Convenzioni per esami specialistici, non si negano con il silenzio-rifiuto

Se la Regione non intende procedere all'accreditamento di una struttura privata in grado di erogare prestazioni specialistiche deve pronunciarsi esplicitamente e deve farlo entro un termine di tempo ragionevole

Deve essere esplicito il provvedimento con il quale una amministrazione pubblica decide di non accreditare una struttura sanitaria privata che aveva chiesto di poter operare in regime di convenzione. Lo ha chiarito la terza sezione del Tar Lazio con la sentenza qui leggibile come documento correlato dichiarando illegittimo il silenzio-rifiuto formatosi sull'atto di diffida e messa in mora della ricorrente e dando tre mesi di tempo alla Regione Lazio per concludere il procedimento controverso. I fatti nel luglio 2003 la società - un centro medico specialistico - aveva presentato domanda di accreditamento per le prestazioni di Risonanza magnetica nucleare di tipologia avanzata. La Regione Lazio, pur avendo acquisito il parere favorevole della Asl competente per territorio, non aveva dato alcun riscontro alla richiesta nel frattempo, tuttavia, aveva attribuito vari accreditamenti nella stessa area. Dopo oltre due anni, a inizio dicembre dello scorso anno, l'azienda privata notificava un atto di diffida alla Regione nell'intento di ottenere la conclusione della procedura per l'accreditamento. Successivamente impugnava il relativo silenzio-rifiuto venutosi a formare su tale atto, chiedendone ai giudici amministrativi la dichiarazione di illegittimità nonché chiedendo la declaratoria dell'obbligo della Regione di concludere il procedimento di accreditamento nonché il rilascio dello stesso. Su quest'ultimo punto l'amministrazione, costituitasi in giudizio, eccepiva l'inammissibilità dell'azione di accertamento dell'obbligo di rilascio, in quanto situazione soggettiva riconducibile ad interesse legittimo , chiedendo il rigetto del ricorso. Situazione che i giudici hanno ammesso. Tuttavia rilevando che, indipendentemente dal suo esito, il procedimento non può non essere condotto a compimento in tempi ragionevoli , il Tar ha ritenuto che novanta giorni dall'attuale pronuncia siano più che sufficienti per la Regione nel concludere la pratica. Per la cronaca, a quasi tre anni dalla richiesta che, all'epoca, secondo la Asl, era stata formulata da una società che rappresenta l'unico presidio privato in grado di favorire prestazioni di fascia E campo magnetico 1,5 Tesla , dato che nell'ospedale di zona impianti simili erano ancora in fase di installazione. m.c.m.

Tar Lazio - sezione terza - sentenza 8 marzo-3 aprile 2006, n. 2270 Presidente Baccarini - estensore De Leoni Cento Medico Polispecialistico Villanova contro Regione Lazio e altri F A T T O Con ricorso notificato il 30 gennaio 2006, la Società Centro Medico Polispecialistico Villanova s.r.l. impugna il silenzio rifiuto formatosi sull'atto di diffida, notificato il 1 dicembre 2005, diretto ad attenere la conclusione del procedimento per l'accreditamento istituzionale per la risonanza magnetica e ad ottenere l'accreditamento stesso. Premette di aver presentato domanda di accreditamento per le prestazioni di Risonanza magnetica Nucleare ad alto campo 1,5 Tecla Signa Infiniti, quinta generazione fascia E in data 16.7.2003, ma la Regione, pur avendo acquisito il parere favorevole della competente ASL Roma G, non ha dato alcun riscontro alla richiesta, pur avendo attribuito vari accreditamenti nello stesso territorio della ASL Roma G delibera regionale n. 1228 del 10.12.2004 . Deduce la violazione degli artt. 8-bis, 8-ter, 8-quater e 8-quinquies del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni ed integrazioni degli artt. 13, 14, 18, 19, 20 e 21 della legge Regione Lazio 30 marzo 2003, n. 4 dell'art. 32 della Cost. dell'art. 3 della legge n. 241 del 1990 e l'eccesso di potere sotto vari profili. La Regione Lazio, costituitasi in giudizio, eccepisce, preliminarmente, la inammissibilità dell'azione di accertamento dell'obbligo di rilascio dell'accreditamento richiesto, trattandosi di situazione soggettiva riconducibile ad interesse legittimo e, nel merito, conclude per il rigetto del ricorso. All'Udienza dell'8 marzo 2006 la causa è stata ritenuta in decisione. D I R I T T O Può, in via preliminare, convenirsi con la difesa della Regione Lazio, secondo cui la posizione dei privati, nella vicenda che ci occupa, è da ricondurre a posizioni di interesse legittimo, con la conseguenza della inammissibilità dell'azione di accertamento al rilascio dell'accreditamento istituzionale. L'accreditamento, infatti, è il momento conclusivo di un procedimento tecnico-amministrativo complesso, che si articola in varie distinte fasi dirette sia all'accertamento del possesso, in capo alla struttura richiedente, dei requisiti di qualificazione professionale, organizzativa e strutturale, sia al controllo della funzionalità della struttura stessa rispetto alle concrete scelte di programmazione sanitaria elaborate dalla Regione nell'ambito delle linee generali determinate a livello nazionale. Tuttavia, qualunque sia l'esito del procedimento, esso non può non essere condotto a compimento in tempi ragionevoli, in particolare, nella specie, a fronte dell'autorizzazione rilasciata dalla ASL Roma G, territorialmente competente, ove viene espressa la necessità di accreditare il Centro Polispecialistico richiedente, poiché esso rappresenta l'unico presidio privato in grado di favorire prestazioni di fascia E campo magnetico 1,5 Tesla , essendo le apparecchiature di R.M.N. presso l'Ospedale di Tivoli ancora in fase di installazione. Ne consegue che sussiste l'obbligo della Regione di concludere il procedimento di accreditamento, promosso dal Centro ricorrente con istanza del 16 luglio 2003 e reiterato con l'atto di diffida e messa in mora del 1 dicembre 2005, non potendo trovare applicazione la riforma introdotta con la legge n. 15 del 2005, poiché il Collegio non ha gli elementi per potersi sostituire all'Amministrazione. Va, quindi, prefissato un termine per la conclusione del procedimento in questione, termine che, tenuto conto dei poteri di accertamento propri delle Regioni in materia sanitaria, può essere ragionevolmente individuato in giorni 90 novanta , decorrenti dalla data di comunicazione o di notificazione della presente sentenza. Le spese di giudizio vanno poste a carico dell'Amministrazione soccombente. P. Q. M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione III, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e, per l'effetto, dichiara illegittimo il silenzio rifiuto impugnato e dichiara, altresì, l'obbligo della Regione Lazio di concludere con provvedimento esplicito il procedimento nel termine di cui in motivazione. Condanna la predetta Amministrazione al pagamento in favore del ricorrente Centro Medico Polispecialistico Villanova s.r.l. delle spese di giudizio, che si liquidano in 1.500,00. ?? ?? ?? ?? Ric. n. 1193/2006 2