La legge posteriore non sostituisce in toto la normativa precedente: «salvi» gli iscritti allo speciale elenco allegato

Anche a seguito delle modifiche introdotte con la legge n. 132/1997, i soggetti che, al 29 febbraio 1992, non avevano ancora completato il percorso professionale, ottenuta l’iscrizione ad uno speciale elenco allegato, possono, completato il percorso, ottenere il trasferimento senza esami al registro dei revisori.

Lo ha confermato la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 7345/13, depositata il 22 marzo. Il caso la normativa del 1992 Un dipendente di una società di revisione iscritta all’albo speciale CONSOB, avendo svolto attività di revisione fin dal 1991, ha chiesto ed ottenuto ai sensi dell’art. 11, D. Lgs. n. 88/1992, l’iscrizione nell’elenco allegato al registro dei revisori, prevista per chi avesse in corso la maturazione dei requisiti per l’iscrizione nel ruolo dei revisori ufficiali. In pratica, coloro che svolgevano attività di revisione presso una società privata iscritta all’albo speciale CONSOB al 29 febbraio 1992, potevano, dopo un decennio, richiedere ed ottenere l’iscrizione al ruolo dei revisori. e l’intervento legislativo del 1997. Nel 1997, però, la legge n. 132 ha stabilito che erano iscritti al registro coloro che alla data del 20 aprile 1995 erano in possesso dei requisiti per essere iscritti nel ruolo dei revisori dei conti il Ministero della Giustizia e la Commissione centrale per la formazione del registro, allora, hanno iniziato a respingere le domande dei revisori che, pur se iscritti nell’elenco aggiunto, non avevano però maturato il citato requisito temporale. In base a tale interpretazione, accolta dai giudici di merito, il richiedente si vede respingere l’iscrizione secondo i giudici di appello, in particolare, il D. Lgs. n. 88/1992 dettava una disciplina transitoria modificata dal successivo intervento legislativo del 1997. Il dipendente ricorre allora per cassazione, lamentando che la legge n. 132/1997 non modificherebbe il contenuto della previsione del 1992, riguardante categorie particolari, e dunque i requisiti richiesti per l’iscrizione al registro di coloro che erano stati inseriti nello speciale elenco allegato. La S.C. ricostruisce il quadro normativo. Gli Ermellini, nel ricostruire il quadro normativo, rilevano che il D. Lgs. n. 88/1992 ha istituito il registro dei revisori contabili, al quale possono iscriversi coloro che hanno superato uno specifico esame di abilitazione od esami ad esso equiparati. La disciplina transitoria prevista dall’art. 11, comma 2 del decreto, riconosceva poi il diritto a iscriversi senza sostenere l’esame a coloro che erano in possesso di specifici requisiti alla data del 29 febbraio 1992 il successivo comma 3 consentiva inoltre ai soggetti che, alla medesima data, non avessero ancora completato il percorso professionale, di ottenere l’iscrizione ad uno speciale elenco allegato dal quale, completato il percorso, avrebbero potuto ottenere il trasferimento senza esami al registro dei revisori. La legge del 1997 non è integralmente sostitutiva Secondo gli Ermellini, poi, la legge n. 132/1997 non ha sostituito globalmente la precedente normativa, ma ne ha integrato e completato la disciplina quanto al caso di specie, non vi è dunque ragione di ritenere che l’intervento legislativo abbia introdotto una disciplina a regime interamente sostitutiva di quella transitoria, abrogando implicitamente anche il citato art. 11, comma 3, e dunque sopprimendo sostanzialmente il meccanismo dell’elenco allegato. quindi permane il meccanismo dell’elenco allegato. D’altra parte, concludono i giudici di legittimità, il legislatore del 1997 non aveva motivo per occuparsi di una categoria ad esaurimento come quella degli iscritti all’elenco allegato, istituito a tutela di quei soli soggetti che, alla data di entrata in vigore del decreto del 1988, avevano già intrapreso, ma non ultimato, il percorso professionale. Per questi motivi la Cassazione accoglie il ricorso e, decidendo nel merito, ordina l’iscrizione del ricorrente nel registro dei revisori contabili.