Opposizione alla richiesta di archiviazione: il Gip può far iscrivere il nome dell'indiziato nel registro delle notizie di reato

La Consulta dichiara legittimo il combinato disposto dagli articoli 335, 409 e 410 Cpp, ma interpreta

Opposizione alla richiesta di archiviazione, se il Gip ritiene che il reato sia da attribuire ad un indiziato può far iscrivere il suo nome nel registro delle notizie di reato. Così la Corte costituzionale con la sentenza 348/05 depositata lo scorso 29 luglio, redatta da Alfio Finocchiaro e qui leggibile nei documenti correlati ha dichiarato legittimo il combinato disposto degli articoli 335, 409 e 410 comma 3 del codice di procedura penale. A sollevare la questione era stato il Tribunale di Padova nella parte in cui, a seguito di opposizione alla richiesta di archiviazione, non consente al Gip di invitare il Pm che abbia richiesto l'archiviazione di un procedimento penale a carico di ignoti, ma dal quale si possa evincere il nome dell'indiziato, ad iscriverlo nel registro delle notizie di reato. In particolare, il giudice a quo sosteneva che così facendo si impedisca alla persona sostanzialmente indagata di essere invitata a partecipare all'udienza e quindi di difendersi. La Consulta nel dichiarare non fondata la questione ha fornito, però, importanti chiarimenti. Contrariamente a quanto sostenuto dal Tribunale, i giudici delle leggi hanno ritenuto, infatti, che il secondo comma dell'articolo 415 Cpp espressamente prevede che il giudice se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata ordina che il nome di questa sia iscritta nel registro delle notizie di reato . cri.cap

Corte costituzionale - ordinanza 15-29 luglio 2005, n. 348 Presidente Capotosti - relatore Finocchiaro Ritenuto che, con ordinanza del 21 maggio 2004, il Gip del Tribunale di Padova, ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli articoli 335, 409 e 410, comma 3, Cpp, in riferimento all'articolo 24, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui - a seguito di opposizione alla richiesta di archiviazione ex articolo 410 Cpp - non consente al Gip di invitare il Pm che abbia chiesto l'archiviazione di un procedimento penale, formalmente a carico di ignoti, ma dal quale possa evincersi il nome della persona sottoposta ad indagini, ad iscrivere il nome della persona alla quale il reato è attribuito nel registro delle notizie di reato di cui all'articolo 335 Cpp prima dell'udienza ex articolo 409, comma 2, Cpp che, secondo il rimettente, nel procedimento penale iscritto nel registro delle notizie di reato come persona da identificare in relazione al reato di cui all'articolo 589 Cp omicidio colposo con l'indicazione delle parti offese Gabaldo Cristian quest'ultimo deceduto a seguito dell'incidente e Comparin Renato, il pubblico ministero aveva chiesto l'archiviazione, per non essere ravvisabile alcun illecito penale a carico di terzi, emergendo dalla consulenza tecnica che il sinistro mortale è da attribuire alla condotta di guida del Gabaldo in modo esclusivo che il difensore dei prossimi congiunti di Gabaldo aveva proposto opposizione all'archiviazione, rilevando che un concorso di colpa era sicuramente da ascrivere al conducente del veicolo antagonista, Comparin Renato, e aveva chiesto che il giudice per le indagini preliminari ordinasse la prosecuzione delle indagini, affinché fosse chiamato il consulente tecnico d'ufficio a chiarimenti, sulle circostanze diffusamente indicate nell'atto di opposizione che, alla richiesta del giudice per le indagini preliminari di identificare la persona sottoposta alle indagini, al fine di consentirne la partecipazione all'udienza in camera di consiglio da fissare ex articolo 409 Cpp, il Pm aveva risposto di potere omettere l'iscrizione del nome dell'indagato nel registro delle notizie di reato previsto dall'articolo 335 Cpp perché sarebbe risultata ingiustificatamente vessatoria, in caso di infondatezza della notizia di reato, e che il giudice delle indagini preliminari poteva sollecitare tale iscrizione solo in sede di udienza in camera di consiglio che il Tribunale, ritenuta l'opposizione ammissibile, aveva fissato l'udienza ex articolo 409 Cpp, con avviso al pubblico ministero e alla sola parte offesa opponente articolo 410, comma 3, Cpp che, secondo il giudice a quo, l'articolo 335, comma 1, Cpp stabilisce che il pubblico ministero iscrive immediatamente nell'apposito registro, ogni notizia di reato, nonché contestualmente o dal momento in cui risulta il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito