Ordinamento giudiziario: il governo ha fatto male i conti (sulla copertura finanziaria)

La commissione Bilancio chiede chiarimenti sui prepensionamenti dei magistrati causati dall'emendamento brucia-carriere e sui gettoni di presenza nei consigli giudiziari. Il Guardasigilli chiarirò ogni dubbio

Andrò di persona a chiarire che è tutto coperto per evitare ulteriori esami che farebbero allungare i tempi . Ieri il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, in occasione della cerimonia che ha visto la riapertura al pubblico della piccola chiesa romana dedicata a San Francesco di Sales, adiacente all'ex carcere femminile delle Mantellate, ha affermato che andrà in Parlamento per chiarire i dubbi sollevati in merito ai decreti delegati di attuazione della legge 150/05 riforma dell'ordinamento giudiziario. Le commissioni bilancio di Camera e Senato, secondo il Guardasigilli, hanno posto quesiti legittimi , per questo si recherà lui di persona ad illustrare la copertura se il diavolo non ci mette la coda - ha aggiunto - alcuni provvedimenti frutto della riforma dell'ordinamento giudiziario dovrebbero entrare in vigore entro la fine della legislatura . Ad avanzare dubbi, la scorsa settimana, era stato il relatore al provvedimento e presidente della V commissione della Camera Giancarlo Giorgetti Lega che ha sollevato più di un dubbio sulle deleghe riguardanti i consigli giudiziari, incarichi direttivi e organico della Corte di cassazione. Giorgetti non è nuovo a sollevare problemi di copertura al Guardasigilli già in occasione del disegno di legge sul mandato d'arresto europeo mai condiviso in realtà dal ministro con aperte dichiarazioni , il presidente della V commissione ne aveva rallentato l'approvazione richiedendo al governo una relazione tecnica per capire il grado di copertura vedi tra gli arretrati del 21 novembre 2003 e del 20 aprile 2004 . Ma se sul mandato d'arresto la posizione di Giorgetti poteva essere condivisa dal Guardasigilli ed in linea con quella del partito di entrambi, sul Ddl 3017-B/C contenente modifiche al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari i materia di spese di giustizia, sicuramente meno. Anche in occasione della discussione di questo provvedimento vedi tra gli arretrati dell'11 febbraio 2005 , Giorgetti stoppava l'iter per un problema di copertura. Adesso sul decreto legislativo riguardante i consigli giudiziari, il presidente della commissione Bilancio ha fatto presente che agli articoli 6 e 14, dove si prevede che ai componenti non togati del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari sia corrisposto un gettone di presenza per ciascuna seduta, la cui entità verrà poi stabilita con decreto del ministro della Giustizia da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di efficacia delle disposizioni dello stesso decreto di concerto con quello dell'Economia , sarebbe opportuno che il Governo confermi quanto contenuto nella relazione tecnica, ossia che tale gettone non superi i 206 euro. Cifra espressa nella relazione ma non nel decreto, dal momento che l'entità del gettone viene rimandata ad un decreto interministeriale. Altri problemi sono sorti con l'esame della delega riguardante il conferimento degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti sia di legittimità che di primo e secondo grado. Sempre Giorgetti ha rilevato che l'onere determinato dallo schema di decreto non può configurarsi in termini di limite massimo di spesa, nonostante quanto precisato in tal senso dalla relazione tecnica, che su tale aspetto, peraltro, ribadisce quanto già stabilito dalla stessa norma di delega . E questo perché l'onere - ha continuato - deriva dall'anticipo del pensionamento da parte dei magistrati che a seguito delle nuove norme non possono più ottenere il conferimento dell'incarico direttivo, poiché i pensionamento costituisce un diritto soggettivo riconosciuto dall'ordinamento in presenza dei necessari requisiti, il relativo esercizio non può trovare alcuna limitazione nell'eventuale incapienza dello stanziamento recato dalle norme medesime . La problematica, ha ricordato Giorgetti, era già stata segnalata nel corso dell'esame sempre in V commissione dell'emendamento con cui la norma è stata introdotta nel testo del provvedimento. In particolare - ha detto Giorgetti agli altri commissari - rilevandosi che essa era suscettibile di determinare una accelerazione del turn-over della magistratura, veniva richiesto al Governo di chiarire se la delega potesse essere effettivamente esercitata nell'ambito delle risorse individuate . Benchè tale chiarimento non venisse poi fornito - ha continuato l'esponente leghista - la commissione esprimeva comunque parere di nulla osta sull'emendamento predetto, anche in considerazione che il medesimo risultava in larga parte superare per altri aspetti del provvedimento i profili posti dalla commissione stessa in un proprio precedente parere sul testo . Così Giorgetti ha invitato l'esecutivo ad una maggiore prudenza, per dimostrare la capienza delle risorse anche in prossimità dell'ipotesi limite di un esercizio del diritto al pensionamento da parte dell'itera platea dei potenziali interessati . Il Governo, quindi dovrebbe confermare che, secondo le sue stime, i magistrati che potrebbero anticipare il pensionamento sono in totale 266 unità, di questi quelli che sarebbero intenzionati a chiedere il prepensionamento sarebbero il 75% il primo anno, il 62% negli anni successivi. Infine Giorgetti ha espresso una riflessione sull'organico della Corte di cassazione ci sarà la copertura necessaria per trattenere in servizio in posizione di soprannumerarietà dei magistrati nei posti soppressi come stabilito dall'articolo 5, comma 2 del decreto legislativo? Il ministro risponderà al più presto ai quesiti. p.a.