La corretta gestione dei flussi migratori può trasformare le paure in risorse

Partenariato su migrazione e sviluppo è questo l'obiettivo della prima conferenza ministeriale, in apertura a Tripoli, tra l'Unione europea e i Paesi africani

Un'occasione per l'Europa di lavorare fianco a fianco con l'Africa per trovare un sistema comune nella gestione dei flussi migratori e trasformare la paura dello straniero in una risorsa reciprocamente vantaggiosa. È questo lo spirito ispiratore della prima conferenza ministeriale sulla migrazione e lo sviluppo, in programma da oggi a Tripoli, e che vedrà una qualificata partecipazione Ue Franco Frattini, vicepresidente della Commissione e commissario per il portafogli Giustizia, libertàe sicurezza e Louis Michel, commissario responsabile della Politica di sviluppo e degli aiuti umanitari e dei Paesi del continente africano. Un incontro, quello di Tripoli, che si inquadra nella strategia complessiva dell'Unione europea volta a conciliare in maniera trasparente gli interessi e le priorità dei Paesi a vario titolo coinvolti quelli di origine, di transito e di destinazione ma anche i diritti dei migranti. Come rendere funzionali le teorie di collaborazione? Principalmente attraverso l'attivazione di partenariati con i Paesi terzi e con le Organizzazioni internazionali, con un riferimento ineludibile allo scenario specifico di riferimento le condizioni di governo degli Stati coinvolti, la situazione dei diritti umani, l'efficacia delle politiche di sviluppo. La conferenza attuale è il seguito concreto di più impegni e atti susseguitisi nell'arco di oltre un anno dopo i tragici fatti di Ceuta e Melilla. L'urgenza di interventi diretti degli Stati e di accordi di partenariato era stata sollecitata nel vertice dei Capi di Stato e di Governo di Hampton Court poi, a fine novembre dello scorso anno, la Commissione aveva diffuso la comunicazione sulle Priorità d'azione per rispondere alle sfide dell'immigrazione iniziativa seguita poi dall'adozione, da parte del Consiglio europeo, delle conclusioni sull' Approccio globale in materia di migrazione azioni prioritarie incentrate sull'Africa e il Mediterraneo . In tale documento il programma europeo si concentrava in particolare su tre punti lo sviluppo della cooperazione e dell'operato dei singoli Stati membri dell'Unione in relazione al problema migratorio, il potenziamento della cooperazione con i principali Paesi d'origine dei flussi diretti nell'Ue dall'Africa, la cooperazione funzionale anche con gli altri Paesi dell'area mediterranea direttamente e indirettamente interessati. In concreto tra le priorità si indicava anche la realizzazione di una conferenza ministeriale, appuntamento che è poi stato deciso per le date attuali in occasione della troika ministeriale Ue-Africa di Bamako. È infine dell'aprile scorso la definizione della posizione comune africana in sede Ua in tema di migrazione e sviluppo, fissata ad Algeri e poi sottoscritta al vertice di Banjul. Penultimo atto, prima della conferenza che si apre stamane, l'accettazione - poco più di un mese fa - della proposta libica di ospitare la conferenza dalla quale sortirà, come primo effetto tangibile, una dichiarazione congiunta Africa-Ue, cui si affiancherà l'adozione del piano di Ouagadougou contro la tratta degli esseri umani. m.c.