Telefonini: Antitrust e Comunicazioni dicono ""stop"" al balzello-ricarica

Un servizio caro, poco trasparente e tutto italiano che nel solo 2005 gli utenti hanno pagato 1,7 miliardi di euro. Le autorità di controllo ne ipotizzano la cancellazione o una rimodulazione accettabile

L'iniquo balzello dei costi di ricarica dei telefonini dovrebbe avere i giorni con la tempistica italiana meglio dire i mesi contati. A conclusione di una lunga e dettagliata indagine conoscitiva le due Authority interessate - l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e quella per le Garanzie nelle Comunicazioni - hanno presentato il frutto del loro lavoro. E l'indicazione che ne emerge è piuttosto chiara o i costi di ricarica vengono aboliti ed è un'ipotesi improbabile o vanno rimodulati in maniera più equilibrata e trasparente. Quello che finora ha sempre reso irascibili i consumatori - e che le Authority non hanno potuto far altro che constatare - è la proterva imposizione di un costo unico per i differenti valori di ricarica, i soliti cinque euro sia per una ricarica da trenta euro sia per una da duecentocinquanta. Che, in soldoni, significa realizzare un profitto assolutamente sproporzionato nei confronti degli utenti che utilizzano ricariche di modesta entità rispetto a chi acquista tagli maggiori sperequazione che non può essere minimamente giustificata neppure considerando che nel secondo caso si anticipano cash somme di maggiori entità. Per fare un esempio, infatti, basti pensare che su una card da dieci euro di traffico tagli con costi di ricarica apparentemente minori ma diffusissimi, soprattutto fra i più giovani la ricarica costa tre euro, pari al 33 per cento dell'esborso nel caso di un acquisto di traffico per 250 euro, invece, il costo di ricarica di cinque euro ha un'incidenza del 2 per cento sulla spesa. Questi costi, nel loro insieme, rappresentano un flusso di cassa notevolissimo - al di là di come poi l'utile si spalma tra i vari attori della filiera specifica, da chi stampa le card, al distributore, a chi le vende all'utente finale e ovviamente al gestore - che nel solo 2005 è stato quantificato in 1,7 miliardi di euro a fronte di 769 milioni di spesa per il servizio stesso . In tutti i casi lo squilibrio permane, indipendentemente dal sistema di ricarica che si sceglie, sia la card acquistata in tabaccheria, sia attraverso uno sportello Bancomat, sia via Internet un motivo ulteriore per annotare l'estrema sproporzione, visto che attraverso i sistemi telematici andrebbe considerata anche la smaterializzazione del sistema e dunque il suo minor costo relativo. Si tratta in effetti di un'anomalia tutta italiana data dal numero incredibile di carte prepagate, oltre il novanta per cento, probabilmente indotta dal fatto che sull'abbonamento si paga una tassa di concessione governativa di cinque euro, mentre sulle carte prepagate no. Tuttavia - ha sottolineato il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò - la distribuzione delle carte comporta un costo. Così i gestori hanno imposto un contributo fisso che ha un aspetto oscuro, e cioè non c'è trasparenza rispetto al costo effettivo, e un effetto perverso, perché regressivo, vale a dire quanto minore è il taglio delle carte prepagate, tanto più incide il contributo . E proprio da questa constatazione è facile prevedere che il provvedimento che le Authority delibereranno dovrebbe essere orientato sulla rimodulazione dei costi di ricarica in termini, si spera, di soglia massima applicabile , fermo restando che i dubbi di intese distorsive della concorrenza - la singolare coincidenza di tali costi finora applicati da gestori diversi - potrebbero trovare una risposta nella stessa occasione. Per i consumatori, in ogni caso, dovrebbe andare meglio a meno di ritrovarsi, in un futuro non troppo lontano, qualche ritocco altrimenti operato per esempio sui già carissimi Sms, o nelle incomprensibili tariffe di roaming per recuperare in qualche modo quelle centinaia di milioni di euro, netti, guadagnati finora con il controverso sovrapprezzo-ricarica. m.c.

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni Indagine conoscitiva sui contributi di ricarica nei servizi di telefonia mobile a credito prepagato 15 Novembre 2006