Magistrati, temporaneo (due anni) il taglio degli stipendi

Mastella soddisfatto per la salvaguardia delle giovani toghe. Forse sventata la proclamazione dello sciopero da parte dell'Anm

Il taglio agli stipendi dei magistrati sarà temporaneo, limitato al biennio 2007-2008 e riguarderà le retribuzioni superiori a 53.000 euro annui. Tra gli emendamenti governativi presentati in commissione Bilancio alla Camera, dove si sta discutendo la legge Finanziaria 2007, c'è anche la modifica all'articolo 64 del provvedimento, quello riguardante le retribuzioni dei magistrati che aveva suscitato aspre critiche da parte dei diretti interessati vedi tra gli arretrati del 3 e 7 ottobre 2006 e il contributo di Stefano Amore su D& G n. 37 del 14 ottobre 2006 . Subito dopo la presentazione della Finanziaria, si era svolto un incontro tra il premier Romano Prodi e i rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati che dava il via ad un tavolo tecnico tra esecutivo e magistratura per mettere a punto una soluzione condivisa. Terminati i lavori del tavolo tecnico, il Governo ha messo a punto la modifica leggibile tra i documenti correlati che domani, sabato 4 novembre, verrà discussa dal Comitato direttivo centrale dell'Anm. L'emendamento, spiega la relazione di accompagnamento, tende a riformulare il meccanismo di parziale congelamento a tempo indeterminato dei meccanismi di automatismo stipendiale introdotto con il D.Lgs 165/01. La riduzione riguarderà solo il prossimo biennio e non sarà applicata agli scatti e classi biennali ma al meccanismo di adeguamento automatico previsto all'articolo 24 della legge 448/98 adeguamenti annuali calcolati dall'Istat , corrispondendo il 70 per cento della misura solo a chi guadagnerà più di 53 mila euro annui e senza dar luogo a successivi recuperi. Soddisfazione è stata espressa dal ministro della Giustizia Clemente Mastella per l'esclusione dal taglio dei giovani magistrati. Il ministro non ha rinunciato però alla nota polemica, dichiarandosi dispiaciuto per l'ulteriore sacrificio economico richiesto ai magistrati, che a mio giudizio poteva essere evitato . Con l'emendamento, comunque, ha continuato il Guardasigilli, è stata abbandonata la strada con la quale si voleva incidere sulla struttura retributiva dei magistrati, una strada pericolosa perché potenzialmente lesiva dell'autonomia e dell'indipendenza dei giudici e dei Pm Molto caute le reazioni all'iniziativa da parte delle toghe che rimandano ogni considerazione alla riflessione che verrà svolta oggi dal Cdc e non è detto che la modifica possa arginare la protesta della base e di tutti quelli che contro le recenti iniziative legislative compresa la sospensiva sulla riforma della giustizia, ritenuta troppo blanda minacciavano lo sciopero. Il segno del malessere generale è arrivato all'Anm lo scorso 16 ottobre, con una richiesta sottoscritta da 278 magistrati di convocazione dell'assemblea straordinaria ai sensi dell'articolo 14, comma 1, dello Statuto. Il Cdc di sabato 28 ottobre ha quindi deliberato all'unanimità di svolgere l'assemblea il 26 novembre prossimo con all'ordine del giorno il trattamento economico e status dei magistrati ordinari. Il direttivo dello scorso fine settimana è stato comunque caratterizzato da un forte dibattito interno, tra chi avrebbe voluto proclamare lo sciopero subito e chi invece preferiva attendere le iniziative legislative. Essendosi svolto tre giorni prima il tavolo tecnico e non essendo arrivata alcuna indicazione da parte dell'esecutivo ai rappresentanti delle toghe, molti spingevano per la proclamazione dello sciopero a data da destinarsi. Poi però la provvidenziale dichiarazione di Prodi che annunciava modifiche alla Finanziaria per la parte riguardante gli stipendi dei magistrati, ha spinto il parlamentino dell'Anm ad aggiornarsi a sabato 4 novembre. Una decisione presa però a maggioranza, con il voto contrario dei rappresentanti di Magistratura indipendente. Il presidente di Mi, Stefano Schirò, venerdì scorso alla vigilia del comitato direttivo centrale, ha giudicato positiva la notizia dell'emendamento governativo Adesso dobbiamo riflettere su questa iniziativa - ha affermato - l'aspetto positivo è rappresentato dall'eliminazione della norma che incideva stabilmente sul sistema delle retribuzioni, ma a prendere decisioni sarà il comitato direttivo centrale di sabato . Forse l'emendamento riuscirà a sventare il primo sciopero delle toghe con l'esecutivo guidato da Romano Prodi. p.a.