che il tenore letterale della norma di cui all'articolo 415 bis Cpp - se non deve formulare richiesta di archiviazione - sembra stabilire in modo inequivoco che il pubblico ministero ha l'obbligo di iscrivere nel registro delle notizie di reato il nome della persona alla quale il reato è in astratto attribuito, a prescindere da qualsiasi valutazione sulla fondatezza della notizia di reato che tale interpretazione sarebbe coerente con il sistema che ha inteso garantire l'indagato con la previsione di precisi termini di durata della fase delle indagini, a decorrere proprio dalla iscrizione del nome dell'indagato nel registro delle notizie di reato, garanzia completamente svuotata di significato, ove s'intenda che il pubblico ministero ha il potere di raccogliere, prima, tutti gli elementi necessari e poi, quando si convince che l'accusa è fondata e vuole esercitare l'azione penale, iscrive il nome dell'indagato nel registro delle notizie di reato che, così intesa la norma, il sistema conterrebbe in sé idonee salvaguardie, poiché ove pervenga una richiesta di archiviazione ai sensi dell'articolo 409 Cpp e non sia iscritta nel registro degli indagati la persona alla quale il reato è attribuito, il giudice potrebbe, analogamente a quanto prevede l'articolo 415 Cpp per i reati commessi da ignoti, restituire gli atti al Pm ordinandogli di procedere all'iscrizione, prima di fissare l'udienza ex articolo 409, comma 2, del codice di procedura penale e proprio allo scopo di consentire all'indagato di essere avvisato e di parteciparvi che, secondo il rimettente, la Corte di cassazione sezioni unite penali del 15 gennaio 2001 avrebbe, però, dato della norma un'interpretazione diversa, per la quale, di fronte ad una richiesta di archiviazione ex articolo 409 Cpp, il giudice ha solo i poteri concessigli dall'articolo 409 Cpp di emettere decreto di archiviazione o disporre l'udienza camerale e che, aderendo a tale giurisprudenza, il pubblico ministero si era rifiutato di procedere all'iscrizione di Comparin nel registro delle notizie di reato e al giudice non era rimasto che fissare l'udienza ex articolo 409 Cpp con indagato persona da identificare che, così inteso, l'articolo 335 Cpp, in relazione agli articoli 409 e 410, comma 3, dello stesso codice, violerebbe, a parere del rimettente, il diritto di difesa, garantito dall'articolo 24, secondo comma, della Costituzione che l'ordine al pubblico ministero ex articolo 415 del codice di procedura penale di iscrivere il nome della persona già individuata nel relativo registro, quando l'archiviazione sia stata richiesta nei confronti di ignoto , non contiene naturalmente alcuna valutazione circa la sussistenza del reato e la responsabilità dell'indagato, limitandosi a sottolineare che la formula richiesta non è corretta, perché l'indagato ha, in realtà, un nome e cognome e che il Pm, una volta iscritto l'indagato, potrà richiedere l'archiviazione ai sensi dell'articolo 409 Cpp e il giudice potrà disporla che, nel caso di specie, i carabinieri avevano identificato, fin dal 13 ottobre 2003, Renato Comparin, che aveva anche nominato un difensore di fiducia che nell'atto di opposizione si insiste sulla responsabilità di Comparin e non vi è dubbio che - a prescindere dall'eventuale responsabilità della pubblica amministrazione per la manutenzione della strada - l'unico coinvolto nel sinistro è Comparin, al quale il pubblico ministero si riferisce implicitamente, ma chiaramente, nella richiesta di archiviazione, attribuendo la colpa esclusiva al Gabaldo che secondo la Corte di cassazione l'invito del giudice al pubblico ministero a iscrivere l'indagato può avvenire solo all'esito dell'udienza ex articolo 409 Cpp che a nulla varrebbe osservare che, nella nuova udienza ex articolo 409 Cpp, l'indagato potrà far valere le sue ragioni, poiché rimane, comunque, il dato, insuperabile, che è stato escluso da una udienza alla quale aveva, comunque, diritto di partecipare, senza considerare che anche l'ordinanza di archiviazione emessa dal giudice all'esito dell'udienza ex articolo 409 Cpp nei confronti di persona da identificare in realtà lede comunque il diritto di difesa della persona alla quale il reato è attribuito, se non altro perché tale ordinanza non potrebbe mai avere, nei suoi confronti, un'efficacia preclusiva, dal momento che se Comparin non è mai stato formalmente indagato non potrà, in un eventuale futuro procedimento a suo carico per lo stesso fatto, eccepire che le indagini sono proseguite senza il decreto di