Uffici dei gdp, il Ministero chiede un aggiornamento agli Enti Locali

Mercoledì 17 dicembre, il Ministero della Giustizia ha emanato sul proprio sito istituzionale una circolare in cui ha sottolineato il bisogno che, negli uffici dei gdp salvati dalla chiusura dagli Enti Locali, il nuovo personale «risulti effettivamente presente e potenzialmente operativo presso l’ufficio mantenuto in numero tale da poter assicurare in assoluta autonomia la funzionalità dell’ufficio».

Il Ministero della Giustizia ha emanato oggi una circolare in cui fornisce le informazioni utili agli Enti Locali, che hanno “salvato” gli uffici dei gdp destinati altrimenti alla chiusura, relative alle criticità incontrate nel passaggio al nuovo assetto gestionale. Il personale dei nuovi uffici. Con il d.m. del 10 novembre 2014 , era stato definito il passaggio al nuovo assetto gestionale sulla base di diversi presupposti, tra cui particolare importanza hanno avuto l’inquadramento professionale, la consistenza numerica del personale messo a disposizione dagli Enti Locali e l’avvenuta formazione del personale comunale da parte dell’amministrazione. Inoltre, il Ministero ricorda che il personale degli Enti Locali deve avere i requisiti propri dei dipendenti dell’amministrazione giudiziaria e che non ci devono essere situazioni di incompatibilità con lo svolgimento delle funzioni. La valutazione dei requisiti di idoneità e la verifica sul regolare funzionamento dell’ufficio è compito del Presidente del Tribunale e del gdp coordinatore. Servizio effettivo. Con la circolare odierna, il Ministero evidenzia il bisogno, per l’effettivo passaggio al nuovo sistema, che «permanga lo stato di fatto sulla base del quale l’ufficio del giudice di pace è stato positivamente valutato» con il d.m. del 10 novembre. Inoltre, da via Arenula arriva l’augurio che «nelle more del perfezionamento dello stesso decreto ministeriale, non siano emerse criticità ostative ai sensi delle sopra richiamate circolari di attuazione». Un invito che ha un ambito di applicazione molto concreto: il timore, infatti, è che ci sia una «totale mancanza o inadeguata consistenza numerica» (che, lo ricordiamo, deve essere di almeno due unità, di cui uno abilitato a svolgere le funzioni di cancelliere) del personale degli Enti Locali già individuato. Per questo, il Ministero chiede che il personale degli Enti Locali risulti «effettivamente presente e potenzialmente operativo presso l’ufficio mantenuto in numero tale da poter assicurare in assoluta autonomia la funzionalità dell’ufficio». Nel caso in cui non ci sia tale criticità, nessun problema: il passaggio al nuovo assetto gestionale con formale presa di possesso del personale degli Enti Locali potrà procedere senza intoppi. Criticità da segnalare e risolvere. Al contrario, se ci fossero problemi del genere, il Ministero dovrà essere informato tempestivamente delle condizioni ostative createsi. In questa ipotesi, «resta immutato l’assetto gestionale attuale, con la necessaria presenza del personale di questa amministrazione, fino alle prossime determinazioni che verranno assunte all’esito della presente rilevazione. Il personale comunale potrà permanere presso gli uffici del giudice di pace in affiancamento al personale di questa Amministrazione, in attesa di prendervi possesso, laddove vengano meno le condizioni ostative al passaggio». Un “niet” agli Enti Locali. In chiusura, il Ministero dà un dispiacere alla richiesta di numerosi Enti Locali: «non è possibile, come richiesto da numerosi Enti Locali, assicurare, sia pure temporaneamente, il funzionamento degli uffici del giudice di pace mantenuti ai sensi dell’articolo 3, d.lgs. 156/2012 con il personale di questa amministrazione». Questa risposta negativa viene motivata sulla completa autosufficienza delle risorse necessarie per l’assetto gestionale, compreso il fabbisogno del personale amministrativo, a carico degli Enti Locali.