Diritti di transito, speculative le condizioni per usare il gasdotto tunisino

L'Authority chiede ai ministri D'Alema e Bersani di fare passi appropriati con Tunisi per eliminare i vincoli in grado di distorcere pesantemente la concorrenza

L'Italia deve farsi promotrice di un'intesa con le autorità governative tunisine affinchè siano rinosse alcune condizioni relative ai diritti di transito per il gasdotto TTPC, i cui effetti si ripercutono negativamente sul mercato italiano dell'approvvigionamento di gas. L'invito è stato rivolto con la segnalazione qui leggibile come documento correlato dal presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, ai ministri D'Alema e Bersani - rispettivamente titolari dei portafogli Esteri e Sviluppo economico - affinchè si adoperino in tal senso. L'obiettivo, che l'Antitrust indica con estrema chiarezza, è quello di ottenere un requisito-capestro per chi desidera utilizzare il gasdotto in questione. Un requisito fondato su ragioni speculative. Di che cosa si tratta? Chiunque faccia richiesta di autorizzazione al trasporto di gas sull'impianto TTPC deve possedere un previo contratto di fornitura di gas con il fornitore algerino Sonatrach . In tal modo accade che la società Sonatrach, essendo correttamente autonoma nel decidere con quali soggetti intende concludere contratti di fornitura, è in condizione di chiudere la porta più concretamente le paratie del gasdotto in faccia a qualunque soggetto non corrisponda ai suoi interessi primi tra tutti gli operatori che si approvvigionano da terzi e in pratica contratterebbero anche con Sonatrach solo per avere accesso al trasporto. Secondo il Garante italiano per la concorrenza le regole tunisine sono eccessive in quanto non rispondono ad una logica di proporzionalità in relazione agli interessi di quel Paese, laddove un maggior transito - anche di gas proveniente da terzi, intermediari o fornitori - assicurerebbe comunque un aumento delle royalties. In concreto gli effetti distorsivi della concorrenza sul mercato italiano si realizzano proprio limitando il numero degli operatori che potrebbero - ove avessero accesso senza condizioni obbligate quali quelle esistenti - svolgere attività di trasporto verso l'Italia, a condizioni economiche vantaggiose, di gas indipendente dall'operatore incumbent ENI per il mercato nazionale italiano . m.c.

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Provvedimento 23 ottobre 2006 Trasporto internazionale di gas tramite il gasdotto Ttpc L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell'esercizio del potere di segnalazione di cui all'articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, intende formulare alcune osservazioni sul trasporto internazionale di gas, attraverso il gasdotto tunisino 1 , che hanno importanti conseguenze concorrenziali sul mercato italiano dell'approvvigionamento di gas. In particolare, si intendono evidenziare le implicazioni per la concorrenza nel nostro paese dell'applicazione da parte dello Stato Tunisino della legge 91-38 del Parlamento tunisino 2 . Il 6 marzo 1991 SNAM Spa, ENI e lo Stato tunisino hanno concluso un accordo denominato Accord pour la réalisation et l'exploitation d'un gazoduc en Tunisie per la realizzazione di un nuovo gasdotto. Tale accordo è stato poi approvato con legge 91-38. Sulla base di tale accordo ENI è risultata concessionaria del gasdotto in via esclusiva, tramite la società Trans Tunisian Pipeline Company di seguito, TTPC 3 , sino al 30 settembre 2019. L'accordo del 6 marzo 1991 prevede esplicitamente all'articolo 6 lettera b che Les contrats de transport entre TTPC et des utilisateurs autres que SNAM et ENEL seront soumis à l'agrément préalable de l'ETAT TUNISIEN . Dalla lettera dell'accordo si evince, quindi, che lo Stato tunisino si riserva la facoltà di esprimere il suo gradimento relativamente alla stipula di contratti eventualmente conclusi tra TTPC ed altri shippers di gas, diversi da SNAM oggi, ENI Spa ed ENEL SpA. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato già durante lo svolgimento del procedimento istruttorio A358 ENI/TTPC, concluso con la delibera del 15 febbraio 2006, ha avuto conoscenza dei requisiti cui TTPC condiziona sospensivamente l'entrata in vigore dei contratti di Trasporto predisposti per l'assegnazione della capacità addizionale disponibile in seguito ai lavori di potenziamento del gasdotto. Tra tali condizioni, vi è l'ottenimento da parte dello Stato tunisino dell'autorizzazione al passaggio sul suo territorio, ai sensi della disciplina interna sopra richiamata. Gli shippers che, in una prima fase della procedura, siano risultati assegnatari in via provvisoria della capacità di trasporto devono ottenere tale autorizzazione tra i requisiti funzionali all'entrata in vigore del contratto di Trasporto, pena l'esclusione dalla procedura e la perdita in via definitiva della capacità di trasporto. Ad avviso di TTPC/ENI, dato l'assetto normativo sopra descritto, la suddetta