autorizzazione ex articolo 414 Cpp, obbligatorio nel caso di archiviazione emessa nei confronti di un indagato identificato che, secondo il rimettente, la questione è rilevante, dal momento che, ove la Corte dichiarasse l'incostituzionalità del combinato disposto degli articoli 335, 409 e 410, comma 3, Cpp, nella parte in cui non consente al giudice di invitare il pubblico ministero ad iscrivere il nome della persona alla quale il reato è attribuito nel relativo registro, prima di fissare l'udienza ex articolo 409, comma 2, Cpp, per consentire che gliene sia dato avviso, il giudice potrebbe, in accoglimento della eccezione del difensore, dichiarare la nullità dell'udienza, per omesso avviso al difensore, ai sensi dell'articolo 127, comma 5, Cpp, restituendo gli atti al pubblico ministero perché iscriva Comparin nel registro delle notizie di reato e fissare, quindi, una nuova udienza in camera di consiglio, questa volta con avviso anche al suo difensore, in esito alla quale decidere secondo uno dei modi previsti dall'articolo 409 Cpp che, allo stato, invece, l'eccezione dovrebbe essere rigettata, dal momento che Comparin non è persona sottoposta alle indagini e non ha alcun diritto a ricevere l'avviso dell'udienza che nessuna nullità si è dunque verificata e non rimane che decidere sulla richiesta del pubblico ministero accogliendola, disponendo ulteriori indagini o anche ordinando allo stesso di procedere all'iscrizione di Comparin, ritenuta in sostanza, la necessità di formulare l'imputazione a suo carico che si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione venga dichiarata inammissibile o comunque infondata. Considerato che il Tribunale di Padova dubita della legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 335, 409 e 410, comma 3, Cpp, nella parte in cui - a seguito di opposizione alla richiesta di archiviazione ex articolo 410 Cpp - non consente al giudice per le indagini preliminari di invitare il Pm che abbia chiesto l'archiviazione di un procedimento penale, formalmente a carico di ignoti, ma dal quale possa evincersi il nome della persona sottoposta ad indagini ad iscrivere il nome della persona alla quale il reato è attribuito nel registro delle notizie di reato di cui all'articolo 335 Cpp prima dell'udienza ex articolo 409, comma 2, Cpp che viene fissata quando il giudice abbia deciso di non accogliere la richiesta di archiviazione e alla quale sono invitati a partecipare il Pm, la persona offesa dal reato e la persona sottoposta ad indagini , impedendo alla persona sostanzialmente sottoposta ad indagini di essere invitata a partecipare all'udienza di cui all'articolo 409, comma 2, Cpp e quindi di difendersi all'interno di essa, per violazione del diritto di difesa di cui all'articolo 24, secondo comma, della Costituzione che, contrariamente all'assunto del rimettente, l'articolo 415, secondo comma, Cpp, espressamente prevede che il giudice se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata ordina che il nome di questa sia iscritta nel registro delle notizie di reato che questa Corte, con ordinanza 176/99, ha dichiarato la manifesta infondatezza, in riferimento agli articoli 3 e 112 Costituzione, della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 409 Cpp censurato in quanto, ad avviso del giudice a quo, non avrebbe previsto che il giudice per le indagini preliminari possa ordinare al pubblico ministero, quando il pubblico ministero non vi abbia già provveduto, di iscrivere nel registro di cui all'articolo 335 Cpp, il nome della persona da considerarsi indiziata, perché non può in alcun modo revocarsi in dubbio che, a prescindere dal tipo di archiviazione richiesta dal pubblico ministero, spetti in ogni caso al giudice il potere - ove nel procedimento non figurino persone formalmente sottoposte alle indagini - di disporre, nella ipotesi in cui non ritenga di poter accogliere la richiesta di archiviazione, l'iscrizione, nel registro delle notizie di reato, del nominativo del soggetto cui il reato sia a quel momento da attribuire che la questione proposta deve, pertanto, essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli articoli 26, secondo comma, della legge 87/1953, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale. PQM La Corte costituzionale dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 335, 409 e 410, comma 3, Cpp, sollevata, in riferimento all'articolo 24, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Padova, ufficio del giudice per le indagini preliminari, con l'ordinanza in epigrafe.