Giustizia: sta passando la nottata?

Al convegno di Md il programma del centrosinistra. Si profila una moratoria anche per il nuovo ordinamento giudiziario

La Giustizia va presa sul serio. Magistratura democratica ha scelto un titolo molto informale per affrontare un dibattito più che serio, preoccupante, ossia il futuro del sistema giustizia italiano. All'incontro organizzato dalla corrente più a sinistra delle toghe e svoltosi ieri a Roma erano presenti molti esperti del settore del Centrosinistra, dall'esponente di Rifondazione, Giuliano Pisapia, incaricato per l'Unione di mettere a punto il programma per la Giustizia, al responsabile del settore della Quercia Massimo Brutti, ad Anna Finocchiaro e Francesco Bonito. Così il tema dell'incontro di Md si è necessariamente intrecciato con la presentazione del programma sulla Giustizia che il Centrosinistra farà venerdì prossimo a Roma. E proprio secondo il coordinatore del programma dell'Unione in materia di giustizia, se il Centrosinistra vincerà le elezioni, dovrà pensare ad una moratoria limitata nel tempo per sospendere gli effetti disastrosi di alcune leggi volute dal Centrodestra. Pisapia ieri, a margine del convegno di Md, ha parlato di sospensione per un tempo limitato delle leggi che entrando in vigore creerebbero disastri. Tra queste l'attuazione della riforma dell'ordinamento giudiziario sui concorsi in magistratura e sulla gerarchizzazione delle procure che dovrebbero essere approvati definitivamente al consiglio dei ministri di venerdì prossimo. Allo stesso tempo però, Pisapia non vede praticabile la proposta di Massimo Brutti di cancellare tutte le norme della Cdl significherebbe - ha detto - passare tre quarti della legislatura ad abrogare leggi del governo Berlusconi mentre ci sono problemi sociali ed economici seri, come i nove milioni e mezzo di famiglie sotto la soglia della povertà . Sospenderle, invece, significherebbe avere una data certa entro la quale il Parlamento dovrà approvare proposte alternative. Al primo punto del programma, sempre secondo l'esponente di Rifondazione ci dovrebbe essere un provvedimento di clemenza, senza il quale non si può pensare di modificare il Codice penale, di introdurre sanzioni alternative al carcere, oppure di modificare i tempi della prescrizione partendo con un debito giudiziario di quattro milioni e mezzo di processi . Lo stesso leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti, intervenendo poco prima ha affermato che in tema di giustizia la sinistra proporrà una politica dell'alternative e non dell'alternanza,perché non siamo di fronte ad un semplice cambio della direzione della cosa pubblica, ma siamo di fronte ad un problema enorme di riforma economica, sociale e civile del paese e anche della sua classe dirigente . Ma la moratoria proposta da Pisapia è stata definita farraginosa dal segretario dei Comunisti italiani ed ex Guardasigilli Oliviero Diliberto. Accolgo l'appello di Md alla discontinuità - ha detto Diliberto - dovremo smantellare un sistema di iniquità che il Poli ha approvato in questi anni, ma vi è in tutta l'Unione questa volontà? . Viste le posizioni emerse anche durante il convegno evidentemente no, per questo secondo Diliberto è necessario dare più forza a chi all'interno dell'Unione la pensa come lui. La moratoria, ha continuato mi sembra farraginosa, più semplice abrogare la riforma dell'ordinamento giudiziario è semplice e non ci vuole molto tempo. L'ex Guardasigilli non ambisce a tornare sulla scrivania di Togliatti ritengo più utile continuare a fare il segretario del partito dopo Castelli chiunque può fare un figurone . Sulla stessa posizione il diessino Massimo Brutti, che, una volta salito al Governo, vorrebbe rimuovere tutte le macerie legislative prodotte dal governo Berlusconi. Dobbiamo riformare - ha detto il responsabile Giustizia dei Ds - ma per farlo bisogna voltare pagina e togliere di mezzo alcuni provvedimenti, opponendo proposte alternative allo scempio delle leggi di Berlusconi e dei suoi amici . Magistratura democratica, dal canto suo vuole ricostruire un clima di dialogo e di collaborazione per reagire al declino, come ha spiegato il segretario generale Ignazio Patrone il suo intervento, insieme alla relazione del presidente Franco Ippolito sono leggibili tra i documenti correlati . Secondo Patrone nessuno può attendersi una legge di un solo articolo che semplicemente abroghi tutta la produzione di questa legislatura. Tantomeno ci si può accontentare di una vaga promessa di future riforme generali. Ecco allora delle proposte concrete la ex Cirielli va immediatamente abrogata, così come non devono esserci dubbi sulla Bossi-Fini. Il discorso sulla riforma dell'ordinamento giudiziario è complesso e seppure la richiesta primaria è quella di una sua completa abrogazione, realmente secondo Patrone occorre almeno un generale congelamento della sua attuazione, dal momento che se entrasse in vigore andrebbe in crisi il Csm e tutta l'organizzazione giudiziaria. Ma anche i magistrati dovranno metterci impegno un'auto-riforma di comportamenti e prassi nella gestione degli uffici giudiziari, nell'autogoverno, nel rapporto con i cittadini e con l'opinione pubblica. Quella che si sta per chiudersi, secondo Ippolito è una legislatura orribile durante la quale la maggioranza politica ha operato per realizzare un progetto per riformare i giudici e non la giustizia. Per questi motivi è indispensabile politicamente ed eticamente cancellare dal volto della Repubblica le deturpazioni prodotte dalla politica della giustizia perseguitata e realizzata in questi anni . La naturale prosecuzione del dibattito di ieri sarà a questo punto la conferenza nazionale dei Ds ce si aprirà venerdì prossimo a Roma e dal titolo Giustizia uguale per tutti riforma efficienza e tutela dei diritti. p.a.