condizione sospensiva, prevista per l'entrata in vigore dei contratti di Trasporto, mira a tutelare quest'ultima società del gruppo ENI in relazione ad investimenti di ingente rilevanza economica. Il termine fissato da TTPC per l'avveramento di tutte le condizioni sospensive previste nel contratto di Trasporto, con riferimento alla procedura di assegnazione della capacità relativa alla seconda tranche del potenziamento, è l'11 gennaio 2007. Taluni shippers, risultati assegnatari in via provvisoria di parte di tale capacità di trasporto addizionale, hanno portato all'attenzione dell'Autorità la circostanza che lo Stato tunisino subordina il rilascio dell'autorizzazione di cui all'accordo del 1991, alla previa stipula di un accordo di fornitura con il fornitore algerino di gas Sonatrach società petrolifera di stato dell'Algeria . Tale ultimo requisito non trova un'esplicita previsione nella normativa tunisina, ed è stato indicato dagli operatori come idoneo ad ingenerare distorsioni nel mercato dell'approvvigionamento di gas per l'Italia, in quanto non consente agli operatori interessati all'assegnazione della mera capacità di trasporto di stipulare con TTPC un contratto di Trasporto sul gasdotto tunisino, costringendoli ad assumere anche la veste di importatori. Poiché, infatti, gli shippers diversi da ENI ed ENEL, per essere assegnatari della capacità devono essere autorizzati dallo Stato tunisino, la condizione ulteriore imposta dalle autorità tunisine per il rilascio della suddetta autorizzazione finisce col rendere più gravoso l'iter da seguire e rimette in capo al fornitore di gas algerino Sonatrach la scelta di quali soggetti possono vedersi assegnare capacità di trasporto sul TTPC, per il tratto del gasdotto che attraversa la Tunisia. Nella pratica, cioè, il fornitore algerino di gas è nella posizione di determinare chi potrà stipulare un contratto di trasporto con la società TTPC. Parallelamente taluni operatori hanno rappresentato all'Autorità una situazione di difficoltà nel portare a termine un accordo di fornitura con Sonatrach. Sulla base di quanto avvenuto in relazione alla procedura di allocazione della capacità relativa alla prima tranche del potenziamento del gasdotto TTPC, conclusasi nel 2005, sembrerebbe che molti operatori, che pure erano risultati assegnatari in via provvisoria della capacità di trasporto sul gasdotto TTPC, non siano riusciti a concludere un accordo di fornitura con il fornitore algerino e, per questa via, sia stata preclusa loro, da un lato, la possibilità di acquisire in via definitiva la capacità di trasporto e, contestualmente, di approvvigionarsi di gas da importare in Italia, per coloro che volessero anche assumere il ruolo di importatori. Tra gli operatori interessati vi erano, del resto, sia traders di gas sia, anche, società direttamente rappresentative di clienti finali. Tali operatori hanno espresso il timore che quanto verificatosi in occasione della prima tranche del potenziamento si possa riprodurre anche per la procedura, attualmente in corso, relativa alla seconda tranche del potenziamento per la quale, come detto sopra, il termine per l'ottenimento dei requisiti, cui è sospensivamente condizionata l'entrata in vigore dei contratti di Trasporto con TTPC, è l'11 gennaio 2007. La situazione sopra descritta, da un lato, impedisce, di fatto, a soggetti che intendono operare come shippers di esercitare tale attività, costringendoli a compiere anche attività più direttamente finalizzate all'importazione di gas, dall'altro, aumenta il potere contrattuale del fornitore di gas algerino dal momento che esso è chiamato ad intervenire con la stipula di un contratto di fornitura in un momento in cui gli operatori che richiedono la fornitura di gas hanno ottenuto la capacità di trasporto soltanto in via provvisoria e, quindi, l'eventuale rifiuto nei confronti di alcuni operatori determina l'esclusione degli stessi dalla procedura, a vantaggio di coloro con i quali Sonatrach abbia valutato positivamente di stipulare tale accordo. In tal modo, oltretutto, il fornitore algerino ha il potere di ostacolare taluni soggetti, in particolare le società interessate all'acquisto di gas per gli stessi soci, dall'importare gas in Italia a condizioni economiche possibilmente migliorative rispetto a quella praticate dai grossisti. Laddove, invece, gli shippers assegnatari della capacità lo fossero in via definitiva, la loro posizione contrattuale nei confronti del fornitore monopolista, seppure non di forza, sarebbe migliore e, comunque, essi potrebbero scegliere di rendere disponibile capacità di trasporto, per il passaggio di gas acquistato presso Sonatrach da terzi, oppure, potrebbero decidere di cedere a terzi la capacità di trasporto assegnata loro da TTPC. Tali due ultime possibilità sono, del resto, previste dallo stesso contratto di Trasporto. La situazione sopra descritta, peraltro, non pare rispondere ad una logica di proporzionalità con riferimento agli interessi dello