Le ""superofferte"" della telefonia mobile: indecifrabili e a volte ingannevoli

Resta quello delle offerte speciali proposte dai gestori di reti cellulari il più bacchettato dall'Authority. L'abuso del termine gratis e la scarsa chiarezza delle condizioni sono le contestazioni ricorrenti e multate

Il settore della telefonia mobile continua a essere quello più colpito dalle sanzioni dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato - che tra le proprie funzioni ha anche la vigilanza e il potere di comminare pene amministrative in materia di pubblicità ingannevole - cui ricorrono con sempre maggiore frequenza consumatori e aziende concorrenti che ritengono certune campagne promozionali non solo poco trasparenti ma anche in grado di confondere e talvolta rendere svantaggiose le scelte degli acquirenti rispetto ai vantaggi prospettati a colpi di slogan suggestivi. A ricadere frequentemente nelle censure dell'Antitrust è, in particolare, l'abuso del termine gratis che spesso compare a caratteri rilevanti nelle pubblicità e spesso non corrisponde alla realtà dei fatti. Le ultime due campagne bacchettate dall'Autorità sono l'offerta tariffaria denominata Special Card della Wind e le promozioni Voglio 3 e l'offerta del piano tariffario per le aziende B.smart della H3G. Nel primo caso lo spot televisivo diffuso e contestato dalla concorrente Vodafone che ha adito l'Authority in qualità di concorrente affermava testualmente, per bocca di un testimonial, che con Special Card parli e invii messaggi gratis a tutti dopo tale affermazione un serpentone scorrevole nella parte bassa della scena chiarisce alcuni costi dell'offerta, la durata e le condizioni della promozione tuttavia la lettura di tali informazioni non risulta agevole. A conclusione dell'istruttoria il Garante ha ritenuto ingannevole il messaggio controverso poiché considerata la sua apparente particolare convenienza, i consumatori potrebbero essere indotti ad aderire all'offerta per poi rendersi conto, solo in un momento successivo, che quanto pubblicizzato non consiste nella possibilità di usufruire di traffico telefonico gratuito, ma piuttosto in un semplice rimborso posticipato del traffico telefonico effettuato e pagato nel periodo di durata della promozione . E inoltre le limitazioni del rimborso non sono chiarite a sufficienza. Conclusione ammenda di circa 34mila euro, elevata a 49mila per la recidiva dell'operatore pubblicitario, già destinatario di provvedimenti di ingannevolezza in violazione del D.Lgs 206/05. Per quanto riguarda invece le promozioni di H3G, l'Autorità ha evidenziato l'illegibilità di alcune scritte e l'omissione di informazioni importanti. Risultato sanzione amministrativa di oltre 15mila euro. m.c.m.