Il Governo passa l'esame di Montecitorio

Critico il Centrodestra che declina l'invito al dialogo. La Camera dei Deputati istituisce la Commissione speciale per i decreti legge presieduta dall'ulivista Emilio Delbono

Con 344 voti favorevoli e 268 contrari, il Governo Prodi incassa la fiducia anche a Montecitorio. Il dibattito si è decisamente animato nella seconda giornata di interventi. Ieri dentro e fuori dall'Aula sono volati insulti, compreso quello sulla presunta omosessualità del ministro Rosy Bindi da parte dell'esponente di An Maurizio Saia e all'indirizzo del premier Prodi che è tornato a chiedere il dialogo, l'opposizione di Centrodestra ha risposto picche. Non smantelleremo le leggi approvate durante la scorsa legislatura, ha detto il presidente del Consiglio, nel suo intervento di replica a Montecitorio. Non abbiamo nessun intendimento distruttivo - ha spiegato - ma intendiamo cancellare quelle parti non condivisibili e si riferiva sicuramente all'Ordinamento giudiziario. Un discorso a parte, invece, è stato dedicato alla riforma costituzionale che dovrà passare il vaglio del referendum popolare del prossimo giugno Diciamo no al referendum costituzionale - ha detto Prodi - ma non siamo chiusi ad un aggiornamento della Costituzione . Andrà riformata sicuramente la legge elettorale, voluta, votata e adesso ripudiata dalla Cdl e per questo, ha aggiunto il premier non ha più padre né madre . Nella sua replica Romano Prodi ha lanciato ancora un volta un appello all'opposizione per un assetto condiviso delle Commissioni parlamentari, ricevendo però dagli scranni del Centrodestra commenti di disappunto. Il premier in realtà sperava in una apertura da parte dell'opposizione soprattutto alla luce delle nomine fatte poco prima a Montecitorio. Alla guida della Giunta per le elezioni della Camera, organismo preposto al controllo della regolarità del voto, è stato votato all'unanimità Donato Bruno Fi , mentre Carlo Giovanardi è stato voluto alla guida della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Ma da parte dell'opposizione non è arrivata la richiesta collaborazione, anzi. Il leader di An, Gianfranco Fini ha parlato di opposizione intelligente, dal momento che il Centrodestra vigilerà sull'operato della maggioranza ma farà anche emergere le contraddizioni insite della coalizione. Molto ironico l'intervento dell'ex ministro Giulio Tremonti Fi che per quanto riguarda l'attuazione del programma ha dichiarato di aver visto solo l'occupazione delle prime cento poltrone . Nasce la commissione speciale per i decreti legge. Nella mattinata l'Aula ha votato anche la composizione di una Commissione speciale per l'esame dei disegni di legge di conversione di decreti legge ai sensi dell'articolo 22, comma 2, del regolamento della Camera . La commissione sarà composta da 30 deputati, designati dai gruppi parlamentari in proporzione alla loro consistenza numerica così ripartiti 10 all'Ulivo, 6 a Forza Italia, 3 ad An, due a Rifondazione comunista e all'Udc, 1 rispettivamente alla Lega, all'Italia dei Valori, alla Rosa nel pugno, ai Comunisti italiani, ai Verdi, all'Udeur e al gruppo misto. La commissione sarà presieduta da Emilio Delbono Ulivo mentre i vicepresidenti sono Lello Di Gioia Rosa nel Pugno e Luigi Fabbri Forza Italia ed avrà competenza - per quanto riguarda i disegni di legge ad essa assegnati - su tutti i profili di merito, ivi compresi quelli relativi alle conseguenze di carattere finanziario e quelli concernenti il rispetto delle regole sulla specificità ed omogeneità e sui limiti di contenuto dei decreti-legge. Basta con le anticipazioni del voto. Tutti se ne vogliono andare prima. Ieri il presidente della Camera, Fausto Bertinotti ha chiesto che venga studiato il regolamento per chiudere la vicenda delle richieste di voto anticipato. Durante la chiama per il voto di fiducia, infatti, si sono verificate situazioni di insofferenza dei deputati per la richiesta di voto anticipato da parte di molti colleghi. Per questo motivo il presidente Bertinotti ha auspicato che per il futuro il voto anticipato sia concesso solo per gravi problemi di malattia.