Le novità sul pignoramento presso terzi (ampliato e potenziato)

di Angelo Buscema

di Angelo Buscema * L'articolo 2, comma 6, del dl n. 262/2006 ha modificato l'art. 72-bis del d.p.r. n. 602/1973 relativo all'espropriazione del quinto dello stipendio , infatti, si dispone che tranne che per i crediti pensionistici e rimanendo ciò che é previsto dall'art. 545 del C.P.C. , l'atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere, in luogo della citazione di cui all'art. 543, co. 2, numero 4 , del C.P.C. l'ordine al terzo dì pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede a nel termine di 15 giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di tale notifica b alle rispettive scadenze, per le restanti somme. Nel caso di inottemperanza all'ordine di pagamento, previa citazione del terzo intimato e del debitore, si procede secondo le norme del C.P.C. IL FISCO ALLA RICERCA DEI CREDITI NASCOSTI E' in vigore, quindi, nell'ottica di garantire effettività alla riscossione coattiva, la disposizione che estende ai crediti del contribuente, con eccezione di quelli pensionistici, la procedura prevista per il pignoramento del quinto dello stipendio possono essere pignorati, con la procedura prevista per il pignoramento del quinto dello stipendio, tutti i crediti bancari professionali e altri ad eccezione di quelli pensionistici .L'agente della riscossione può chiedere al debitore del contribuente, individuato tramite una preventiva attività investigativa si pensi alla consultazione dell'anagrafe dei conti oppure all'accesso presso i locali del contribuente o alla richiesta di documenti nell'ipotesi in cui il debito superi 25 mila euro , il pagamento dei tributi arretrati fino alla concorrenza del credito vantato si pensi al contribuente moroso nei confronti del fisco per euro 7000 e creditore nei confronti di un terzo di euro 6500 . La procedura del pignoramento di somme presso terzi si pensi alla banca che gestisce conto correnti bancari attivi intestati al contribuente si pensi al terzo che è debitore di cose o somme nei confronti del contribuente moroso non richiede l'intervento del giudice dell'esecuzione, a garanzia della legittimità della procedura stessa, ma si svolge nei rapporti tra concessionario e terzo.Si tratta di una semplificazione che permette di saltare la fase avanti al giudice dell'esecuzione, consentendo così l'immediato pagamento da parte del terzo delle somme dovute dal contribuente al fisco .Pertanto, sussiste l'eventualità che il debitore del contribuente paghi al fisco somme indebite ovvero relative ad una cartella di pagamento annullata dal giudice tributario.E' auspicabile, a tal proposito, un coordinamento tra l'attività dell'ufficio impositore e l'attività dell'agente della riscossione, al fine di evitare che quest'ultimo prosegua nelle procedure di esazione pur in presenza di un debito tributario estinto. E' evidente che per evitare tale eventualità o rischio è opportuno che gli agenti della riscossione notifichino l'atto di pignoramento anche al contribuente debitore, come è previsto espressamente dall'articolo 543 del cpc. Si avrà in tal modo l'avvicinamento del pignoramento tributario al modello legale disciplinato dal cpc, con l'unica eccezione della mancanza dell'udienza davanti al giudice dell'esecuzione. Il contribuente avrà, in particolare, la possibilità di venire a conoscenza della procedura e quindi la possibilità di far valere le sue ragioni nei confronti del concessionario e del terzo. Giova osservare, che in caso di inottemperanza all'ordine di pagamento da parte del terzo debitore del contribuente non sono previste sanzioni. E', infatti, previsto che l'agente attivi la procedura ordinaria prevista negli articoli 543 e seguenti del cpc con citazione questa volta davanti al giudice dell'esecuzione. Sarà operante, a partire dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge n. 262/2006, una nuova misura sulle richieste di informazioni nei confronti dei terzi debitori del contribuente. Con le modifiche in arrivo, che entreranno in vigore con la legge di conversione del decreto legge n. 262/2006, è previsto, in particolare, che gli agenti della riscossione, una volta venuti a conoscenza dell'esistenza di rapporti creditori che riguardano il contribuente moroso, potranno richiedere al terzo debitore, con lettera raccomandata, notizie dettagliate in ordine alle cose e alle somme da loro dovute al contribuente.Nella raccomandata contenente la richiesta di informazioni è fissato anche il termine per la risposta, che non può essere inferiore a 30 giorni dalla data di ricevimento della lettera. Il terzo deve rispondere tempestivamente poiché in caso di ritardo o omissione è prevista la sanzione tributaria da un minimo di 2065 euro a un massimo di 20. 658 euro. Se il ritardo non supera 15 giorni la sanzione comminata è ridotta alla metà. Con l'emendamento al decreto legge n. 262/2006 diventa più incisiva la facoltà per gli agenti della riscossione di richiedere al terzo debitore notizie dettagliate relative al credito vantato dal contribuente, prima di procedere al pignoramento del credito. Se la risposta non arriva nei termini o è infedele o incompleta nei confronti del terzo è irrogabile una sanzione tributaria pesante. L'azione di ricerca e di acquisizione dei crediti del contribuente verso terzi è incisiva ed è destinata a coinvolgere una tipologia indeterminata di debitori a prescindere dalla loro struttura organizzativa. La sequenza procedurale denota l'esercizio dei poteri istruttori di accesso e verifica al fine di individuare il terzo debitore nei confronti del contribuente, la richiesta di dettagliate informazioni presso il terzo debitore, la diretta intimazione di pagamento delle somme nelle mani degli agenti della riscossione. Competente ad applicare la sanzione è l'ufficio locale dell'agenzia delle entrate.La competenza si determina in ragione del domicilio fiscale del soggetto cui è stata rivolta la richiesta .L'agenzia si attiva su segnalazione degli agenti della riscossione.Gli agenti della riscossione possono procedere al trattamento dei dati acquisiti senza dover rendere l'informativa prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 196/2003 codice in materia di protezione dei dati personali .Se è riscontrata la violazione degli obblighi da parte del terzo è contestata la sanzione con le stesse regole previste dall'articolo 16 del decreto legislativo n. 472/97 per le violazioni di norme tributarie.Si delinea un ulteriore ambito di intervento delle CT avente per oggetto vicende che interessano terzi nella fase di riscossione delle entrate. I terzi sono obbligati ad un obbligo di collaborazione la cui inosservanza potrà comportare l'irrogazione della sanzione amministrativa da euro 2065, 83 a euro 20.658, 27, prevista dall'articolo 10 del dlgs n. 471/97 per la violazione degli obblighi degli operatori finanziari. * Dirigente Agenzia delle Entrate