Antiterrorismo, banca dati e immigrati: scontro Castelli-Pisanu

Il ministro della Giustizia auspica una direzione nazionale ma deve fare i conti anche economici con veti e opposizioni del collega dell'Interno

Si torna a parlare di Direzione nazionale antiterrorismo. Ieri il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, durante il convegno su Reti telematiche e sicurezza economico-Finanziaria ha rilanciato la proposta. Occorre ragionare senza lenti ideologiche ha detto Castelli, sulla necessità di istituire una Direzione nazionale antiterrorismo sulla falsariga di quella antimafia, un punto sul quale però non si è trovata una soluzione politicamente condivisa. Non necessariamente si tratterebbe di una direzione autonoma rispetto a quella preesistente che indaga sui reati di criminalità organizzata i modi sono tanti, ribadisco però che bisogna interrogarsi sulla necessità di questa direzione antiterrorismo, io personalmente la ritengo opportuna . Di coordinamento delle indagini a livello nazionale si parlò subito dopo i fatti dell'11 settembre 2001 da quel momento i procuratori impegnati nella lotta al terrorismo iniziarono ad interrogarsi sull'utilità di un coordinamento nazionale vedi anche il contributo di Franco Ionta su D& G n. 38 del 3 novembre 2001 . In quell'occasione, Ionta chiedeva per esempio l'istituzione di un ufficio giudiziario nazionale con compito di indagine che si ponga quale unico punto di gestione del dato processuale . Una procura nazionale antiterrorismo, continuava il Pm in grado di dialogare con la polizia giudiziaria specializzata, di centralizzare tutte le informazioni utili, di avere rapporti con le autorità giudiziarie di altri Paesi. Un ufficio di Procura con compiti operativi e non di coordinamento, con funzioni inquirenti di primo grado, titolare esclusivo dell'azione penale nella materia specifica dei reati contro la personalità interna e internazionale dello Stato, strutturata pertanto in una sola sede e che non mutui la struttura della Direzione nazionale antimafia che seppure utile nel contrasto alla criminalità mafiosa costituisce un modulo incompatibile conl'esigenza di aggredire la minaccia terroristica . Più recentemente ad occuparsi della proposta è stato il Consiglio superiore della magistratura, che ha raccolto le posizioni dei 26 procuratori distrettuali competenti per reati di terrorismo vedi tra gli arretrati del 25 novembre 2005 . In quell'occasione chi - come Ionta e Pietro Saviotti - chiedeva una Procura con capacità operative investigative rimase in minoranza. I procuratori si ritrovarono concordi, invece, nel chiedere un maggiore coordinamento tra le varie Procure, mentre la maggioranza si espresse contro una Superprocura antiterrorismo accorpata all'antimafia . A gran voce è stata più volte richiesta una banca dati centralizzata, ma in questo caso le resistenze si sono registrate tra il ministero degli Interni e quello della Giustizia il Viminale vorrebbe potenziare la sua banca dati per poterla poi mettere a disposizione di magistrati e investigatori alla Giustizia invece si vorrebbe una banca dati specifica gestita direttamente dai magistrati. Scontro Castelli Pisanu. I rapporti tra Viminale e via Arenula ieri si sono ulteriormente accesi sulla vicenda delle regolarizzazioni degli immigrati. Sempre durante il convegno romano sulla sicurezza, Castelli ha rimarcato il concetto già espresso martedì, giorno della presentazione dei moduli per la regolarizzazione da parte degli immigrati Era del tutto ovvio - ha detto - che tra gli immigrati in coda, la stragrande maggioranza era di clandestini . Castelli ha dichiarato di aspettarsi delle risposte da Pisanu, perché le leggi vanno rispettate. Più esplicito l'altro ministro leghista, Roberto Maroni Il ministero degli Interni - ha detto - ha l'obbligo di procedere con le espulsioni, il vero scandalo è che siano state indotte a mettersi in fila persone che non hanno alcuna speranza di vedere accolta la loro domanda. È stata una messa in scena fatta ad arte da alcune associazioni per ottenere ciò che non è possibile ottenere, cioè una nuova sanatoria. Spero almeno che la presentazione di queste domande consenta al ministero degli Interni di procedere con le espulsioni previste dalla legge Bossi-Fini. Questo sarà alla fine il risultato, se c'è la notizia di un reato non vedo come si possa fare finta di non vederlo, se si tratta di irregolari devono essere espulsi, questo dice la legge . I ministri del Carroccio, in pratica, avrebbero voluto una retata di tutti gli irregolari chiamati dalla legge in fila agli sportelli delle poste. Della Bossi-Fini, delle nuove disposizioni in tema di immigrazione ed asilo, si occuperà la sesta puntata dell'inchiesta a tappe di DirittoeGiustizi@ , che sarà pubblicata sabato 18 marzo. p.a.