L'Italia brilla, per partecipazione ed interesse, nell'""Erasmus dei magistrati""

Una giornata di studio a Palazzo dei Marescialli ha illustrato e promosso il progetto che, nella prima edizione, ha visto la partecipazione di 150 giudici di vari Paesi europei. Aghina è la prova della disponibilità italiana allo scambio di esperienze

Martedì 13 dicembre presso la Sala Conferenze di Palazzo dei Marescialli, la IX Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, presieduta dal Consigliere Ernesto Aghina, unitamente a M.me Ceccaldi Guebel, attuale vicedirettore dell'Ecole Nazionale de la Magistrature di Parigi, ha organizzato una giornata di studio finalizzata a illustrare e promuovere un progetto, realizzato in via sperimentale in Europa progetto PEAJ 2004 e finanziato dalla Commissione Europea, denominato Programma di Scambio per le Autorità Giudiziarie . Tale progetto, noto come Erasmus dei magistrati e realizzato per la prima volta nel corso dell'anno 2005, ha determinato lo spostamento e l'inserimento nelle diverse realtà giudiziarie europee di circa 150 magistrati sia giudicanti che requirenti provenienti principalmente da Francia, Italia, Spagna, Germania, Olanda, Belgio, per un periodo di due settimane durante il quale è stato possibile realizzare uno stage di esperienza pratica nell'ambito dell'ordinamento giudiziario straniero prescelto. In particolare, con specifico riguardo al panorama italiano, sono stati concretamente realizzati 16 stages di magistrati italiani accolti in uffici giudiziari francesi di merito, uno stage di un magistrato italiano, proveniente dalla Corte di Cassazione, presso la Corte di Cassazione francese, uno stage per un formatore italiano presso l'istituzione di formazione francese uno stage di un magistrato italiano presso un ufficio giudiziario di merito spagnolo. Quanto ai magistrati stranieri accolti presso gli uffici giudiziari italiani vi sono stati sette stages per magistrati francesi presso uffici giudiziari di merito italiani uno stage di un formatore francese presso il Consiglio Superiore della Magistratura, uno stage di un magistrato belga uno stage di un magistrato tedesco uno stage per un magistrato maltese presso la Corte di Cassazione uno stage di un magistrato rumeno e, infine, uno stage di un magistrato spagnolo. Invitati alla giornata di studio sono stati, oltre che tutti i capi degli uffici giudiziari del distretto di Roma e rappresentanti del mondo universitario, i magistrati italiani che sono stati accolti in uffici giudiziari stranieri, alcuni magistrati francesi che stanno completando il loro periodo di stage in Italia, nonché i massimi esponenti dell'Ecole Nazionale de la Magistrature di Parigi e della Rete di Formazione Giudiziaria Europea che hanno, rispettivamente, organizzato e coordinato le attività necessarie alla realizzazione concreta del programma di scambio. Il presidente della nona commissione del Csm, Ernesto Aghina, ha evidenziato il rilevante successo dell'iniziativa, che ha visto l'Italia come paese europeo con il più alto numero di richieste di partecipazione all'iniziativa circa 700 , e che ha attestato la particolare sensibilità della magistratura italiana allo scambio di esperienze in ambito comunitario. D'altronde va evidenziato come il progetto di scambio si inserisca in una più vasta attività di formazione internazionale organizzata dal C.S.M., che vede ogni anno un numero sempre maggiori di magistrati italiani partecipare a corsi di formazione organizzati da strutture di formazione europee, con reciproca ospitalità di magistrati stranieri ai corsi di formazione del C.S.M. Al fine di analizzare gli aspetti concreti di tale esperienza, nonché di evidenziare le prospettive e gli sviluppi futuri dell' Erasmus dei magistrati , l'andamento dei lavori è stato scandito da una serie di comunicazioni di alcuni magistrati che hanno preso parte attivamente al programma pilota. La giornata di studio ha così potuto evidenziare l'assoluta novità e potenzialità dell'esperienza maturata sul campo, unanimemente giudicata dai magistrati che vi hanno preso parte come un formidabile arricchimento sia sul piano culturale che strettamente giuridico atteso l'effettivo inserimento del magistrato nell'attività giudiziaria dell'ufficio straniero e la conseguente partecipazione diretta al processo decisionale finalizzato all'adozione dei vari provvedimenti giurisdizionali , oltre che un'occasione di reale scambio di esperienze. In conclusione, il bilancio dell'attività svolta nell'ambito del c.d. progetto di scambio dei magistrati rivela come esso costituisca un'iniziativa concretamente idonea a contribuire al raggiungimento di standard formativi e di esperienze giudiziarie comuni e, pertanto, esso rappresenta senza dubbio un primo importante passo verso la creazione di uno spazio giuridico europeo comune, in una prospettiva di mutuo riconoscimento dei diversi ordinamenti e sistemi giudiziari. Una buona premessa per il già programmato ampliamento dell'iniziativa per il 2006, che vedrà questa volta il coinvolgimento di 250 magistrati europei.