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile 1, ordinanza 23 gennaio 22 marzo 2013, n. 7345 Presidente Di Palma Relatore Acierno Fatto e diritto Rilevato che è stata depositata la seguente relazione ex art. 380 bis c.p.c., nel procedimento civile iscritto al n. R.G 16638 del 2011 Il ricorrente, in qualità di dipendente di una società di revisione iscritta all'albo speciale CONSOB, ha svolto attività di revisione fin dal 1991. Di conseguenza alla luce dell'art. 11 del d.lgs. n. 88 del 1992 ha richiesto ed ottenuto l'iscrizione nell'elenco allegato al registro dei revisori, previsto proprio per coloro che, alla data di entrata in vigore del decreto in oggetto, svolgessero funzioni di revisione ed avessero in corso di maturazione i requisiti per l'iscrizione nel ruolo dei revisori ufficiali ai sensi del r.d. n. 1548 del 1936. Il Ministero della Giustizia, con comunicato ufficiale pubblicato nella G.U. 21/4/95 n. 31-bis, aveva formalmente individuato come destinatari della previsione tra gli altri i revisori alle dipendenze di società di revisione iscritte all'albo speciale Consob e alla luce di queste specificazioni aveva disposto l'iscrizione del ricorrente nell'albo allegato. A seguito di tale norma e della specificazione ministeriale, tutti coloro che alla data del 29 febbraio 1992 svolgessero attività di revisione presso una società privata di revisione iscritta all'albo Consob, una volta maturato il requisito temporale del decennio potevano richiedere ed ottenere l'iscrizione al ruolo dei revisori. Successivamente all'entrata in vigore dell'art. 13 della l. numero del 1997, con il quale si è stabilito che sono iscritti nel registro coloro che alla data del 20 aprile 1995 sono in possesso dei requisiti per essere iscritti nel ruolo dei revisori dei conti, il ministero della Giustizia e la Commissione centrale per la formazione del registro, hanno iniziato a respingere le domande dei revisori che pur se iscritti nell'elenco aggiunto non avevano però maturato il requsisito temporale dalla data indicata nell'ultima norma citata. Per questa ragione è stata respinta l'iscrizione del ricorrente. Questa lettura della norma veniva condivisa sia dal giudice di primo che di secondo grado. In particolare, la Corte d'appello ha affermato che il disposto del d.lgs. n. 88 del 1992, art. 11, comma 3 - che dettava una disciplina transitoria per le persone che, alla data di entrata in vigore del decreto stesso, avevano in corso di maturazione i requisiti per l'iscrizione nel preesistente ruolo dei revisori ufficiali dei conti, consentendo loro di iscriversi ad uno speciale elenco allegato e, una volta ultimato il tirocinio, di transitare al registro senza il previo superamento di un esame di abilitazione - risulta modificato dalla L. n. 132 del 1997, art. 13, che invece limita il diritto all'iscrizione senza necessità di esame solo a coloro che, alla data del 20.4.95, fossero già iscritti od avessero già maturato i requisiti per l'iscrizione nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti. Ha quindi ritenuto che il richiedente, non trovandosi nelle condizioni previste dalla nuova disciplina, non avesse acquisito il diritto invocato. Avverso tal pronuncia è stato proposto ricorso affidato a cinque motivi. Con il primo motivo di ricorso viene denunciata violazione e falsa applicazione del d.lgs. n. 88 del 1992, art. 11 e della L. n. 132 del 1997, art. 13, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3. Il ricorrente ha rilevato che l'art. 13 della L. n. 132 del 1997, non ha dettato una nuova disciplina transitoria volta a sostituire integralmente quella, ugualmente transitoria, contenuta nell'art. 11 del d.lgs. n. 88 del 1992, ma si è limitato a disporre una semplice riapertura dei termini già previsti dal secondo comma di tale norma, riguardante chi fosse già in possesso dei requisiti per l'iscrizione senza minimamente modificare il contenuto del suo terzo comma riguardante categorie particolari e diverse da quelle del comma precedente e, dunque, i requisiti richiesti per l'iscrizione al registro di coloro che