Stato tunisino in quanto l'autorizzazione è, in definitiva, finalizzata alla quantificazione delle royalties per il passaggio del gas sul territorio tunisino. A tal fine, tuttavia, non pare necessaria la contestualità di ottenimento della capacità di trasporto e di fornitura di gas, in quanto lo Stato tunisino potrà prevedere e disciplinare le modalità per la riscossione delle royalties commisurate ai quantitativi di gas che effettivamente attraversino il proprio territorio, senza introdurre requisiti che non siano pertinenti con le procedure indette da TTPC per l'assegnazione della capacità di trasporto sul gasdotto. La possibilità di influire sull'identità dei soggetti assegnatari della capacità di trasporto, attribuita al fornitore algerino Sonatrach, monopolista nella vendita di gas fase a monte nella filiera , produce l'effetto di ostacolare lo svolgimento di una distinta fase della filiera il trasporto internazionale di gas , che rappresenta un'attività economica a sé stante, e rafforza estendendolo il, già ampio, potere contrattuale del fornitore. Con specifico riferimento alle implicazioni concorrenziali nel mercato italiano dell'approvvigionamento del gas, si osserva che la situazione sopra descritta ha l'effetto di diminuire il novero degli operatori che hanno la possibilità di svolgere attività nella fase del trasporto internazionale del gas per l'Italia e che possono, in definitiva, consentire l'approvvigionamento, a condizioni economiche vantaggiose, di gas indipendente dall'operatore incumbent ENI per il mercato nazionale italiano. La possibilità per Sonatrach, quale unico fornitore del gas immesso nel gasdotto TTPC, di selezionare i soggetti con cui concludere contratti di fornitura è idonea a precludere a talune società, che acquistano gas per conto degli stessi soci, di approvvigionarsi direttamente dal produttore, costringendole a ricorrere all'intermediazione dei traders di gas e, quindi, a costi complessivamente maggiori. A tal proposito, si osserva che nel corso del 2005, oltre l'85% del gas consumato in Italia è provenuto dalle importazioni circa 70 miliardi di metri cubi 4 . Di tali importazioni, il 37% è giunto in Italia attraverso il sistema di gasdotti TTPC-TMPC 5 . Il gasdotto TTPC riveste, quindi, insieme al gasdotto TAG per il gas proveniente dalla Russia un'importanza cruciale per l'approvvigionamento di gas per il nostro Paese. In conclusione, l'Autorità auspica che le osservazioni formulate in relazione alla portata distorsiva della concorrenza dei vincoli presenti nel trasporto di gas attraverso il gasdotto tunisino TTPC possano portare il Governo italiano ad interessare le competenti autorità governative tunisine al fine di ottenere l'eliminazione del requisito di un previo contratto di fornitura di gas con il fornitore algerino Sonatrach in capo agli shippers che facciano richiesta allo Stato tunisino 6 di autorizzazione al trasporto di gas sul gasdotto TTPC. Parimenti, si auspica che il Governo italiano interessi le competenti autorità governative algerine affinché, con riferimento al gas destinato al mercato italiano in esito alla procedura di potenziamento della seconda tranche del gasdotto TTPC, sia data la possibilità anche ad operatori, che rappresentano aggregazioni di clienti finali nel mercato nazionale, di approvvigionarsi direttamente dal fornitore algerino Sonatrach. L'eliminazione del requisito sopra esaminato non osta alla previsione di misure di contenimento di comportamenti di tipo speculativo, finalizzati alla mera commercializzazione dei diritti di transito ottenuti, conformemente a quanto già auspicato dall'AEEG in relazione alla procedura di assegnazione di capacità sul gasdotto TAG. Note 1. Tale gasdotto attraversa il territorio tunisino dalla località di Oued Saf Saf, alla frontiera con l'Algeria, fino alla località di Cap Bon, sul Canale di Sicilia, ed è utilizzato per l'importazione in Italia di gas algerino il gasdotto è di proprietà della società tunisina Sotugat . 2. Legge n. 91-38 pubblicata nel Journal Officiel de la Republique Tunisienne del 14 giugno 1991. L'accordo del '91 segue un precedente accordo firmato nel '77 tra Eni e lo Stato Tunisino e poi approvato con legge n. 77-76 del 7 dicembre 1977, per la realizzazione di un gasdotto destinato al trasporto del gas oggetto del contratto di fornitura concluso il 22 ottobre 1977 tra Snam e Sonatrach. 3. Eni detiene il 100% del capitale della società TTPC. 4. La produzione nazionale è prevista in rapida decrescita, da 11,5 miliardi di metri cubi nel 2005 a circa 5 miliardi di metri cubi nel 2010. 5. Il gasdotto sottomarino che collega Cap Bon a Mazara del Vallo. Esso è posseduto dalla società Trans Mediterranean Pipeline Company Ltd, società partecipata al 50% da Eni e al 50% dal fornitore algerino di gas naturale Sonatrach. 6. Ai sensi dell'Accordo tra SNAM S.p.A., ENI e lo Stato tunisino del 1991, art. 6 lett. b sopra citato e della legge n. 91-38 di recepimento dello stesso Accordo.