Gli ex coniugi litigiosi devono dare carta bianca al giudice

Quando non c'è modo di trovare un accordo per l'esercizio del diritto di visita sarà il magistrato a regolamentare nel dettaglio date, orari e tempi concessi

Quando gli ex coniugi litigano troppo, specie quando si tratta dell'esercizio del diritto di visita dei figli, il giudice della separazione deve scendere nel dettaglio e regolamentare minuziosamente date e orari dei tempi concessi al genitore non affidatario per stare con i bambini. Lo ricorda la Cassazione nella sentenza 17882/05 della prima sezione penale, depositata lo scorso otto settembre e qui leggibile tra gli allegati. In particolare, con questa decisione la Suprema corte ha accolto il reclamo di un padre esasperato dalla moglie separata che gli creava, in continuazione, problemi quando era il suo turno di vedere i figli minori nati dalla loro unione. Per questo l'uomo si era rivolto alla Corte d'appello di Bologna volendo così anche ottenere tempi e modalità di visita più ampi di quelli stabiliti in primo grado. I giudici, però, pur venendo incontro alla sua richiesta avevano omesso di dare disposizione stringenti e precise per cui i litigi interpretativi continuavano ad essere all'ordine del giorno tra la ex coppia. Al padre separato non è rimasto che ricorrere alla Suprema corte lamentando - da parte della Corte d'appello - la violazione dell'articolo 155 Cpc per non aver specificato adeguatamente le modalità di incontro e di permanenza dei figli minori presso di lui, emettendo una decisione generica e riemettendo alle stesse parti, in conflitto fra loro proprio sull'argomento, la determinazione di dette modalità . Gli ermellini hanno giudicato il ricorso manifestamente fondato . In pratica la Suprema corte ha rilevato la non corrispondenza tra il chiesto e il giudicato per via dello svuotamento della regolamentazione delle modalità di frequentazione dei figli con il genitore non affidatario in quanto la Corte di merito aveva genericamente attribuito al padre il diritto a stare con i figli nel week-end a settimane alterne, ad andarli a prendere a scuola due pomeriggi non consecutivi la settimana, a tenerli venti giorni d'estate e così via. Ad avviso di Piazza Cavour, data la situazione di guerra esistente tra i due ex coniugi sul fronte del diritto di visita, è evidente che il giudice è venuto meno al suo compito e deve - invece - dettare al riguardo precise e vincolanti modalità, demandando, se mai, la loro deroga, all'accordo, volta per volta, fra le parti, in correlazione all'eventuale emergere di particolari esigenze . Ora la Corte d'appello dovrà porre rimedio alla sua precedente vaghezza.

Cassazione - Sezione prima civile - sentenza 11 luglio - 8 settembre 2005, n. 17882 Presidente Saggio - relatore Felicetti Pm Martone - ricorrente Turchetti Svolgimento del processo Con distinti ricorsi depositati il 14 e 15 settembre 2000 Marco Turchetti e Silvia Dari adivano il Tribunale di Ravenna chiedendo la separazione personale, che veniva pronunciata con sentenza 4 giugno 2004, con la quale i figli minori venivano affidati alla madre e venivano regolamentati i loro incontri con il padre. La sentenza veniva impugnata esclusivamente su tale punto dal Turchetti, che reclamava una diversa e più ampia possibilità d'incontri. La Corte di appello, con sentenza 28 dicembre 2004, in parziale accoglimento del gravame, dettava una diversa disciplina di tali incontri. Avverso tale sentenza ricorre a questa Corte il Turchetti, con ricorso notificato alla controparte il 15 febbraio 2005. La parte intimata non ha presentato difese. La causa è stata fissata per l'esame in camera di consiglio ai sensi dell'articolo 375 Cpc. Motivi della decisione Con il primo motivo si denuncia la violazione dell'articolo 155, comma 2, Cpc, lamentando che la Corte di appello, non abbia specificato adeguatamente le modalità di incontro e di permanenza dei figli minori presso il padre, emettendo una decisione generica e rimettendo alle stesse parti, in conflitto fra di loro proprio sull'argomento, la determinazione di dette modalità. Con il secondo motivo si denunciano vizi motivazionali in ordine all'assetto dato alle su dette modalità. Il ricorso è manifestamente fondato. Con esso sostanzialmente si denuncia la non corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato e lo stesso svuotamento della regolamentazione delle modalità di frequentazione dei figli con il genitore non affidatario - che il giudice della separazione deve dettare ai sensi dell'articolo 155 Cc - non avendo la Corte di appello, di fronte all'esistenza di un contenzioso al riguardo che aveva dato luogo al gravame sul punto ed a specifiche richieste in proposito, provveduto adeguatamente. In effetti la Corte ha disposto che il padre possa, a settimane alterne, tenere con sé i figli minori dal sabato dall'uscita dalla scuola sino al lunedì mattina quando li riaccompagnerà a scuola e, nell'altra settimana, per due pomeriggi non consecutivi, da concordare in corrispondenza delle esigenze dei minori , ed ha disposto che possa altresì tenere con sé i figli per venti giorni consecutivi durante il periodo delle vacanze estive, per una settimana durante il periodo natalizio e tre giorni durante il periodo pasquale operando in modo da alternare il Natale e la Pasqua con ciascun genitore . Ma in tal modo ha rimesso all'accordo fra le parti - evidentemente insussistente - la determinazione di gran parte degl'incontri su detti e dei periodi da trascorre con il padre durante le ferie estive, a Natale ed a Pasqua, con violazione dell'articolo 155 Cc, che impone, in caso di contrasto fra le parti, di dettare al riguardo precise e vincolanti modalità, demandando, all'accordo, volta per volta, fra all'eventuale emergere di particolari Il ricorso, pertanto, deve essere sezione della Corte di appello di sulle spese del giudizio dì cassazione. PQM La Corte di Cassazione accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese ad altra sezione della Corte di appello di Bologna.