Denuncia d'inizio attività e la recinzione metallica può diventare di mattoni

È sufficiente una semplice dichiarazione all'amministrazione comunale per sostituire la barriera che delimita la proprietà. Lo ha stabilito il Tar Abruzzo

Basta la denuncia di inizio attività per la sostituzione di una recinzione metallica con un muro di mattoni. A chiarirlo è stata la sezione staccata di Pescara del Tar Abruzzo con la sentenza 334/06 depositata lo scorso 30 maggio e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici di Pescara pur respingendo il ricorso del proprietario di area poiché non aveva rispettato i due metri dal confine della strada ha chiarito che in questo caso è sufficiente la denuncia di inizio attività. Per questo il comune di Cepagatti ha sospeso il provvedimento per permettere al cittadino di adeguare il progetto.

Tar Abruzzo - Sezione Pescara - sentenza 18-30 maggio 2006, n. 334 Presidente Catoni - Relatore Nazzaro Ricorrente De Francesco Fatto e diritto -il ricorrente ha fatto una Denuncia di Inizio Attività DIA con protocollo 3.8.1999 n. 11490 per la manutenzione delle strutture di recinzione della sua proprietà, che sarebbe stata completata per tre dei quattro lati per il versante di via Pagliette, a confine con la strada, ha inoltrato altra DIA 1 giugno 2005 , per la quale è intervenuto l'atto di sospensione, con obbligo di arretramento di metri due. La recenzione, quale opera pertinenziale sarebbe soggetta solo ad autorizzazione e, quindi, a DIA articolo 22 Tu Edilizia ed in precedenza Dl 398/93, convertito in legge 493/93 il Rec articolo 57.20 prevede che per le nuove recinzioni e ricostruzione di quelle esistenti, vi sia una distanza minima di metri due dal confine di tutte le strade comunali. Si oppone che l'ipotesi è quella di una sostituzione manutenzione straordinaria , senza alcuna modifica di volumi, superfici e consistenza fisica, come già avvenuto per gli altri tre lati non a confine diretto con la strada . Sul piano procedimentale non vi è stato l'avviso di non accoglimento articolo 10bis legge 241/90 , ai fini delle osservazioni di parte e del provvedimento finale dialetticamente motivato, con grave vulnus del diritto di proprietà del ricorrente. La difesa del Comune ritiene il gravame inammissibile, per omessa impugnazione del parere richiamato nel provvedimento favorevole alle sole opere di rinforzo del muro esistente , ed infondato nel merito, perché vi sarebbe una sopraelevazione del cordolo esistente con mattoni mt. 1,85 , che comporterebbe una modificazione sostanziale, con una perdita di visuale per gli automobilisti della strada, mentre per gli altri lati viene rispettata la distanza di metri quattro dall'asse della strada. L'articolo 10bis citato, infine, non sarebbe applicabile alla DIA. La fattispecie attiene al completamento della recinzione sul quarto lato della proprietà, ove è presente il cancello di accesso nella relazione di parte si legge che l'intervento consiste nella rimozione della recinzione esistente, composta di un vecchio muro di contenimento, di paletti in ferro e rete metallica e la realizzazione di una cortina di mattoni a faccia vista, con lo stesso disegno della porzione di recinzione antistante la proprietà. Agli atti è stata depositata la concessione edilizia del 29 agosto 1991, relativa alla ristrutturazione di una recinzione , a condizione che per la parte sulla via Pagliette la stessa sia posta a non meno di metri quattro dall'asse di detta strada a tale atto fa seguito la DIA del 1999 per la ristrutturazione di una porzione di recinzione in località Cepagatti - via Pagliette e la DIA del 1 giugno 2005 sempre per la manutenzione straordinaria di una recinzione in via Pagliette , che è stata sospesa perché, in conformità del parere dell'ufficio LL.PP. del Comune di Cepagatti, possono essere realizzati i lavori di rinforzo del muro esistente, mentre la recinzione sovrastante il muro dovrà essere realizzato in rete metallica simile a quella esistente, perché la recinzione progettata in mattone deve rispettare la distanza di mt. due dal confine della strada. In effetti, il parere favorevole n. 98/21.9.2005 attiene solo alle opere di rinforzo del muro esistente e, per quanto recepito nell'atto finale, esso non dice nulla sul tipo di recinzione e la relativa distanza la circostanza rende priva di pregio l'eccezione di inammissibilità del Comune il parere rappresenta, quindi, un atto istruttorio parziale ed interlocutorio. In rito, si pone l'applicazione o meno alla fattispecie