Camera dei deputati Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato Ddl 1746bis legge Finanziaria 2007 Emendamento del Governo 60.42 presentato il 3 novembre 2006 Articolo 64 All'articolo 64, il comma 1 è sostituito dal seguente Per il personale non contrattualizzato di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, l'adeguamento retributivo previsto dall'articolo 24, commi 1 e 4, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, fermo restando il procedimento di determinazione ivi disciplinato, è corrisposto per gli anni 2007 e 2008 nella misura del 70 per cento, limitatamente alle retribuzioni complessivamente superiori a 53.000 euro annui, senza dare luogo a successivi recuperi . Conseguentemente, nella tabella A, apportare le seguenti variazioni in migliaia di euro Ministero dell'economia e delle finanze 2007 - 2008 - 2009 - 60.000. Ministero della Giustizia 2007 - 2008 - 2009 - 20.000. Ministero dell'università e della ricerca 2007 - 2008 - 2009 - 40.000. RELAZIONE L'emendamento all'articolo 64, comma 1, tende a riformulare il meccanismo di parziale congelamento a tempo indeterminato dei meccanismi di automatismo stipendiale introdotto, per tutte le categorie del pubblico impiego non privatizzato di cui all'articolo 3 del decreto-legge numero /2001 a fini di contenimento della spesa pubblica e di omogeneizzazione e razionalizzazione dei trattamenti retributivi. Per tener conto delle osservazioni delle categorie interessate si è riformulata la disposizione introducendo un sistema di riduzione per il solo biennio 2007-2008 applicato non più agli scatti e classi biennali ma - e ciò anche nella riconsiderazione delle posizioni iniziali - al meccanismo di adeguamento automatico di cui all'articolo 24 della legge n. 448 del 1998, nel senso che l'adeguamento stesso viene corrisposto nella misura del 70 per cento limitatamente al personale con retribuzioni complessivamente superiori a 53.000 euro annui e senza dar luogo a successivi recuperi. La nuova tipologia di intervento è comunque coerente con gli effetti finanziari sottesi all'articolo 64, comma 1, nella formulazione originaria per gli anni 2007 e 2008 ma non anche per il 2009, trattandosi di intervento temporaneo limitato ad un biennio. Pertanto la compensazione della minore spesa di 120 milioni di euro per l'anno 2009 viene assicurata apportando, nella Tabella A, le seguenti variazioni in migliaia di euro Ministero dell'economia e delle finanze - 60.000 Ministero della giustizia - 20.000 Ministero dell'Università e della ricerca - 40.000. 60. 42. Il Governo. Articolo 64 Automatismi stipendiali e misure di contenimento per i trattamenti accessori dirigenziali 1. In attesa di una specifica disciplina intesa alla revisione delle relative strutture retributive, finalizzata al superamento delle progressioni economiche articolate in automatismi stipendiali per anzianità nonché all'introduzione di specifici elementi di valutazione della produttività, per le categorie di personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, che ancora fruiscono di progressioni stipendiali automatiche, a decorrere dal 1o gennaio 2007 la misura delle classi di stipendio e degli aumenti periodici biennali previsti dai rispettivi ordinamenti è ridotta del 50 per cento. La riduzione non opera per i ratei maturati al 31 dicembre 2006. 2. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 24, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'articolo 34, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono anche disciplinati i criteri applicativi dell'articolo 22-bis, comma 1, dello stesso decreto-legge, sulla base dei medesimi princìpi e modalità. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo del presente comma trova applicazione anche nei confronti del personale di cui all'articolo 5, terzo comma, della legge 1o aprile 1981, n. 121, come modificato dall'articolo 11-bis del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1987, n. 472, nonché del personale di cui all'articolo 65, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, e successive modificazioni, in relazione ai trattamenti indennitari comunque denominati in godimento.