erano stati inseriti nello speciale elenco allegato . Nel secondo motivo è stata dedotta l'illegittimità costituzionale dell'art. 13 sopracitato, nell'interpretazione restrittiva affermata nella pronuncia impugnata. Nel terzo e quarto motivo è stata dedotta l'ultrapetizione della pronuncia di secondo grado nella parte in cui ha ritenuto che il ricorrente non potesse essere nemmeno iscritto nell'elenco aggiunto in quanto dipendente di una società privata di revisione, dal momento che oggetto del giudizio doveva essere esclusivamente l'iscrizione al registro dei revisori e non l'incontestata e non più impugnabile iscrizione nell'elenco aggiunto pacificamente consentita alla luce dell'interpretazione del terzo comma dell'art. 11 sopracitato fornita dal Ministero medesimo con il comunicato ufficiale pubblicato nella G.U. n. 31 bis del 21 aprile 1995. Nel quinto motivo è stata dedotta l'omessa motivazione della Corte d'Appello sugli specifici motivi di censura rivolti con dall'appellante alle statuizioni della sentenza del Tribunale dedicate all'ultimo profilo evidenziato, tenuto conto del diritto soggettivo maturato dal ricorrente in ordine all'iscrizione all'elenco aggiunto. Il primo motivo è fondato. Secondo l'orientamento già espresso dalla prima sezione di questa Corte, in fattispecie del tutto consimile Cass. sent. N 7654 del 2011 , il d.lgs. n. 88 del 1992, ha istituito i registro dei revisori contabili, al quale possono iscriversi coloro che hanno superato uno specifico esame di abilitazione od esami ad esso equiparati. Il comma 2 dell'art. 11 del decreto, concernente la disciplina transitoria, ha tuttavia riconosciuto il diritto ad iscriversi al registro senza sostenere l'esame a coloro che, alla data di entrata in vigore del decreto stesso 29.2.92 a erano in possesso dei requisiti per l'iscrizione, o erano già iscritti, al ruolo dei revisori ufficiali dei conti previsto dalla normativa anteriore r.d.l. 24.7.36 n. 1548, convertito nella L. n. 517 del 1937 b erano iscritti, od avevano acquisito il diritto ad essere iscritti, anche in base ad una sessione d'esame in corso alla predetta data, nell'albo dei dottori commercialisti o nell'albo dei ragionieri e periti commerciali ed avevano svolto attività di revisore per almeno un anno c erano in possesso di un diploma di scuola universitaria diretta a fini speciali in amministrazione e controllo aziendale ed avevano svolto attività di revisore per un anno d avevano superato l'esame previsto dal D.P.R. n. 136 del 1975, art. 13 e avevano ottenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa il giudizio di equipollenza previsto dal D.P.R. n. 136 del 1975, art. 8, comma 3, lett. e . Il comma 3, dell'art. 11 ha inoltre consentito ai soggetti che, alla medesima data, non avevano ancora completato il percorso professionale tirocinio decennale presso una società di revisione, funzioni di sindaco o di amministratore di società di capitali per almeno un quinquennio , di ottenere l'iscrizione ad uno speciale elenco allegato , dal quale, una volta ultimato il percorso, avrebbero potuto ottenere il trasferimento, a domanda e senza esami, al registro dei revisori contabili. È poi intervenuta la L. n. 132 del 1997, intitolata nuove norme in materia di revisori contabili , che non ha sostituito globalmente il d.lgs. n. 88 del 1992, ma ne ha integrato e completato la disciplina, ad es. regolamentando l'indizione e lo svolgimento del primo esame di abilitazione artt. 1-4 e 7 , prevedendo nuove ipotesi di esonero dall'esame art. 6 e ponendo a carico degli iscritti un contributo annuo obbligatorio art. 8 . La legge in questione ha integrato anche la disciplina transitoria, stabilendo, all'art. 13, che sono iscritti al registro, a domanda e senza necessità di sostenere l'esame di abilitazione, tutti i soggetti che, alla data del 20.4.95, appartenevano alle categorie già elencate alla L. n. 88 del 1992, art. 11, comma 2, lett. a , c , d ed e ed erano in conseguenza in possesso dei requisiti dell'iscrizione, ovvero una categoria radicalmente diversa da quelle che potevano essere iscritte nell'elenco