dell'articolo 10bis legge 241/90. La DIA, invero, non realizza un procedimento ad iniziativa di parte, ma è una fattispecie tipica a formazione progressiva automatica, con consolidazione degli effetti della denuncia , ovvero con la sua interruzione in itinere , in sede di controllo amministrativo dei presupposti e/o della conformità agli stessi non si tratta, quindi, di accogliere o meno una domanda di parte, ma vi è solo una dichiarazione privata soggetta a controllo cd. inversione procedimentale . Il particolare tipo di procedimento semplificato ed accelerato, introdotto dall'articolo 19 della legge 241/90 la denuncia di inizio di attività , rappresenta un istituto sui generis , che non richiede l'emanazione di un provvedimento amministrativo il soggetto, infatti, comunica che inizierà una certa attività, con la tacita intesa ope legis , che, se nel termine stabilito tra la comunicazione e l'inizio dell'attività stessa, l'Amministrazione nulla comunicherà, l'attività potrà essere iniziata, salvo un eventuale intervento successivo in autotutela. Non vi è, quindi, alcun inizio di un procedimento amministrativo ordinario, ma, soltanto la sua conclusione, ovvero, come per legge, un'attività di inibizione e/o interruzione. Stessa conclusione si ricava dalla specifica finalità della DIA, che non prevede alcun adempimento ulteriore da parte dell'Amministrazione. Superata l'eccezione di rito, va esaminato il merito del gravame il mutamento del tipo di recinzione da metallica a mattone è considerata dal Comune una modifica strutturale che imporrebbe il rispetto dell'articolo 57.20 del REC. La norma si riferisce espressis alle recinzioni e stabilisce la distanza di metri due dal confine della strada comunale anche per la ricostruzione di recinzione esistente nella fattispecie vi è un muro di contenimento che funziona da cordolo per la recinzione metallica, che si vuole sostituire con la costruzione in mattone. Il concetto di sostituzione , invocato da parte ricorrente, presuppone, invero, una realizzazione conforme alla precedente ovvero metallica , mentre il mattone rappresenta una modificazione sostanziale, sicchè la ricostruzione non sarebbe più conforme, ma del tutto diversa, rappresentando una vera e propria sopraelevazione del muro di contenimento, sia pure in funzione di recinzione di confine e proprietà. Le nozioni di manutenzione straordinaria , ristrutturazione e nuova costruzione articolo 3, comma1, lettere b ,d ,e , Dpr 380/01 , invero, sono riferite agli interventi edilizi tipici e comportano rinnovazione e/o sostituzione di parti strutturali senza modifiche di destinazione d'uso, alterazione dei volumi e superfici manutenzione straordinaria , trasformazione dell'organismo edilizio anche in parte diverso da quello iniziale, con sostituzione di elementi costitutivi ristrutturazione , la realizzazione di un quid novi , ovvero di una trasformazione edilizia nuova costruzione . Adeguando tali nozioni al muro di recinzione, la nuova muratura, in sostituzione della rete metallica, è conforme alla destinazione d'uso recinzione , che non è modificata, ma la manutenzione straordinaria implica che la rinnovazione e/o sostituzione delle parti strutturali , non dovendo alterare i volumi e le superfici, abbia una identità e/o similiarietà con la struttura precedente, poiché i mattoni hanno consistenza e dimensioni diverse rispetto alla rete metallica, che era l'elemento costitutivo precedente, la cui sostituzione fa rientrare l'intervento nell'ambito della ristrutturazione, per sostituzione di un elemento costitutivo. Il punto nodale, quindi, non è la recinzione in se stessa, ma la nuova configurazione che le si vuol dare sul muro di contenimento, per il quale resta ferma la possibilità di realizzare i lavori di rafforzamento. Ai sensi dell'articolo 10 della Dpr 380/01, l'intervento di ristrutturazione edilizia che comporta un nuovo organismo edilizio è soggetto al permesso di costruire, ma, ai sensi dell'articolo 22, comma 3, Dpr 380, in alternativa, è sufficiente la DIA ed invero, per tale ragione vi è stato il solo provvedimento di sospensione, finalizzato all'adeguamento del progetto. Conclusivamente il ricorso va respinto in uno alla richiesta risarcitoria. La particolarità della fattispecie, impostata su un piano squisitamente ermeneutico, giustifica l'equa compensazione delle spese di causa. PQM Il Tribunale amministrativo per l'Abruzzo, sezione staccata di Pescara, -respinge il ricorso in epigrafe -spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.