Paga dazio il Comune che allunga i tempi per la notifica dei troppi verbali

La criticità organizzativa della polizia locale di Milano non legittima il superamento ordinario dei termini di rito previsti dal codice per la notifica delle sanzioni stradali che vanno conteggiati dal momento della commessa violazione e non dalla visione del fotogramma.

Lo ha chiarito il Ministero dell’interno, dipartimento per gli affari interni e territoriali, con la nota prot. numero 001698 inoltrata il 7 novembre alla prefettura di Milano. Il caso. Nello scorso mese di marzo il Comune meneghino ha deciso di attivare sette nuove postazioni per il controllo elettronico della velocità dei veicoli che nel giro di 6 mesi hanno prodotto un numero impressionante di accertamenti, superiore oltre 100 volte a quello previsto. A fronte di questa mole elevata di accertamenti gli uffici della polizia locale hanno iniziato ad accumulare ritardi nelle notifiche dei verbali che attualmente vengono spediti ben oltre ai novanta giorni previsti dal codice stradale. Contro i verbali notificati in ritardo numerosi cittadini hanno presentato censure al giudice di pace e all’ufficio territoriale del governo che ha richiesto chiarimenti al Viminale. 90 giorni per la notifica a partire da quando? A parere del Dipartimento per gli affari interni e territoriali non è corretto fare decorrere i 90 giorni dalla data «in cui gli operatori visionano i fotogrammi e associano i dati della targa a quelli del proprietario del veicolo». Oltre alla sentenza della Corte Costituzionale numero 198/1996, milita in tal senso lo spirito dell’articolo 201 del codice stradale, prosegue la nota, laddove lo stesso evidenzia che «qualora l’effettivo trasgressore o altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione può essere effettuata agli stessi entro 90 giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli l’intestazione del veicolo o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione è posta in grado di provvedere alla loro identificazione». L’imprevedibile numero di sanzioni è da considerarsi un fattore esterno? In buona sostanza le ragioni che possono legittimare la polizia stradale a superare i termini di rito non possono che dipendere da fattori esterni e non da prassi organizzative interne. Inoltre il dies a quo per la decorrenza dei termini non può che essere individuato in quello della commessa violazione, conclude la nota ministeriale. Pronta la replica dell’amministrazione comunale. A parere dell’assessore Marco Granelli il numero imprevedibilmente alto di sanzioni accertate in 6 mesi con l’autovelox deve considerarsi un fattore esterno. In ogni caso la polizia locale sta organizzandosi meglio e i tempi di notifica si stanno progressivamente riducendo.

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