranno essere date entro mercoledì 31 maggio. Non si esclude, da parte della maggioranza di Centrosinistra, di concedere all'opposizione presidenze importanti come quella della Giustizia. p.a.