allegato e che dovevano maturare il requisito temporale decennale. Ne consegue che non si ravvisa alcuna ragione per ritenere che il citato art. 13 - il cui tenore letterale depone unicamente per una proroga del termine originariamente previsto dal d.lgs. n. 88 del 1992, art. 11, comma 2 - abbia introdotto una disciplina a regime interamente sostitutiva di quella transitoria, in tal modo implicitamente abrogando anche il comma 3 del medesimo articolo e dunque, sostanzialmente, sopprimendo il meccanismo dell'elenco allegato. Va in proposito, in primo luogo, rilevato che il secondo ed il terzo comma dell'art. 11, L. n. 88 del 1992 contemplano fattispecie di esonero dall'esame di abilitazione fra loro del tutto distinte ed autonome è pertanto fuor di logica ritenere che l'aggiornamento del termine unico che, nel regime transitorio, era fissato a favore degli aventi diritto all'immediata iscrizione senza esame abbia ricondotto ad unità i necessariamente diversi termini all'esito dei quali gli appartenenti all'elenco allegato avrebbero anch'essi maturato il diritto all'iscrizione, senza esame, al registro. Ad identica conclusione conduce un1interpretazione costituzionalmente orientata della L. n. 137 del 1997, art. 13, posto che l'introduzione di uno sbarramento temporale unico per tutti gli iscritti all'elenco allegato avrebbe prodotto un'ingiustificata discriminazione fra coloro che, in base alla casuale data di inizio del loro tirocinio, avessero conseguito i requisiti per accedere al previgente ruolo dei revisori ufficiali dei conti prima o dopo il 24.5.95. Del resto, come è stato esattamente osservato dal ricorrente, il legislatore del 1997 non aveva motivo per occuparsi di una categoria ad esaurimento quale quella degli iscritti all'elenco allegato, istituito a tutela di quei soli soggetti che alla data di entrata in vigore della L. n. 132 del 1988 avevano già intrapreso, ma non ancora ultimato, il percorso professionale che, in base alla normativa soppressa di cui alla L. n. 517 del 1937, avrebbe loro garantito l'iscrizione al ruolo dei revisori contabili. In conclusione ove si condividano i rilievi soprasvolti, all'accoglimento del primo motivo di ricorso consegue l'assorbimento del secondo motivo. Quanto ai restanti motivi, relativi alla mancanza dei requisiti per l'iscrizione all'elenco aggiunto si deve osservare, come correttamente evidenziato dal ricorrente, che la questione non forma oggetto del presente accertamento rivolto esclusivamente alla verifica dei requisiti per l'iscrizione al registro dei revisori, avendo il ricorrente definitivamente maturato, con provvedimento amministrativo divenuto inoppugnabile, il diritto all'iscrizione nell'elenco aggiunto. Anche questi motivi meritano, pertanto accoglimento. Poiché è pacifico che il ricorrente avesse ottenuto l'iscrizione all'elenco allegato ed avesse conseguentemente ultimato, nel 2001, il periodo decennale necessario per ottenere il passaggio al registro dei revisori contabili, non sono necessari ulteriori accertamenti in fatto, si ritiene di poter assumere una decisione di merito, ex art. 384 secondo comma cod. proc. civ. ed ordinare l'iscrizione di W.A.S. nel registro dei revisori contabili . Ritenuto che il Collegio aderisce integralmente alla relazione, salva la correzione del riferimento al precedente di legittimità citato contrassegnato dal n. 7564 del 2011 e non 7654 del 2011, come erroneamente indicato in relazione Ritenuto che alla decisione ex art. 384 cod. proc. civ., nella specie segue la compensazione integrale delle spese processuali per tutti i gradi di giudizio, atteso che il citato precedente di legittimità è ampiamente successivo alla pronuncia impugnata e la lettura delle norme non appare prima facie univoca. P.Q.M. La Corte, accoglie il primo, il terzo, il quarto e il quinto motivo di ricorso. Dichiara assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accoglie la domanda proposta da W.A.S. ordinando l'iscrizione del ricorrente nel n registro dei revisori contabili. Compensa interamente le spese processuali di tutti i gradi di giudizio.