Grazia a Bompressi. Castelli: ""Prendo la valigia anziché firmare""

Un conto è accettare la pronuncia dell'Alta corte, un altro è sottoscrivere un atto che non si condivide , ha dichiarato il ministro uscente della Giustizia. La sentenza, comunque, avrà valore solo dal deposito in cancelleria previsto per il 15 maggio

Il Guardasigilli pur accettando la decisione della Corte costituzionale che ha accolto il ricorso del presidente Ciampi non fa marcia indietro e ribadisce che non controfirmerà mai il decreto per la grazia a Ovidio Bompressi. Del resto, ha detto ieri Roberto Castelli ai microfoni di Radio 24 Un conto è accettare la sentenza della Corte, un altro conto è controfirmare un atto che non condivido . E ha aggiunto Se questa controfirma dovesse arrivare sul mio tavolo, sempre che io sia ancora al ministero, dovrei prendere la mia valigia e andarmene . Tuttavia, ha detto ancora il ministro della Giustizia adesso sarà interessante vedere i contenuti della sentenza . Un conto, però, è accettare la pronuncia dell'Alta Corte un altro è sottoscrivere un atto che non si condivide. Non sono contrario pregiudizialmente ma - ha spiegato Castelli - siccome per anni si è instaurata la prassi non scritta per cui la grazia è stata concessa a detenuti con determinati requisiti, ritengo che né Bompressi né Sofri abbiano tali requisiti. Sicuramente - ha aggiunto - Bompressi li raggiungerà in futuro. Lo stesso vale per Sofri. Quando ciò accadrà non avrei problemi a controfirmare la grazia . Di diverso avviso Marco Boato, presidente del Gruppo misto alla Camera che nella scorsa legislatura aveva presentato una proposta di legge, poi caduta nel vuoto, per risolvere l'impasse interpretativo sul potere di grazia. Boato non condivide l'opinione di Castelli secondo cui ci sarebbero due pesi e due misure nella concessione di un atto di clemenza che - ha sottolineato - è individuale. La decisione sulla concessione della grazia - ha detto il presidente ai microfoni di Radio 24 - è del Capo dello Stato. Ovviamente ci deve essere una controfirma del ministro della Giustizia che però - ha concluso Boato - ha solo un compito istruttorio, di preparazione delle carte . I tempi del deposito della sentenza. Salvo colpi di scena è quasi impossibile che Ciampi possa firmare la grazia a Bompressi, dopo il sì della Consulta. La sentenza avrà infatti valore solo dal deposito in cancelleria, ma alla sua stesura sta lavorando il relatore Alfonso Quaranta. La prossima camera di consiglio è prevista per il 15 maggio. Solo una riunione straordinaria permetterebbe il deposito in tempo per la firma di Ciampi, prima della nomina del suo successore.